La sessualità dopo la nascita di un figlio

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Le paure e le insicurezze che possono colpire la dimensione sessuale dopo la nascita di un figlio sono molte e diverse: alcune gestibili direttamente dalle persone stesse, altre affrontabili attraverso l’intervento di un professionista” afferma la psicologa Barbara Colla.

Ma quali sono queste paure?

In primo luogo è indispensabile definire la sessualità, diciamo secondo quattro punti di vista:

a) un punto di vista di tipo riproduttivo finalizzato alla sopravvivenza della specie;

b) un punto di vista di tipo sociale orientato a favorire la costruzione e il mantenimento del legame di coppia, indispensabile per la specie umana che mette al mondo dei “cuccioli” lenti a crescere, pertanto in tale ottica fare l’amore sembra essere un buon collante per il costituirsi di una coppia stabile;

c) un punto di vista semantico per cui la sessualità diventa uno dei modi di fare esperienza di sé e del mondo;

d) un punto di vista di tipo narrativo secondo cui l’esperienza sessuale è possibile collocarla nel fluire della storia personale e della narrazione che ognuno di noi propone a se stesso.

Da qui ci si può rendere conto di quanto sia complessa la sessualità dell’essere umano, complessità che se da un lato è l’ingrediente indispensabile per renderla un’esperienza ricca e affascinante, dall’altra la espone ad una serie di problemi che possono presentarsi quando una coppia deve affrontare l’esperienza di essere genitori.

In particolare, facendo riferimento alla mia esperienza come psicologo, ho potuto individuare alcune problematiche che toccano la sfera sessuale tipiche di quando un uomo e una donna diventano genitori.

A) Ci sono donne che dopo aver partorito, sia con parto naturale sia con parto cesareo, molto spesso donne al primo figlio, continuano a considerarsi, anche a distanza di mesi, delle donne “malate” che pertanto non riescono a considerare nuovamente il proprio apparato genitale come una parte integrante del proprio corpo.

“…sa dottoressa 6 mesi fa ho dovuto subire un cesareo…alla fine mi sono informata è un intervento vero e proprio e quindi devo stare attenta…ho paura di rompere qualcosa dentro;”  “…sa dottoressa 8 mesi fa ho partorito…un parto veramente brutto e adesso ho difficoltà ad avere rapporti perché ho paura di avere male, visto che mi hanno dovuto tagliare perché mio figlio non usciva…”.

B) Ci sono donne che dopo aver partorito non riescono ad avere un vita sessuale normale in quanto “terrorizzate” dalla possibilità di poter rimanere di nuovo incinte, nonostante l’uso di un’adeguata contraccezione.

“…sa dottoressa non riesco più a fare l’amore con mio marito perché ho paura di poter rimanere incinta…non posso concepire l’idea di avere un secondo figlio ora che l’altro ha solo 6 mesi…; oppure “sono veramente in difficoltà…sarei dovuta venire prima…ma da quando è nata mia figlia, 2 anni fa… non riesco più ad avere una vita sessuale serena perché sono spaventata a morte dal fatto di poter rimanere incinta di nuovo…lo dico a mio marito ma lui dice di non pensarci…”.

C) Una terza categoria di donne, che devono affrontare delle difficoltà nella propria vita sessuale dopo una gravidanza, è quella che racchiude le donne che perdono completamente interesse verso la sessualità dichiarando di non avere più desiderio.

A questo riguardo, ricordo di una mamma che venne da me in studio in quanto il marito, stanco della situazione di coppia che stavano vivendo, aveva costretto la moglie ad affrontare la situazione: “…io non riesco più ad avere una vita sessuale normale perché non desidero più fare l’amore…il mio ruolo di madre mi prende completamente…e poi mi sento anche in colpa nei confronti della mia piccola quando faccio l’amore…”.

“…sa dottoressa la cosa veramente importante per un figlio è la stima e il rispetto fra papà e mamma, la sessualità è un aspetto…diciamo importante fino ad un certo punto…”.

“…dott.ssa Colla sono talmente stanca che non riesco neppure a pensare di stare con mio marito…appena tocco il cuscino crollo…mio marito mi dice che è stanco e che non riesce più a sopportare di avere una moglie straccio.”

