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La dieta anti-influenza

Visto che i virus influenzali di dicembre e gennaio pare fossero solo un antipasto rispetto a quelli che arriveranno a febbraio, direi di mettere in pratica una strategia preventiva che inizia a tavola e con un’attività fisica costante.

Temperature insolitamente alte al pomeriggio, ma al mattino presto e appena tramonta il sole si sente che siamo in pieno inverno. Sono proprio questi sbalzi termici che spiegano come mai siamo alle prese con sindromi simil-influenzali dalle forme e dall’intensità diversa, a volte con sintomi gastrointestinali. Come fare prevenzione in modo efficace?

Yogurt e tanta frutta.

Da una recente ricerca del Censis è emerso che l’85% ha indicato come principale misura di prevenzione proprio una sana alimentazione. Ma davvero il cibo può aiutarci a prevenire l’influenza? “Trattandosi di una malattia di tipo virale e molto contagiosa – spiega Manon Khazrai, docente di Scienza dell’Alimentazione Campus Bio-Medico di Roma – l’alimentazione non può prevenire l’influenza, ma può sicuramente aiutare il sistema immunitario a renderci più forti. Serve un’alimentazione ricca in frutta e verdura, contenenti vitamina C, A e sostanze antiossidanti”. Qualche esempio pratico? “Cibi come lo yogurt ricco in probiotici migliorano la flora intestinale”.

Zenzero e un tè all’aglio. Ma anche alcune spezie o erbe aromatiche possono aiutare. “Lo zenzero e l’aglio – prosegue l’esperta – sono noti per le proprietà antiinfiammatorie, così come alcune spezie come la curcuma”. Oltre ad utilizzare l’aglio nelle ricette, la fitoterapia consiglia di usarlo anche a crudo magari preparando una specie di tè all’aglio da addolcire aggiungendo un po’ di miele. Ma come si fa un tè all’aglio? Basta prendere un paio di spicchi di aglio fresco e schiacciarli per bene. Poi vanno messi in un pentolino pieno d’acqua e portati ad ebollizione. Abbassare la fiamma e cuocere a fuoco lento per altri 15 minuti. Colare il tutto ed aggiungere il miele e qualche goccia di succo di limone.

Polpette e risotti per i piccoli. 

Ma la dieta anti-influenza a base di frutta e verdura può essere piuttosto ardua da far seguire ai nostri figli sempre poco inclini a mangiare gli alimenti sani. “In questi casi – suggerisce la nutrizionista – bisogna nascondere la verdura mescolandola ad altri alimenti come il riso o la pasta, le polpettine con carne e verdure e anche delle centrifughe in cui mettere non solo frutta ma anche sedano, carote e pomodori”.

Curare l’idratazione.

E’ importante anche cosa e quanto si beve. Soprattutto quando si va a scuola, i bambini tendono a bere poco ma così soffrono di tosse quasi il doppio degli altri. Ma quanto devono bere i bambini? Dipende dall’età: dai 6 mesi ai 3 anni 600-900 ml/die; in età scolare fino a circa 1100 ml/die; in età adolescenziale 1500-2000 ml/die.

L’attività fisica.

Anche muoversi con regolarità aiuta nella prevenzione. Studi condotti sugli atleti e su persone che praticano attività fisica in modo regolare a livello amatoriale hanno evidenziato che l’allenamento moderato contribuisce a potenziare la capacità di contrastare i virus respiratori prima che possano attecchire e causare i tipici malanni stagionali.

La terapia del riposo.

Ma cosa fare se il virus ci attacca e cosa è meglio mangiare per facilitare la guarigione? “Una dieta leggera, a base di latte, fette biscottate, minestre di verdura o brodi vegetali, con pastina, riso o pane tostato, uno o due cucchiaini di parmigiano o grana, carni o pesci magri, spremute o centrifughe di frutta, liquidi come acqua, tisane e te deteinato” suggerisce Khazrai. Ma serve anche una pausa dalle attività quotidiane. “In caso di contagio e non bisogna fare gli eroi, il riposo resta una arma fondamentale per aiutare l’organismo a sconfiggere i virus. Sono d’aiuto anche i farmaci di automedicazione che possono servire ad attenuare i sintomi senza azzerarli, consultando il medico se le cose non migliorano dopo 4-5 giorni. Mai fare ricorso agli antibiotici che si hanno in casa senza prima vedere il proprio dottore. Infatti, gli antibiotici non sono efficaci per curare l’influenza e deve essere il medico curante a decidere se è il caso di assumerli.