La festa dei nonni

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Ho un ricordo lontano dei miei nonni. Sarà che, vivendo in città diverse, ci si vedeva di rado.

Quelli paterni ci invitavano a pranzo a casa loro e mangiavamo sempre le stesse cose: un primo, una frittatina, la frutta e noi portavamo il dolce. Dopo pranzo facevano un riposino e io potevo approfittarne e andare in soffitta a frugare nei loro bauli, pieni di cose vecchie. Quante scoperte! Per il resto mai un racconto, un ricordo condiviso, un po’ d’affetto. Niente!

La nonna materna era tutta un’altra storia. Piena di affetto e cucinava da Dio: ricordo ancora le sue crostate, uno spettacolo! Poi, quando andavamo via, mi riempiva le tasche di caramelle. Non sapeva più come compensare il tempo che non riusciva a dedicarmi.

Mia madre ha avuto solo sei anni della sua vita per fare la nonna. E l’ha fatto in modo egregio, con tutti i suoi pro e contro.

I miei suoceri, invece, hanno ormai più di 13 anni di esperienza e gestiscono tre nipoti come se guidassero una mini azienda, con gran precisione e dedizione.

Ciascuno di noi sa il segno profondo che lasciano nel cuore i nonni. Positivo o negativo che sia. Parole e gesti, lezioni di vita che ti accompagnano anche da adulta. Le mie figlie ricorderanno dei nonni affettuosi, complici, pazienti, sempre pronti a dare le coccole al momento giusto, a sostenerle con forza e a capirle.

Si prendono cura delle nipoti, mentre i genitori lavorano, per aiutare figlia e nuora in una catena di solidarietà femminile che diventa sempre più difficile sorreggere.

Sì, difficile perché stanno diventando nonne, le donne che non hanno lasciato il lavoro, ma la cui età pensionabile è diventata più alta di prima. Lavorano più a lungo e quindi hanno meno tempo da dedicare al lavoro di cura dei nipoti. A ciò si aggiunge che queste stesse donne hanno anche sempre di più genitori anziani non autosufficienti di cui prendersi cura.

Strette tra lavoro retribuito, assistenza ai nipoti e assistenza a genitori anziani non autosufficienti, le nonne hanno un problema di sovraccarico non indifferente e non riescono a godersi i nipoti quanto vorrebbero. Sono sempre più in affanno.

Chissà come saranno i nonni del futuro?

 

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