Perchè le italiane non vogliono più di un figlio?
Su tutti i quotidiani oggi abbiamo potuto leggere i risultati dell’indagine Istat “Essere madri in Italia – Anno 2005″.
Che sorpresona: le donne italiane vorrebbero avere tanti tanti figli, ma fatto il primo ci ripensano e “chiudono bottega”. Chissà come mai??
Strano che tanti (soprattutto uomini) siano caduti dalla loro poltroncina dallo sconvolgimento. Si sono addirittura chiesti anche il perchè di questo dietro-front: tra le difficoltà maggiori sono risultate quelle economiche, di lavoro e di organizzazione, …ma va´????
Per scendere nel dettaglio, l’Istat ha intervistato 536.000 donne che hanno avuto un figlio nel 2003 e le ha ricontattate a distanza di 18-21 mesi dalla nascita del figlio (nel 2005).
Tra queste, quelle che non intendono avere un altro figlio sono il 40 per cento: in leggero aumento rispetto al 37 per cento del 2002. Le ragioni indicate sono (a parte quelle già citate): motivi di età, motivi di lavoro, preoccupazioni per i figli, motivi di salute, fatica per gravidanza e cura dei figli.
Dopo la nascita del figlio, in pratica, l’impatto con le difficoltà quotidiane (lavoro, organizzazione dell’accudimento del bambino) “si traduce in una rinuncia ad avere ulteriori figli”.
Forse anche perchè l’età media delle primipare si è spostata a 29 anni: prima viene la laurea, poi la ricerca del posto di lavoro, dopodichè famiglia! Non pensando, però, che in Italia una donna che lavora è vista come una mina vagante: potrebbe andare in maternità da un giorno all´altro e, infatti, sempre dall´indagine viene fuori che molte, dopo la nascita del figlio, perdono il lavoro.
E ci si chiede … ma cos´ho aspettato a fare?? A parte gli scherzi, è utile avere una cultura, ma mentre si studia non ti viene assolutamente in mente che per una donna fare carriera è già difficile, figurati per una mamma! Per il 72,5 per cento di madri che continuano a lavorare, le difficoltà infatti sono tante: molte fanno ricorso al part-time, quasi tutte ricorrono all’astensione facoltativa dal lavoro e ai congedi parentali.
Sarà anche che dopo la sofferenza del parto tante ci ripensano e giurano che non si ritroveranno mai più nella stessa situazione? Ultimamente ho sentito di tante donne che hanno trascorso 24 ore di travaglio con doglie e dolori vari per poi arrivare a farsi fare un cesareo d´urgenza e pensare: ma negli ospedali i medici godono a farti soffrire?
Perchè indurre un parto naturale con tutte le loro forze e mettere a repentaglio la vita della mamma e del bambino per poi ritrovarti a subire un´operazione?
Dopo questa scoperta dell´acqua calda e questo festival di banalità, chissà cosa leggeremo domani sui giornali? Forse che riuscire a concepire un figlio dopo i 29 anni risulterebbe più complicato che a 20?
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18 Responses to “Perchè le italiane non vogliono più di un figlio?”
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Queste indagini saranno anche vere ma io ho due figli e sogno il terzo e così la maggior parte delle mie amiche mamme.
Io e la metà delle mie amiche mamme lavora fuori casa (io part-time ore 8-14), l’altra metà fa la casalinga .. ma lo faceva anche prima.
Insomma .. non so .. queste indagini sono vere e sicuramente funzionano, ma credo siano fortemente dipendenti dall’area geografica e sappiamo che fra Nord e Sud Italia, fra Ovest ed Est ci sono innegabili differenze economiche e sociali, che sono quelle che determinano la “dimensione” della famiglia, più che il dolore del parto o la fatica di crescere dei bimbi.
Ciao!
Rientro a pieni voti in questo sondaggio. Io faccio parte di quelle donne che non riescono a decidere se potranna affrontare economicamente un’altra gravidanza e non sono neanche più una teenager. Faccio parte anche di quelle donne che hanno fatto più di 24ore di travaglio per poi fare un cesareo d’urgenza.
Hanno scoperto l’acqua calda!!
Ho 27 anni sono una donna che lavora e ho un figlio nato ad agosto 2003. Il prossimo giugno diventerò di nuovo mamma e devo dire che lo desidero così come ho desiderato il primo e che anche se più faticosa la seconda gravidanza è bella ed emozionante quanto la prima anzi ancora di più, mio fiflio condivide con me l’emozione di sentirlo muovere e di vedere crescere il mio pancione.Amo i miei figli e se avessi potuto li avrei fatti anche prima.
