Speranza di vita per i prematuri

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Abbiamo letto tutti della bambina più piccola del mondo, nata nel mese di ottobre in Florida, concepita con inseminazione artificiale e che alla nascita – avvenuta dopo 21 settimane e 6 giorni di gestazione con parto cesareo – pesava meno di 285 grammi e misurava appena 24,13 centimetri (la metà di un neonato a termine).

Ora che finalmente pare fuori pericolo ne hanno parlato tutti i giornali e misura più di 64 centimetri per 1 chilogrammo e 800 grammi.

Finora nessun bambino era sopravvissuto dopo un periodo di gestazione così breve: una gravidanza di solito giunge a termine dopo 37-40 settimane. Di norma, 1 chilogrammo e 26-27 settimane di gestazione sono lo spartiacque al di là del quale cambiano drasticamente le capacità di sopravvivenza e questo è uno standard internazionale.

Varese è famosa per fare “miracoli” con i bimbi prematuri. “Noi ci siamo attrezzati e ci proviamo – dice il professor Massimo Agosti, primario di neonatologia all´ospedale di Circolo di Varese -. Sono diversi i bimbi nati qui di 500 – 600 grammi e sopravvissuti bene. Ma non amo i record e penso che le situazioni in questi casi siano una diversa dall´altra e temo che, in questo caso, dare numeri sia fuorviante e metta in circolo entusiasmi ingiustificati. Mettiamola così: davanti a queste notizie, preferisco un entusiasmo saggio”.

Quindi, arrivate alle 22esima settimana di gestazione, non possiamo rilassarci del tutto!

Il 24 ottobre scorso la piccolissima Amillia aveva problemi respiratori (subito messa in incubatrice e sotto ossigeno dalla nascita), una piccola emorragia cerebrale e disturbi digestivi. Eppure quel corpicino grande quanto una penna, con i suoi organi ancora in fase di formazione, è stato difeso energicamente dall´équipe medica ed ha resistito, reagito ed è cresciuta in modo costante.

Secondo i medici, nessuno dei problemi che ha avuto dovrebbe avere conseguenze a lungo termine. “Ora potrà stare in una culla normale; il suo apparato respiratorio sarà tenuto costantemente sotto controllo, continuerà a ricevere ancora ossigeno, in misura leggera, almeno fino a quando non raggiungerà il traguardo dei due chilogrammi, ma potrà essere nutrita con il biberon” ha detto il dottor Smalling.

Il pediatra ha evidenziato che il prendersi cura della piccola, nei mesi passati, è stato come “navigare a vista in acque sconosciute. Non sapevamo neanche quali fossero i normali valori della pressione sanguigna per una bambina tanto minuta. Negli anni – ha aggiunto Smalling – le tecnologie utilizzate per salvare i bambini nati prematuri hanno fatto passi da gigante. Oggi siamo in grado di salvare la vita di neonati che non ce l’avrebbero mai fatta appena dieci anni fa“.

Il 20 febbraio i genitori si sono portati a casa Amillia e questo significa avercela fatta, anche grazie alla tenacia dei medici. E´ l´eccezione che vince sui manuali di pediatria, che danno vicino allo zero le possibilità di sopravvivere a un parto al di sotto delle 23 settimane di gestazione.

Quello che al professor Massimo Agosti preoccupa è la ricerca di casi sempre più eccezionali: “Questo caso è un eccezione per tutto il mondo, ma non è che certe cose avvengono perché siamo negli Stati Uniti. Anche a Firenze c´è stato un caso da 280 grammi e nel nostro reparto ce n´è stato uno da 350 grammi. Ma il problema qui è la ‘caccia al record´. Temo infatti che queste notizie e il loro lancio nella popolazione, producano concetti e speranze sbagliate“.

Quando è nata a Firenze, la bambina era la più piccola del mondo con appena 285 grammi e lunga 25 centimetri. Venuta alla luce col parto cesareo, dopo una gestazione di 27 settimane, era considerata “un vero e proprio miracolo”.

La madre, una signora fiorentina di trent’anni, per far nascere la figlia ha rischiato anche l’amputazione di uno degli arti inferiori. “La donna presentava un’arterite diffusa, patologia che rendeva critiche le condizioni della gravidanza”. Ha deciso però di portare avanti la gravidanza, nonostante gli avvertimenti dei medici rispetto ai possibili pericoli per la sua stessa salute.

