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	<title>una mamma &#187; Parto</title>
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	<description>Blog di informazioni, consigli, suggerimenti e molto altro...da mamma a mamma...</description>
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		<title>Storia di una gravidanza difficile</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 21:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio farvi raccontare in prima persona dalla nostra amica Astrid, che trovate nei commenti ai post sotto lo pseudonimo di Piccola Speranza, quando è stato difficile per lei e per suo marito portare avanti una gravidanza.
Sono anni che conosco Astrid, purtroppo non ancora di persona, ma attraverso questo blog ed ho vissuto tutta la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F08%2F29%2Fstoria-di-una-gravidanza-difficile%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p>Voglio farvi raccontare in prima persona dalla nostra amica <strong>Astrid</strong>, che trovate nei commenti ai post sotto lo pseudonimo di <strong>Piccola Speranza</strong>, quando è stato <strong>difficile per lei e per suo marito portare avanti una gravidanza.</strong></p>
<p>Sono anni che conosco Astrid, purtroppo non ancora di persona, ma attraverso questo blog ed <strong>ho vissuto tutta la sua ricerca ed i suoi cambiamenti di umore giorno per giorno, </strong>fino ad<strong> assistere quasi in diretta alla nascita di suo figlio.</strong></p>
<p><a style="font-weight: bold;" href="http://www.unamamma.it/files/2011/08/astrid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3142" title="astrid" src="http://www.unamamma.it/files/2011/08/astrid.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>Spesso si riesce ad <strong>essere più in sintonia con le persone che incontriamo in rete piuttosto che con i propri parenti o con le persone che frequentiamo quotidianamente. </strong>E questo è successo con Astrid e con le altre amiche che hanno già voluto raccontare la loro esperienza (<a title="ricerca di gravidanza" href="http://www.unamamma.it/2011/07/28/i-social-network-aiutano-durante-la-ricerca-della-gravidanza-ed-in-maternita/" target="_blank">Claudia</a>, <a title="difficoltà a rimanere incinta" href="http://www.unamamma.it/2011/07/14/le-aspiranti-mamme-e-i-figli-del-blog/" target="_blank">Anna e Donatella</a>), ma anche con tante altre donne che sono passate dal blog o che ancora lo frequentano e non hanno raggiunto il loro obiettivo, ma ci stanno provando.</p>
<p>Con questo articolo voglio dimostrare loro che <strong>abbattersi, arrabbiarsi e buttarsi giù può essere un modo di affrontare le situazioni, ma non porta ad una soluzione</strong>. Lo so che è difficile tirare su di morale chi sta perdendo le speranze, ma <strong>bisogna crederci e continuare a sperare</strong>. Non sapete le volte che Astrid mi ha &#8220;<em>fatto impazzire</em>&#8220;, ce ne diceva di cotte e di crude, se ne andava, tornava, andava di nuovo via, ma io e <strong>Gabriella</strong> (<em>Unamammabis</em>) con l&#8217;aiuto delle altre siamo riuscite a rimetterla in carreggiata <img src='http://www.unamamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p><span id="more-3136"></span></p>
<p>&#8220;Ed eccomi a raccontare un po&#8217; di me e della mia storia per avere un bambino! Voglio <strong>portare speranza alle persone che hanno vissuto la mia stessa esperienza</strong> e che sono ancora alla ricerca!<br />
Allora, da dove iniziare? Dall&#8217;anno <strong>2008, </strong>avevo <strong>23 anni</strong><strong>, quasi 24</strong>: erano mesi che rompevo all&#8217; allora mio ragazzo, ora mio marito di voler un bambino. Mi son sentita rispondere tutte le scuse di questo mondo, alla fine ho vinto io e dal giugno del 2008 abbiamo cominciato la ricerca.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Ho atteso 6 mesi e niente test positivo, ho chiamato la ginecologa che mi disse di cominciare a prendere la temperatura basale (io comprai anche i test per l&#8217;ovulazione). Dato che non avevo un ciclo regolare, a febbraio <strong>2009 </strong>mi sono recata direttamente da un ginecologo della PMA, perchè <strong>policistica e insulinoresistente</strong>! Mi fece fare una serie di esami del sangue: dosaggi ormonali, tiroide, ecc dove sembravo apparentemente a posto! Nel frattempo, a marzo del 2009 rimasi incinta (proprio qualche mese prima del matrimonio!!)  circa in concomitanza con <a title="bambini e blog" href="http://www.unamamma.it/2011/07/14/le-aspiranti-mamme-e-i-figli-del-blog/" target="_blank">Anna </a>(sempre di questo blog), che mi diceva: ma fai un test che secondo me sei incinta! Aveva ragione! <strong>Ero incinta</strong>, feci l&#8217;esame su sangue delle beta hcg, erano positive! Ricordo ancora quel numero: 51,9!! Alla fine non andò per il verso giusto e a <strong>maggio 2009 dovetti fare il raschiamento</strong>!</p>