Che belli questi commenti!! E che bello essere mamma! Se non fosse per le mie gravidanze problematiche avrei voglia di farne un terzo (forse è prematuro parlarne, visto che sono al settimo mese di gravidanza del secondo!), ma non è detto. Ora sforno questo e poi ci faccio un pensierino!!! Un abbraccio a tutte. Una mamma
Io faccio parte del gruppo fuori dal sondaggio
Per i nostri canoni sociali sono abbastanza giovane per essere una mamma (21 anni) e sto ancora studiando, ma non vedo l’ora di prendermi la laurea per poter avere un altro bimbo! Devo dire che sono stata anche fortunata: tra travaglio e parto, ci abbiamo messo meno di 7 ore ed economicamente non ho grossi problemi, ma io credo che questo, per le ragazze della mia età o poco più grandi, non sia il più grande ostacolo alla maternità. Prima di tutto è difficile prima dei 25 anni trovare un uomo abbastanza maturo da voler rinunciare ai divertimeni per prendersi delle responsabilità, come compagmo e come papà. Poi ovviamente ci sono i soldi e prima dei trent’anni minimo un lavoro che ti duri oltre i due anni non lo trovi così facilmente. Per quanto riguarda il terrore del parto, quello sarebbe un problema in meno se si tornasse a partorire prima dei 25 anni! ;P Il corpo è tonico, resistente e si ha abbastanza incoscenza da affrontare la situazione senza porsi troppe domande: quando al corso pre-parto l’ostetrica ci ha proposto il filmato delle varie opzioni dei parti, di 20 persone che eravamo, solo le future mamme più giovani (rispettivamente 21, 22 e 24 anni) hanno avuto il coraggio di guardarlo, le altre sono scappate prima. Coincidenza?
Magari no! Un bacione grande!
Anch’io rientro nel gruppo fuori sondaggio…. quando vado a fare la spesa con i miei tre bimbi, mi chiedono, increduli, se sono “miei”… e i sentimenti sono contrastanti: non sanno se avere pena o se fare i complimenti.
Ho 35 anni e i miei bimbi hanno quasi 8 e 5 anni e l’ultima ha 16 mesi e lavoro pure a tempo pieno, anzi pienissimo. Ero partita con l’idea di due bimbi, poi l’ultima si è annunciata inaspettatamente a Pasqua di due anni fa e doveva nascere a Natale. Un dono! Il mio curriculum “ostetrico” è anche molto vario e ho rischiato parecchio, ma ne è valsa la pena.
Cosa stona in tutto ciò? Il mio lavoro a tempo pieno ed essere mamma di tre figli. Non è facile, faccio salto mortali e spendo il mio stipendio in nido oppure stresso in nonni nella gestione dei bimbi, e mi considero già fortunata che posso contare su questo supporto. Questo per continuare a lavorare. Oggi non ci possiamo permettere il lusso di perdere un buon contratto di lavoro, perchè è praticamente impossibile trovare poi un altro. Parttime quasi non si trovano o non lo concedono… In più dobbiamo pure combattere ogni giorno con i sensi di colpa o i giudizi degli altri. Ma alla fine conta il giudizio e l’amore dei miei figli.
Concordo, il sondaggio non dice nulla di nuovo… sarebbe bello che dalle chiacchiere si passasse veramente all’azione per cercare di risolvere il problema e di aiutare noi donne ad essere mamme in piena libertà e spontaneità e nei tempi “naturali”.
Ho quasi 41 anni e una bambina di 15 mesi e non desidero un altro figlio.Faccio il part-time e per poter riprendere a lavorare, dopo aver lasciato il primo impiego perché non avevo nessuno a cui lasciare la bimba, ho dovuto affidarla a una tata.A volte faccio fatica a concentrarmi sul lavoro perché penso che la bimba non potrà mai essere accudita come lo fa la sua mamma o come lo farebbe una persona di famiglia, mi viene da piangere e intanto penso a un nuovo inserimento al nido dopo aver fallito con il primo tentativo. E’ difficile desiderare di essere di nuovo mamma quando non si ha nessuno che ti dia una mano.
Anche io sono fuori sondaggio, 23 anni ed in cerca di un figlio da più di uno, prossima alla laurea e quindi(speriamo) al mondo lavorativo.
Credo dipenda molto, come ha detto Patrizia, dalla situazione ambientale socio-economica in cui si vive, oltre che dal titolo di studio che si ha.
Ci sono lavori in cui c’è ancora richiesta ed altri in cui non ce n’è affatto, purtroppo.
Comunque sto notando una sempre più crescente voglia di maternità tra le mie coetanee, forse proprio perchè le prospettive lavorative sono diminuite a mio parere le statistiche cambieranno.
Un bacio
Trixy
.. ho 26 anni.. sono Titolare di un’edicola cartolibreria.. ho un compagno con un lavoro a tempo indeterminato.. un’amore immenso che ci spinge a desiderare un figlio già da 2 anni.. non conviviamo perchè ancora devo finire il mio mutuo, che scadrà a marzo 2008.. ma ugualmente siamo intenzionati a provarci.. lo desideriamo più di ogni altra cosa al mondo…
E credo che certe decisioni non vadano necessariamente prese guardando il conto in banca!
Forse oggi.. c’è troppa irresponsabilità, troppa voglia di far carriera.. troppa voglia di indipendenza a 360° !
Un abbraccio
Ho 36 anni e un figlio di 3. Vorrei avere un altro figlio ma mio marito non è daccordo e mi scoraggia ….l’avevo quasi convinto quando poi ho capito che in questa scelta ero sola allora sono ritornata sui miei passi. Come devo comportarmi care amiche lettrici?