D) Infine ci sono quelle coppie in cui il marito non riesce minimamente a capire la stanchezza della compagna appena diventata mamma e  quindi parte con tutta una serie di richieste rispetto alla gestione della casa e del bambino che portano la donna a non sentirsi minimamente compresa con una inevitabile ripercussione sulla vita sessuale della coppia.

“…il mio compagno torna a casa e pretende di trovare la casa perfetta, il bambino a dormire e la moglie tranquilla…e quando mi lamento mi dice che sto a casa e che è una questione di organizzazione…così alla fine quando mi chiede di fare l’amore io un po’ per ripicca e un po’ perché proprio non mi sento considerata dico di no…”

Le 4 categorie riportate sicuramente non esauriscono totalmente la realtà delle coppie nell’affrontare la propria vita sessuale nel momento della maternità, ma sicuramente danno una visione piuttosto ampia.

Sicuramente alcuni aspetti descritti sono normali e con il tempo superabili dalla coppia, ma è anche vero che altri elementi, che io ho potuto ricavare dalla mia esperienza clinica, sono sintomo di una problematica più importante sollecitata dall’arrivo di un figlio.

Al di là delle motivazioni più o meno profonde e tenendo conto che un articolo non è la sede per risolvere i problemi, ma è uno spazio che invita a riflettere, posso affermare che  una buona vita sessuale non deve essere considerata un qualcosa di definito e statico, ma è un pezzo dell’esperienza umana che va costruita poco per volta rispetto a sé e all’altro e soprattutto rispetto ai tanti cambiamenti che la vita propone non solo al singolo individuo ma anche alla coppia, di cui il diventare genitori è forse uno dei momenti di cambiamento più difficile ma allo stesso tempo più affascinante che un uomo e una donna devono affrontare e gestire.

Da qui la necessità di una dimensione sessuale dinamica in cui la coppia uomo-donna affronta consapevolmente le proprie scelte, ponendosi l’uno di fronte all’altro,  all’interno di una relazione interpersonale, e soprattutto rispettando i  sistemi di valori e di significati dei protagonisti.”

La Dott.ssa Colla sarà felice di poter rispondere alle vostre domande e di leggere i vostri commenti.

