Inconvenienti estivi: api, vespe e zanzare

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Non ci sono più le zanzare di una volta…quelle che bastava il ddt o il flit, come diceva il famoso motivetto! Ora tra zanzare tigre e quant’altro non si capisce più niente.

Dicono che le zanzare siano attratte dal sangue dolce. Fatto sta che se c’è una zanzara nel raggio di un metro pizzica me o i miei figli, con grande gioia di mio marito. Che cosa si deve fare allora per proteggersi da questi insetti così fastidiosi da non farci dormire di notte con il loro ronzio?

Naturalmente la prima parola d’ordine resta la protezione. Negli ultimi tempi mi sono fatta una cultura su come affrontare il problema, che si ripresenta tutte le estati. Naturalmente, trattandosi di prodotti “chimici”, bisogna farne un uso appropriato, senza abusarne.

Primo step da fare é leggere sulla confezione se c’è riportata la scritta “presidio medico chirurgico“, con autorizzazione e numero. Inoltre non è importante se si tratta di spray, lozioni o salviette: per i bambini sotto i 3 mesi non va usato alcun prodotto se non le classiche zanzariere.

Utilissime sono poi le pomate dopo puntura a base di antistaminici. Io a dir la verità mi sono sempre buttata su rimedi omeopatici. Se la puntura della zanzara provoca arrossamenti e gonfiori nei nostri piccoli è ottima l’applicazione di ghiaccio o impacchi di acqua fredda. Per poi procedere con dei  buonissimi prodotti omeopatici: ad es, della Boiron, io ho usato la pomata Ciderma che è davvero ottima. Mentre da prendere per bocca il Ledum Palustre 5CH o l’Apis 9CH (5 granuli). Ci sono anche i braccialetti anti zanzare, ma non li ho ancora usati … qualcuno di voi si?

Se si parla invece di prodotti per protezione ambienti le candele alla citronella hanno poco successo anche se, secondo il mio parere, sono molto scenografiche. Invece è sempre utilissimo il vecchio e caro zampirone, anche se bisogna stare attenti al passaggio dei bambini, specie se molto piccoli. Mentre ho sempre guardato con sospetto le piastrine, dato che da alcuni studi è emerso la loro nocività se usati per un periodo prolungato.

Se si tratta invece di punture di api, vespe o calabroni bisogna prima di tutto cercare di capire se c’è il pungiglione e poi tenere il bambino sotto osservazione per le successive due ore.

Si tratta di punture dolorose e, se la parte diventa particolarmente rossa e gonfia, sarebbe utile recarsi in farmacia o dal medico, proprio perchè nei casi più gravi c’è rischio di shock. Io ho imparato che come prima azione d’urto è buona norma applicare il ghiaccio, per poi procedere a disinfettare la parte interessata ed applicare una crema antistaminica. Ma la cosa importante da fare rimane mantenere la calma, perchè se il bimbo vede che non ci si agita si tranquillizza e riprende subito a giocare.

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