La festa del papà e il mito dell’uomo ideale

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Le mie figlie conoscono oramai a memoria le favole delle Principesse, soprattutto quelle riprese dai cartoni animati della Disney, e credono che queste cose succedano realmente: scarpette, zucche, animali che parlano, fatine, incantesimi…ma soprattutto l’arrivo del Principe Azzurro!

Secondo voi, non sarebbe meglio aprire loro gli occhi, anche se non in modo brutale, magari gradualmente, per far capire che al posto della carrozza e dei topolini dovranno essere già felici se riceveranno un sms il giorno dopo il primo appuntamento? Oppure vorreste farle continuare a vivere nel sogno finchè non sbatteranno il muso contro la realtà?

Potremmo approfittare della festa del papà per intavolare il discorso, visto che tutte le bambine sognano di sposare il papà o, quantomeno, un uomo che sia “perfetto” come il loro papà, ovverosia il loro famigerato Principe. Magari spiegando loro che la perfezione non esiste!

Devo dire che mia figlia ha già capito che gli uomini hanno bisogno di “una raddrizzata” e quindi cerca di migliorare il suo papà suggerendogli come comportarsi in casa: “Papà, quando esci dal bagno ricordati di tirare giù l’asse!” …questi momenti mi riempiono di soddisfazioni 🙂

Per far capire alle mie bambine di non aspettarsi cavalli bianchi, serenate o altro, abbiamo visto (almeno 10 volte) il film “Come d’incanto/Enchanted“, mezzo cartone e mezzo film, dove la storia cambia un po’ rispetto alle solite favole, ironizzando certi luoghi comuni e disilludendo il giusto. C’è sempre il lieto fine, per carità, ma all’interno della trama avviene una specie di “scambio di coppie“, giusto per far capire che nella vita tutto è possibile, che il fine giustifica i mezzi e che non bisogna mai disperare.

Inoltre, dopo aver sentito vari comici che prendevano in giro le vite delle Principesse, che è come “sparare sulla Croce Rossa”, visto che sono abbastanza sfigate (orfane, povere, sempre in fuga per non farsi uccidere, sottoposte ad incantesimi) ho notato un comico torinese, Gianpiero Perone, anche conosciuto come il “Principe Cacca”, che ha centrato il punto. Questo personaggio è amatissimo dai bimbi, sia perchè c’è una fase dell’infanzia in cui qualsiasi cosa sia “trash” fa ridere e la parola “cacca” per le mie figlie è il massimo della trasgressione, sia perchè gioca sugli stereotipi delle fiabe che tutti conoscono, stravolgendo il concetto che si ha del Principe Azzurro.

Oltretutto, Gianpiero Perone ha due figli e,chiedendogli come fa a sopravvivere tra la scuola, l’apparecchio per i denti, il programma da guardare in tv, senza considerare le difficoltà del rapporto di coppia, ha risposto che la sola via di fuga resta “la fantasia, unico rifugio in cui cercare riparo quando la realtà diventa troppo impegnativa.” Quindi, come si fa a criticare le favole con le figlie se anche i papà vivono di fantasia? Allora, cari papà, come vorreste trascorrere la vostra festa? E cosa ne pensate del mito del Principe Azzurro? Ve la sentite di far credere alle vostre figlie che esiste?

E voi mamme, cosa organizzerete per la festa del papà? … una fuga col Principe Azzurro 😉 ?

3 Commenti

  1. Ciao Amanda! E com’è questa favola? Istruttiva? Anche lì però mi pare che ci siano matrigne, ecc…possibile che queste eroine delle favole non abbiano mai la mamma? … tocchiamo ferro!

  2. Il titolo esatto è Vasilissa e la Baba Jaga. Ne esistono varie versioni. Anche qui la mamma muore (“tocca morì” nella psiche perché le bambine diventino donne), ma lascia a Vasilissa una bambolina che le aveva fatto del tutto uguale a lei (Vasilissa) che la aiuta a risolvere le difficoltà della vita. Come dire: la soluzione è dentro te stessa. Alla faccia del Principe azzurro : )

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