E adesso vogliono esiliare Biancaneve e Co.!

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Tempo fa su un quotidiano era venuta fuori la notizia che il governo spagnolo vuole mettere al bando le principesse delle favole. 

Biancaneve, Cenerentola, la Bella Addormentata e company hanno le ore contate! Si è tirato fuori tutto un discorso sulle Pari Opportunità e quindi sullo smettere di descrivere le donne come “donzelle” in difficoltà. Mai e poi mai si vuole più trasmettere ai bambini l’immagine di una donna che non sa cavare un ragno dal buco senza l’intervento del principe azzurro o degli uomini in generale!

Mamma mia, se ci si sente minacciati dalla figura della principessa e da tutto quello che rappresenta si è proprio messi male. Io non mi sono mai sentita influenzata dalle principesse. Non ho mai voluto ascoltare solo fiabe che dovevano avere per forza la presenza di un principe. E sinceramente tra le varie principesse, quella per cui provavo più simpatia era Cenerentola, perchè prima di tutto non era una vera principessa e, poi, perchè lottava per riprendere il posto che le spettava nella sua vita quando aveva perduto il padre. Non viveva quindi solo nell’attesa di un “principe“,  come accade per Aurora o Biancaneve.  E che dire di Bella e la Bestia? O di Pelle D’Asino?

Il concetto è che io da bambina amavo ascoltare anche altri tipi di racconti che esulavano dalla figura del “Principe Azzurro“, tant’è che uno dei  miei personaggi preferiti è e rimane Alice nel Paese delle Meraviglie!

Le favole servono al bambino per sognare, per esorcizzare paure e timori. Il lieto fine aiuta a rassicurare il bambino. Le fiabe della sera incitano il bambino a scoprire come superare le difficoltà. A conoscere il bene e il male. Ad avere un assaggio di invidia, gelosia e paura senza giudizi o commenti. Insomma, lasciamo alle favole il loro significato di gioco e di fantasia e non cerchiamo di dare significati che non ci sono.

Forse per insegnare le Pari Opportunità ci vuole ben altro che fare la guerra alle principesse!

3 Commenti

  1. Quello che non ho mai capito ne’ accettato del tutto nelle favole è la mancanza della madre.
    Queste future/aspiranti principesse vengono cresciute da abominevoli matrigne, oppure solo dal papà, che diventa una specie di “mammo”! Credo che Walt Disney avesse un rapporto quantomeno complicato con la madre, per far morire le mamme così velocemente nelle sue storie, comunque non ho mai approfondito l’argomento..
    Per il resto non credo che al giorno d’oggi le ragazze siano più di tanto influenzate da queste storie al punto da credere ancora nel famigerato principe azzurro!
    Quindi godiamoci questi sprazzi di “fantascienza” e prendiamoli per quel che sono: un tentativo di farci astrarre dalla realtà!

  2. Sono d’accordo con il far sparire dalle favole modelli assolutamente passivi e dunque di cattivo esempio per le bambine. Fosse per me metterei al bando Winx e compagnia varia. I veri cartoni sono Occhi di gatto, Lady Oscar, la stella della senna: esempi di donne vere e non “bambole” nelle mani dell’uomo sia esso il padre o il futuro marito-principe.

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