<p>Noi coraggiosi avevamo messo in preventivo un possibile aborto, quindi, dopo uno stop di 3 cicli, ad agosto 2009 abbiamo ricominciato la ricerca. Avevo anche la prolattina alta e il ginecologo mi ha dato una pastiglia che ha risolto il problema. <strong>30 settembre: 2° test positivo, ma dopo 5 minuti, le mestruazioni</strong>! Che disperazione!</p>
<p>Ma non ci siamo arresi e a <strong>novembre 2009 altro test positivo (3°) e il giorno dopo le mestruazioni! </strong>Non capivamo il perchè! Forse troppo vicini, gli aborti, l&#8217;uno all&#8217;altro, quindi pausa e a gennaio 2010 ricominciamo! Così a <strong>febbraio, test positivo (4°) e dopo 3 giorni mestruazioni</strong>: chiamai di corsa il ginecologo della PMA che mi fece fare <strong>l&#8217;isteroscopia </strong>diagnostica! Risultato? Grazie al raschiamento del maggio dell&#8217;anno prima e per vari fattori c&#8217;erano delle <strong>aderenze nell&#8217;utero</strong>! Era come una caverna piena di stalattiti e stalagmiti unite! In pratica avevo le due pareti uterine attaccate fra loro, quindi isteroscopia operativa e pausa fino a giugno 2010&#8230;che con una terza isteroscopia, mi augurarono di rimanere incinta al più presto! E fù così!</p>
<p><strong>Luglio 2010</strong>, sarebbe stata una bellissima sorpresa per mio marito e come regalo del nostro 1° anniversario di matrimonio&#8230;invece ecco il <strong>5° aborto</strong>! La <strong>depressione </strong>era instaurata sin dal primo aborto e per vari lutti che mio marito ed io abbiamo dovuto affrontare e anche tutti quegli aborti stava diventando irreale! Andai di nuovo dal mio ginecologo della PMA, ma ebbi l&#8217;ennesima brutta notizia!! Mi diede il numero di telefono di un altro medico. Ma dentro di me ero talmente disperata che non avevo la forza di continuare, ormai mi stavo autoconvincendo che non sarebbe stato possibile realizzare il nostro sogno!</p>
<p>Mio marito mi ha rotto così tanto in quei due mesi! Mi diceva: dai riproviamoci, andiamo da questo medico, ti prometto è l&#8217;ultima volta che ci proviamo!!! Così al 16 settembre 2010 siamo andati a questo appuntamento con il <strong>nuovo ginecologo</strong>: diede una veloce sbirciatina agli esami effettuati precedentemente e poi mi fece fare altri esami e venne fuori che la<strong> tiroide non andava benissimo</strong>, che il ft4 bastava solo per me stessa ma non per sostenere una gravidanza iniziale; poi vide che ho la <strong>mutazione del Mthfr in eterozigote</strong> e quindi una <strong>coagulazione cattiva;</strong> infine una <strong>curva glicemica disastrosa</strong>&#8230;produco più insulina del dovuto per poter metabolizzare la glicemia! Visto questo mi disse di continuare a cercare la gravidanza e cercare di aver spirito e coraggio per dover affrontare magari fino al 10° aborto, perchè doveva analizzarmi mentre ero in aborto!</p>
<p>Finito il colloquio con questo nuovo ginecologo guardai mio marito e gli dissi: giuro, ultimissima volta che ci proviamo, non sono pronta per altri aborti, ma se questa è la nostra strada, facciamola! E così, il 2 ottobre 2010, lo stick mi segnava ovulazione, abbiamo fatto il nostro compitino e al <strong>12 ottobre ecco il 6° test positivo!</strong></p>
<p>Non sapevo se aspettare o se chiamare il nuovo ginecologo. Poi le mie carissime amiche di forum e di blog mi dissero di chiamarlo subito. Così lo chiamai, mi fece andare nel suo ambulatorio ed ecco <strong>la terapia: progesterone, cardioaspirina, acido folico più potente e per qualsiasi cosa pronto soccorso ginecologico!</strong> Mi fece fare le beta seriali: 48 e qualcosa le prime, poi 118 e le ultime si sperava più altine, invece 350, mi diede per aborto e mi disse di mollare la terapia, io invece dentro di me sentivo qualcosa di diverso, quindi chiamai il ginecologo della PMA per avere la conferma di aborto e mi disse: le beta non sono splendide, sono bassine, ma darti per aborto, questo no!</p>
<p>Allora mi misi in testa di continuare la terapia e l&#8217;angelo della PMA mi fece una ecografia, si vedeva una piccola cameretta di 5 mm, mi disse di tornare alla 6° settimana con l&#8217;augurio di poter vedere embrione e battito: io e mio marito non avevamo chiuso occhio quella notte, quindi alla mattina, come siamo arrivati da quell&#8217;angelo, sul lettino, pronta per l&#8217;ecografia io dissi: sono pronta per la brutta notizia!!! E invece, <strong>un piccolo fagiolino, con un forte cuoricino c&#8217;era!</strong></p>