11 Commenti

  1. Salve dottoressa Barbara Colla, mi chiamo Andrea ho 2 bambine Matilde di 5 e Adele di 2 anni e una moglie fantastica di nome Milena. Mia moglie non prova più amore/interesse per me accusandomi di non esserle stato accanto dopo la nascita della secondogenita (subito dopo la nascita della secondo genita hanno diagnosticato un carcinoma a mia mamma che in 13mesi la ha prima consumata nell’aspetto e poi portata via del tutto), e di non aver cambiato abitudini e vizi di vita rispetto a quando eravamo fidanzati (fumare e passare tempo di svago/conforto con amici in modo abituale). Dopo la nascita di Matilde, bimba tranquilla (nei primi 3 anni di vita non più di 4 o 5 notti insonni) ha subito presentato un forte calo di desiderio sessuale e dopo la seconda è completamente scomparso, anche se io continuavo a manifestare attrazione e desiderio per lei, senza mai forzarla in quanto mi ero informato e sapevo che il suo desiderio poteva non corrispondere al mio. Milena ha una vera e propria passione per il compiuter e le è sempre piacuto passare la serata di svago al pc, dopo la nascita della primogenita aveva fomato un forum di mamme che avevano partorito nel suo stesso periodo per avere un confronto con problemi/preoccupazioni/sviluppi di crescita dei bambini coetanei, e siamo riusciti un paio di volte anche ad incontrarci, e ho sempre considerato quel tempo ben speso anche perchè quelle volte che le proponevo di fare altro, guardare un film insieme o farci due coccole, mostrava stress come se la volessi privare di uno spazio suo (e quindi mi ributtava fra le bracci di amici) e quelle volte che le proponevo di uscire da sola con le sue amiche era lei fra le prime a trovare impedimenti, come se non le facesse piacere lasciare Matilde alle mie sole cure. Dalla nascita dell’Adele le cose si sono complicate e di molto, nel senso che rispetto a Matilde presenta molta più necessità di contatto e attenzione da parte nostra. Io ho sempre cercato di prestare attenzione a quello che procurava stress a Milena ma non sono mai riuscito a rinunciare a quelle che erano le mie necessità sul piano psico-affettivo, nel momento che una volta messe a nanna le bimbe la situazione era tranquilla e lei andava al compiuter io scendevo in taverna per passare un pò di tempo a svagarmi con gli amici sempre perchè era lei a non voler fare altro. Alla fine dello scorso anno è arrivata una, a mio parere ottima notizia, la possibilità di cambiare lavoro da operaia ad agente di polizia municipale, essendo entrata in graduatoria in un concorso pubblico ed essendosi liberato un posto per un lavoro a tempo indeterminato. Dopo una sua richiesta su cosa fare io le ho detto che l’opportunità mi sembrava molto buona anche se avrebbe dovuto iniziare a fare dei turni e le attività in casa avrebbero dovuto subire modifiche; premetto che non sono mai stato bravo nelle faccende di casa a parte cucinare e tenere pulito ma da allora ho provato a considerarmi da completare nella formazione, quindi se priama era pentole/scopa/aspirapolvere/shiffer/togli ragnatele ho aggiunto ammorbidenti/detersivi/mocio. Subito dopo la nascita dell’Adele mi ha chiesto di andare a dormire sul divano visto che russavo e io l’ho accontentata perchè non volevo disturbare nessuno ne lei ne la bimba che dormiva in camera nostra. Pochi mesi dopo aver iniziato il nuovo lavoro mi ha detto che “le avevo fatto scendere la catena”, si era stancata di me e del fatto che non le ero stato abbastanza vicino durante i primi mesi di vita dell’Adele e del fatto che continuavo a tenere uno stile di vita uguale a prima, che non doveva essere più di mio interesse se stava bene o male o come le era andata a lavoro, se usciva (cosa che fortunatamente e giustamente ha ripreso a fare) non mi doveva interessare dove andava e con chi e a che ora pensava di rientrare, che sarei dovuto andare fuori di casa perchè lei tanto ce l’avrebbe fatta ugualmente anche senza di me. Non credo che stia cercando di ricostruirsi la vita con qualcunaltro ma non riesco a non aver paura che pensi realmente che una vita senza me e da sola con due bimbe sia più semplice per lei. Mi ha espressamente richiesto di non tornare sull’argomento “noi coppia” a meno che no fosse lei a tirarlo fuori ed esclusivamente per chiedermi cosa avevo intenzione di fare in merito, io le ho sempre detto che continuavo a vedere la mia vita al suo fianco e al fianco delle bambine che sarrei stato disposto a farci aiutare da qualcuno anche se per lei ormai il nostro rapporto non si può rinsaldare e che non ha la minima intenzione di continuare a vivere insieme a una persona che non ama più, ma dopo le sue ultime uscitte(una o due volte alla settimana) senza sapere dove va e con chi quelle volte in cui ritira fuori l’argomento, ho iniziato a risponderle che quello che mi interessa è continuare a vivere sotto lo stesso tetto delle mie figlie, e a pensare che visto che è da parte sua che si manifesta un desiderio diverso da quanto ci siamo costruiti insieme dovrebbe essere lei a fare il primo passo verso una eventuale separazione consensuale o causa di divorzio entrambe cose che eviterei anche perchè non ho un gran desiderio di possessione materiale ma una forte necessità di affetto/amore e fino ad oggi ne ricevo dalle mie bimbe e qualche amico che prova a tenermi su di morale.
    Rimango in attesa di un suo interessamento per un consiglio da esperta in materia.
    Distinti saluti Andrea.

  2. salve dott.ssa mi rivolgo a lei con un problema premetto che conosco mio marito dal 1991 ci siamo sposati dopo 10 anni di fidanzamento non ho mai tanto sesso e lui e’ stato il mio primo abbiamo cercato subito un figlio , naturalmente non arriva e comincio a fare inseminazioni, dopo 8 inseminazioni scopro di esserci rimasta il giorno dopo il terremoto in emilia (sono di Ferrara). ho avuto problemi col parto cesareo (2 giri di cordone nel collo e 3 giri in entrambi i piedi). ora mio figlio a 2 anni e 1/2 ma in tutto questo tempo avremmo fatto l’amore 1 volta ogni 3 mesi (colpa mia) non sento lo stimolo glielo detto a mio marito ma lui non capisce e pensa che io abbia un altro ma non e’ cosi’ io do tutto il mio affetto a mio figlio e non rieswco piu’ a derne a mio marito .questo mi butta ancora piu’ giu’ cosa posso fare ?