Alla ventisettesima settimana il parto si è reso necessario perché le condizioni generali della paziente andavano peggiorando. Il calo fisiologico ha fatto scendere l’ago della bilancia fino a 255 grammi, dopodiché la bambina ha ripreso a crescere in una maniera che i medici hanno definito “soddisfacente”.

Una volta tornata a casa, la bambina è stata sottoposta a controlli periodici. “Come tutti i neonati cosiddetti ‘critici’ sarà seguita per altri 6 anni – spiega il professor Rubaltelli – ma le sue probabilità di condurre una vita normale sono molto vicine al 100%”.

Per i bambini che nascono molto prematuri e di basso peso il rischio è quello di complicazioni polmonari e problemi alla vista. Il professor Agosti precisa: “Per decidere lo stato di salute del neonato non bastano i parametri relativi alle settimane di vita e al peso. Non è detto infatti che non stia meglio di qualche bambino nato di 700 grammi e qualche settimana in più, ma gravato da qualche infezione. Su queste cose non si può mai standardizzare”.

Quali sono i rischi che corrono i bambini che nascono così prematuri? “I primi – spiega il professor Agosti – sono legati alla mortalità a breve termine ed entro il primo anno di vita. Poi però ci sono anche i problemi legati alla funzionalità cerebrale: per questi bambini infatti si scioglie la prognosi ‘per la funzione´, ma poi le loro capacità vitali e intellettive si comprendono tra i sei e i diciotto mesi”.

Io, sapendo che dalla 27esima settimana i prematuri hanno buone speranze di vita, ho sempre fatto il conto alla rovescia per arrivare a quel punto, per avere un minimo di sicurezza, ma quando ho saputo di questa mini-bambina ed essendo ora alla 30esima settimana mi sono detta: sarò fuori pericolo?

Invece ha ragione il Prof.Agosti, ogni caso è diverso dall´altro, quindi non creiamoci falsi entusiasmi ed aspettiamo con pazienza il trascorrere delle settimane!

20 Commenti

  1. Ciao!
    Sono capitata per caso nel tuo blog e… caspita che brava che sei!
    Leggendo qua e là ho notato che abbiamo (o abbiamo avuto, il mio pulce ha oggi 11 settimane!) tutte le stesse “paure”, gli stessi pensieri e gli stessi sogni.
    In bocca al lupo cara!

    Kiuki

  2. io ho appena partorito a 23 settimane purtroppo il mio piccolo angelo nn ce la fatta dopo due giorni gli e presa una grave emoraggia bronco celebrale era 278 cm per 550 gm e poi si e agravvato so cosa vuol dire e voglio dare a tutte le mamme una speranza perche hanno fatto di tutto per salvarlo grazie san pietro fate bene fratelli e il tim della tin un bacio alle mamme e forza a tutte

  3. sono anch’io il papà di una bimba nata alla 26° sett. Questo è successo due giorni fà e fino a poche ore fa andava tutto bene. Questa serà mi hanno detto che è comparso un piccolo soffio, di cui non ho capito bene, e che domani fanno la tac o rx. probabilmente si tratta del dotto di……ma la cosa certa è che sono terrorizzato di perdere la mia bimba. Mi hanno detto inoltre che le prime 72 ore sono le più decisive, ma anche se sorridono, nessuno e dico nessuno si vuole sbilanciare. Non capisco quando potrò avere certezze.

  4. Ciao,

    Mi sono imbattuta per caso in questo messaggio. Sono la mamma di un bambino prematuro nato di 29+5w.
    Avvio spontaneo del travaglio.

    Ora sta bene ma ne abbiamo passate tante.

    I sensi di colpa ancora mi devestano e leggere la tua ultima frase :

    “aspettiamo con pazienza il trascorrere delle settimane ” l’ho trovata fuori luogo.
    Si aspetta con pazienza se ne abbiamo la fortuna…

    Verena

  5. ciao, sono la mamma di Daniele nato nel 2005 a 23 sett. + 4 gg, peso 560 gr….oggi ha tre anni e 1/2 ed è una meraviglia!
    I momenti difficili sono stati tantissimi, la disperazione enorme, l’attesa infinita (4 lunghi mesi di Tin) prima di poterci considerare fuori pericolo….
    ma oggi la prematurità non è solo sopravvivenza!!

