Ripetizioni sì o no?

Quando è giusto dare un aiuto esterno ai propri figli in difficoltà scolastica.

di unamammabis 27 marzo 2017

Mancano 75 giorni alla fine dell’anno scolastico. Se poi si pensa che quest’anno ci saranno vari ponti primaverili oltre alla Pasqua, direi che il tempo per gli studenti volerà 🙂

I nostri figli dovranno affrontare un periodo intenso di studio e chi è in difficoltà potrà vivere questo “rush” finale con ansia e preoccupazione.

Come fare? Prima di tutto, niente è perduto, c’è ancora tempo per rimediare. Detto ciò, senza cercare di colpevolizzarli e senza abbattere la loro autostima, oltre agli aiuti che la stessa scuola può offrire ai ragazzi, come sportelli di aiuto e/o gruppi di studio interni al proprio Istituto, perché non rivolgersi ad un insegnante esterno che possa dare delle ripetizioni?

Prendere ripetizioni non vuol dire che si è degli asini. Non sempre i nostri figli riescono a risolvere in maniera adeguata ed efficace delle difficoltà momentanee nello studio, per questo è meglio che noi genitori ci affidiamo a degli aiuti esterni, anche se ci sentiamo di padroneggiare la materia in questione. A volte è meglio un estraneo che possa trasmettere quel distacco necessario a a superare una difficoltà nello studio, anche per salvaguardare i nostri nervi.

Come scegliere un buon insegnante senza sborsare dei salassi e senza andare incontro a fregature?

Ovviamente, bisogna sapere guardarsi in giro, perché il mondo delle ripetizioni è una giungla! Conosco casi di chi andava a fare lezioni private passando il proprio tempo a giocare a battaglia navale con il docente!

A parte il “caro e vecchio passaparola“, come quando si cerca  la babysitter o la colf, esistono delle società apposta pubblicizzate sui vari siti internet, oppure gli annunci fuori dalle scuole o delle aule universitarie. Ma ci fidiamo?

Noi genitori, ma anche i nostri ragazzi dovranno capire che insegnante va loro a genio: la prima impressione è molto importante in quanto dovremo capire se abbiamo davanti una persona affidabile e preparata.

Una volta individuato l’insegnante, bisogna mettere subito in chiaro la tariffa: si parte dai 10 euro fino ad arrivare ai 50 euro. Naturalmente, questo dipende dalla materia e da che classe si frequenta. Infatti, per la scuola primaria o la scuola media, di solito, si chiede non più di 20 euro, mentre per le scuole superiori la tariffa aumenta. Inoltre, cambia anche se ad impartire le lezioni è uno studente universitario o un insegnante.

Se si instaura un rapporto di fiducia avremo trovato un tesoro: una volta partito l’ingranaggio, credo che sia assolutamente utile.

Decenni fa erano i vecchi insegnanti o i maestri in pensione ad occuparsi delle ripetizioni, oggi invece il testimone è passato soprattutto agli universitari. Questi giovani possono essere un modello per i ragazzini: sono più grandi di loro, ma non ancora adulti, entrano facilmente in comunicazione. E c’è anche un altro messaggio: il ragazzo di 20 anni che viene a dare lezioni è qualcuno che ancora studia, ma intanto lavora per rendersi autonomo, come anche i nostri figli potranno fare tra pochi anni.

Reclutando “ripetitori” non si rischia di rendere bambini e ragazzi ancora meno autonomi e responsabili nei confronti dello studio?

Il rischio c’è, ma ai bambini e ai ragazzi può far bene chi si confronta con loro e li stimola a studiare meglio, non qualcuno che li sostituisca nei compiti però, come troppo spesso fanno anche certe madri frettolose ed apprensive.

Ricordiamoci infine che l’obiettivo da raggiungere non è tanto il risolvere il problema momentaneo, cioè studiare per il giorno dopo o correggere i compiti, bensì aiutare i nostri ragazzi ad imparare a studiare per conto proprio, a leggere correttamente un libro scolastico, ad impegnarsi con una parvenza di metodo. Ce la faranno questi insegnanti saltuari?

 

 

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