<p>La gravidanza è andata bene a parte qualche minaccia di aborto, il diabete gestazionale con terapia insulinica, controlli settimanali, ecografie su ecografie ecc, ma ora q<strong>uel Fagiolino ha due mesi e si chiama Morgan, nato il 16 giugno con parto naturale!</strong>! Bellissimo come il sole! Dolcissimo e buonissimo! Un bambino d&#8217;oro, che io e mio marito adoriamo così tanto da voler ripetere l&#8217;esperienza al più presto!!!</p>
<p>Ma questo bambino l&#8217;ho avuto non solo grazie ai medici, ma anche <strong>grazie al supporto di questo blog e alla vostra sopportazione!!! Mi avete visto in tutti gli stati: euforica, triste, disperata, depressa, me ne ero andata via, ma siete state la droga più innocua e salutare del mondo&#8230;e son tornata senza più mollarvi!!! </strong>Quindi: Grazie di tutto! Vi sono grata all&#8217;infinito!&#8221;</p>
<p>Grazie a te Astrid, perchè ci hai insegnato che la costanza e la determinazione porta spesso i suoi frutti.</p>
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		<title>Quali sport praticare in estate durante la gravidanza?</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 09:09:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estate è la stagione ideale quando si è in gravidanza, anche perchè stare all&#8217;aria aperta e beneficiare del sole fa molto bene al fisico della futura mamma.
Intanto perchè si fa una bella scorpacciata di vitamina D e poi perchè si approfitta del bel tempo per muoversi il più possibile, perchè un corretto esercizio giornaliero è un valido aiuto per la preparazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F07%2F26%2Fquali-sport-praticare-in-estate-durante-la-gravidanza%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/07/nuoto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3083" title="nuoto" src="http://www.unamamma.it/files/2011/07/nuoto.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>L&#8217;<strong>estate</strong> è la stagione ideale quando si è in <strong>gravidanza,</strong> anche perchè <strong>stare all&#8217;aria aperta e beneficiare del</strong> <strong>sole</strong> fa molto bene al <strong>fisico</strong> della <strong>futura mamma</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto perchè si fa una <em>bella scorpacciata</em> di <strong>vitamina D </strong>e poi perchè si approfitta <strong>del bel tempo per muoversi il più possibile</strong>, perchè un <strong>corretto esercizio giornaliero</strong> è un valido aiuto per la<strong> preparazione del parto</strong> e scarica <strong>stress ed eventuali piccole paure</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3067"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Certo bisogna tenere sempre conto di alcune <strong>piccole accortezze</strong> e cioè<strong> evitare lunghe esposizioni</strong> <strong>al sole</strong>, per scongiurare <strong>eventuali colpi di calore</strong>, proteggendosi sempre con una <strong>crema solare</strong> ad <strong>alto fattore protettivo, soprattutto in viso.</strong> Tutto ciò per non causare la <strong>maschera della gravidanza</strong> o <strong>cloasma</strong>, che consiste in <strong>antiestetiche macchie brune sul viso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo bisogna tenere a mente <span style="text-decoration: underline;">alcune regole fondamentali</span> da seguire: <strong>bere molto e mangiare  frutta e verdura in quantità</strong>.</p>
<p>Ed ecco <span style="text-decoration: underline;">una lista di <strong>sport</strong> da evitare o da limitare</span> in <span style="text-decoration: underline;">questo periodo di svago vacanziero</span>, quando si è <strong>in stato interessante</strong>:</p>
<p>a) <strong>bicicletta</strong>. E&#8217; uno sport che sicuramente dà dei benefici, <em>ma che bisogna seguire fino al secondo trimestre</em>.</p>
<p>b) <strong>Cavallo</strong>. Sicuramente da <strong>evitare</strong> completamente perchè ad alto rischio di caduta.</p>
<p>c) <strong>Jogging</strong>. Non ci sono particolari controindicazioni. <em>Certo sarebbe utile smettere dopo il secondo trimestre</em>. Ricordarsi di bere molto ed evitare comunque le ore più calde.</p>