  6. SALVE A TUTTI, SONO IL PAPA’ DEL PICCOLO JAGO NATO DI 23 SETTIMANE + 5 GIORNI IL 7 NOVEMBRE 08. TUTT’OGGI IL PICCOLO JAGO E’ IN T.I.N., LE SUE CONDIZIONI STANNO MIGLIORANDO GIORNO DOPO GIORNO.
    QUESTO MESSAGGIO E’ RIVOLTO A TUTTI I GENITORI DEI BAMBINI PREMATURI:” MAMME E PAPA’, TENETE DURO E CREDETE IN VOSTRO FIGLIO, E’ IL MODO MIGLIORE PER AIUTARLO A RIMANERE AGGRAPPATO A QUEL FILO CHE SOLO GRAZIE AL VOSTRO CREDO RIUSCIRA’ NELLA SUA SOPRAVVIVENZA”.

  7. Ciao a tutti, sono diventato oggi papà del piccolo Alessio, nato alla 29 + 4, peso 650 gr. Anche se ora si trova in Tin e io ho in testa milioni di pensieri, il mio cuore é pieno di speranza… e chi dorme stanotte????

  8. Bravo Paolo!!!
    Complimenti ed in questi casi il sonno è la cosa meno importante in assoluto, ma devi essere lucido, quindi magari un pisolino fallo anche tu!!
    Facci sapere come procede e un abbraccio alla mamma.

  9. LA futura moglie di mio cugino ha partorito a 24 settimane ieri, la bimba è stata rianimata alla nascita, pesa 600 gr… I medici hanno dato il 10% di probabilità di sopravvivenza.
    Dovevano sposarsi sabato. Io aspetto due gemelli e i nostri bambini avrebbero dovuto nascere alla pari. Non so che dire, che pensare, se sperare.. Non so; è davvero tanta la sofferenza.
    Vi ringrazio perchè mi avete dato una speranza a cui aggrapparmi

  10. Personalmente credo alle eccezionalita’ in quanto ,oggi 55 enne, sono nato prematuro al 6 mese e subito inserito in una delle prime incubatrici per un mese! Definito ,legalmente, ” feto vivente” come da rapporto medico ritirato personalmente al compimento della maggior eta’ . Quindi posso confermare che in determinate situazioni certi fatti siano possibili anche se consapevole che non e’ la norma! Saluti, Marco.

  11. Salve a tutti!
    Anch’io sono nata prematura, a 26 settimane. Pesavo 740 grammi ed ero lunga 40 centimetri. Ho avuto diversi problemi: emorragia cerebrale, polmonare e arresto cardiaco. E, nonostante sembrasse che non ce l’avrei fatta, un dottore disse ai miei genitori che sarebbe dipeso tutto da me, da quanta voglia avrei avuto di vivere. Io sono non vedente: ho sofferto di una malattia chiamata retinopatia del prematuro che ha portato, alla fine, nonostante diverse operazioni agli occhi, al distacco totale della retina. Per ora non c’è cura, per me; ma anche se non vedente, anche se posso vedere la luce solo con l’occhio sinistro, sono viva. E questo è l’oimportante.
    Non immagino quanto i miei genitori abbiamo sofferto vedendomi in quelle condizioni. Non riesco a comprendere pienamente quanto siano stati male nel sapere che un giorno c’ero, ma il giorno dopo… chi poteva saperlo? Sono tornata a casa dopo due mesi e 18 giorni. E anche se sono non vedente, per il resto sto benissimo. Studio all’università, ho delle amiche e mi piace scrivere.
    Penso che ibambini prematuri siano fortissimi, perché lottano per la vita da quando nascono; ed io, che no nsapevo del caso di questa piccolissima e forte bimba, la ammiro tantissimo. E’ stata una guerriera, davvero!

    Mi sono emozionata nello scrivere questa testimonianza, non l’avevo mai fatto prima. Spero che vi abbia fatot piacere.

    Giulia

    • Giulia, mamma mia, che emozione leggere quello che hai scritto!
      Sono felice che tu abbia avuto voglia di condividere con noi la tua esperienza di vita. Immagino cosa avranno provato i tuoi genitori. Non ho vissuto personalmente una situazione di questo tipo, ma ho parlato con tanti genitori di bimbi prematuri e me ne sono fatta un’idea. Non avete mai affrontato a fondo l’argomento?
      Quanti anni hai?
      I prematuri hanno una marcia in più, hanno lottato fin dall’inizio e questo lascia i segni, sia sul corpo, sia nel carattere.
      Spero che tu possa continuare a seguirci. Un abbraccio grande, Una Mamma

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