  3. Ciao Sonia e benvenuta! Quello che mi sento di dirti, da amica ad amica, è che devi riscoprire l’intimità con tuo marito, semplicemente ritagliandoti dei momenti da sola con lui.
    Il tuo piccolo ha 2 anni e mezzo, quindi puoi lasciarlo con qualcuno, tipo nonni o baby sitter? Basta una cena romantica solo voi due, un cinema od anche una notte da qualche parte per non essere solo mamme ma anche compagne di….
    Fammi sapere che ne pensi.
    Un abbraccio

  4. Buonasera dottoressa ,ho 30 anni e sto con mio marito da già 16anni e mezzo …eravamo giovanissimo quando ci siamo fidanzati …viviamo assieme da 7anni e abbiamo un bambino di 8mesi …il problema che mi pongo è che da quando sono incinta ad oggi non ho più desiderio sessuale (una volta non ero così anzi) premevo sempre più io per fare l’amore a differenza di mio marito che non ha mai avuto la fusa del sesso neanche da ragazzino pur essendo bello e anche corteggiato da molte …lui per ora sembra stia bene così …io sinceramente no ,cioè sto bene con lui però avrei mentalmente voglia ma io mio corpo resta statico,fermo …sono avvilita perché sono ingrassata di 3taglie sarà forse per quello ?

    • Ciao Carla, guarda che è assolutamente normale! Non si è fisicamente come prima, si è stanche e anche psicologicamente provate! Vedrai che man mano che la vostra creatura crescerà tornerai come prima della gravidanza, da tutti i punti di vista. Un abbraccio.

  5. Buongiorno dottoressa
    Ho un bimbo di 2 mesi,.e da quando sono rimasta incinta,a me il desiderio,è completamente passato
    Fino a che ero incinta,mio marito buttava lì le battutine..si vedeva che ne risentiva..
    Ora che ho partorito,sembra proprio che abbia la pace dei sensi..se gliene parlo,dice di dare tempo al tempo..di non avere fretta
    C è da dire che a me dispiace più per lui..a me il desiderio,non è minimamente tornato
    Lui ha assistito al mio parto
    Non vorrei che ora mi vede come mamma,e non più come donna
    Come posso fare?

    • Ciao Daniela, è normale quello che stai provando.
      Fare la mamma non è semplice … per questo il mio consiglio è di non stressarsi e fissarsi su questo pensiero.
      Lascia tempo al tempo e vedrai che tornerete ad ess. non solo più genitori ma anche marito e moglie…
      Aggiungerei però anche qs.: perché non ritagliarsi dei momenti solo per voi due? Puoi lasciare il tuo bimbo a qualcuno per qualche ora?
      Qs. è un modo per riscoprire l’intimità e la complicità con il tuo partner.
      Auguri ancora per il tuo bimbo! Se hai bisogno siamo qua…. ciaooo

  6. Buonasera dottoressa, ho una bimba di quasi 4 mesi ( la terza), da quando sono capitata incinta io e mio marito non abbiamo più avuto rapporti (lui ha avuto un blocco) adesso però comunque lui non cerca un contatto fisico con me c’è da dire che lui lavora fuori e ritornato dopo 3 mesi senza avere un desiderio di fare l’amore. Ho cercato di parlare e capire ma lui dice che io non lo prendo bene gli ho chiesto in maniera esplicita se avesse un altra o che non mi amava più, lui ha detto che non è assolutamente questo, che mi ama ma io purtroppo sono circa 7 giorni che lui è qui e al di la di un bacio o un abbraccio oltre non si va e come se lui mi blocca per non andare oltre e non capisco se lui adesso mi vede solo come la madre dei suoi 3 figli. Io ho 39 anni lui 41.

    • Ciao Paola, può capitare perché, effettivamente, con tre figli piccoli le attenzioni sono tutte rivolte a loro e la coppia ne soffre.
      Hai qualcuno che potrebbe guardare i bimbi per una sera?
      Cerca, appunto, di ripristinare un minimo di intimità dove siete soli completamente e seduci di nuovo tuo marito …
      Fammi sapere.
      Un abbraccio

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