<p>d) <strong>Tennis</strong>. Anche per qs. sport non ci sono particolari avvertenze. Quindi si può tranquillamente continuare a giocare fino alla fine del <strong>secondo trimestre</strong>. Ma il tutto sempre con estrema cautela.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto allora quali sono gli <strong>sport &#8220;ideali&#8221; per una donna in gravidanza</strong>? Ma certamente il <strong>nuoto e il camminare,</strong> che danno dei benefici enormi sia alla mamma sia al bambino. <strong>Tenendo sempre contro di evitare comunque tutti quelle attività fisiche che possono essere a rischio di caduta o di possibile trauma per la zona addominale.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I papà in sala parto</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 14:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamammabis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo un rapporto pubblicato recentemente sul Ministero della Salute, sempre più papà assistono le mamme durante il parto. Addirittura siamo al 92,03%!
Molti ginecologi ritengono che la presenza del papà durante il travaglio è molto importante per il nascituro: è un messaggio di piena responsabilità verso, difatti, la vita del bambino. Quando seguivo il corso preparto, sentendo tutto quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F06%2F15%2Fi-papa-in-sala-parto%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/06/4333736985_30aff8b4f3_t.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2891" title="4333736985_30aff8b4f3_t" src="http://www.unamamma.it/files/2011/06/4333736985_30aff8b4f3_t.jpg" alt="" width="100" height="66" /></a>Secondo un <em>rapporto </em>pubblicato recentemente sul <strong>Ministero della Salute</strong>, sempre più <strong>papà</strong> assistono le <strong>mamme</strong> durante il<strong> parto</strong>. Addirittura siamo al <strong>92,03%!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Molti<strong> ginecologi</strong> ritengono che <strong>la presenza del papà</strong> durante <strong>il travaglio</strong> <strong>è molto</strong> <strong>importante</strong> per <strong>il nascituro</strong>: è un <strong>messaggio</strong> <strong>di</strong> piena <strong>responsabilità </strong>verso, difatti, <strong>la vita del bambino</strong>. Quando seguivo il <strong>corso preparto</strong>, sentendo tutto quello che mi sarebbe successo <em>in sala parto</em>, non ero sicura di volere<em> mio marito</em> presente, <strong>ma mi</strong> <strong>sbagliavo! </strong>La <em>presenza</em> della mia &#8220;<em>dolce metà</em>&#8221; è stata difatti <em>utilissima</em> sia come <strong>sostegno</strong> durante tutte <strong>le varie fasi della nascita,</strong> sia anche come <strong>filtro</strong> tra me e i dottori della struttura ospedaliera dove ho partorito. <span id="more-2851"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il<strong> </strong>noto<strong> ginecologo francese</strong> <strong>Michel Odent </strong>dice però che <strong>i papà in sala parto</strong> <strong>non ci dovrebbero stare</strong>.&#8221;<em>L<strong>&#8216;evento nascita</strong> è un momento</em> <em><span style="text-decoration: underline;">molto</span> <span style="text-decoration: underline;">intimo e particolare nella vita di una donna a cui gli uomini non devono assistere</span></em>. <em>Inoltre sono fonte di <strong>stress </strong>per la loro compagna</em>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo forse potrei essere d&#8217;accordo: <strong>a volte i mariti sono fonte di stress per noi donne</strong>! Ma scherzi a parte, <em>non penso che dobbiamo essere</em> <em>così categorici</em>. Come in tutte le cose ci deve essere un giusto mezzo <em>e tocca alla coppia a dovere scegliere liberamente</em>. Dopo avere partorito la mia primogenita, mi ricordo ancora di quel papà che aveva chiesto &#8220;<em>asilo</em>&#8221; a me e a mio marito, perchè non se la sentiva più di assistere la sua compagna durante il travaglio. Beh, credetemi non aveva certo una bella faccia! Ma quanti <em>sensi di colpa</em>! Anche mio cognato, ad esempio, non ha assistito a nessuno dei parti dei miei nipoti, <em>ma nessuno ha mai giudicato negativamente tale fatto</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E voi che ne pensate</strong>? <strong>Bisogna di nuovo allontanare i papà dalle sale parto o lasciarli entrare liberamente senza però costrizioni e forzature</strong>?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le tette di lana</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 20:37:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avete sentito la notizia di una nonnina di 91 anni in Inghilterra,  che ha fatto a maglia delle tette? Sì,  avete capito bene. Io  che a malapena so cucire un bottone mi sono sentita un verme.
Tanto di cappello quindi a questa donna inglese, Coral Charles Dunne, che ha scoperto in fondo l&#8217;uovo di Colombo. Difatti è stata subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F03%2F22%2Fle-tette-di-lana%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify;">Avete sentito la notizia di una <strong>nonnina di 91 anni in Inghilterra</strong>, <a href="http://www.unamamma.it/files/2011/03/c9d29d9278.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2572" title="c9d29d9278" src="http://www.unamamma.it/files/2011/03/c9d29d9278-300x127.jpg" alt="" width="300" height="127" /></a> che ha fatto a <strong>maglia delle tette</strong>? Sì,  avete capito bene. Io  che a malapena so cucire un bottone mi sono sentita un verme.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tanto di cappello quindi a questa donna inglese</strong>, <strong>Coral Charles Dunne</strong>, che ha scoperto in fondo l&#8217;uovo di Colombo. Difatti è stata subito additata come la nuova <em>invenzione</em> del secolo, <strong>elogiata dalle autorità sanitarie del Regno Unito</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste &#8220;<strong>tette</strong>&#8221; saranno gratuite e distribute nei centri medici e negli ospedali per insegnare alle future mamme ad <strong>allattare</strong>. Una <strong>nonna</strong> che tende una mano alle nuove generazioni. Grande potere dei nostri <strong>nonni</strong>, vero?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci volevano notizie come queste in giorni di <em>guerre, terremoti e nubi</em> <em>radiottive</em>.  Una standing ovation per la lady inglese ed un appello alle  <strong>nonne  italiane</strong>: c&#8217;è qualcuna che voglia seguire il suo esempio?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Complicanze in gravidanza: il diabete gestazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 18:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamammabis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo post nasce dal volere rassicurare una delle nostre amiche più care ed assidue del nostro blog, che è in dolce attesa, a cui è stato diagnosticato il diabete gestazionale. Ma che cosa è in effetti questa complicanza, che può insorgere tra la fine del secondo trimestre e l&#8217;inizio del terzo?
Si tratta dell&#8217;insufficienza relativa alla produzione di insulina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F02%2F24%2Fcomplicanze-in-gravidanza-il-diabete-gestazionale%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/02/4658526686_e8cc0c8e17_t1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2474" title="4658526686_e8cc0c8e17_t" src="http://www.unamamma.it/files/2011/02/4658526686_e8cc0c8e17_t1.jpg" alt="" width="74" height="100" /></a>Questo post nasce dal volere rassicurare una delle nostre amiche più care ed assidue del nostro blog, che è in <strong>dolce attesa,</strong> a cui è stato diagnosticato il <strong>diabete gestazionale</strong>. Ma che cosa è in effetti questa <strong>complicanza,</strong> che può insorgere <span style="text-decoration: underline;">tra la fine del secondo trimestre e l&#8217;inizio del</span> <span style="text-decoration: underline;">terzo</span>?</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta <strong>dell&#8217;insufficienza relativa alla produzione di insulina,</strong> così da determinare <strong>l&#8217;aumento dei livelli glicemici nel sangue</strong>. Ovvero  la produzione di <span style="text-decoration: underline;">insulina</span> non basta a mantenere la <span style="text-decoration: underline;">glicemia entro valori normali</span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2465"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo disturbo lo sviluppano generalmente le donne che hanno avuto in <strong>famiglia casi di diabete</strong>, chi ha problemi di <strong>obesità o </strong> <strong>ricorrenti infezioni alle vie urinarie,</strong> oppure quelle che hanno avuto <strong>precedenti casi di aborto</strong>. Tuttavia tutto questo rientra in una casisitica del 50%, per cui la parte restante non è necessariamente portatrice a rischio di questa complicanza. Per questo si effettua un test a tutte le donne in gravidanza verso la 24esima  e 28esima settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esame diagnostico per accertare questo tipo di diabete è la <strong>minicurva da carico orale con 50 grammi di glucosio</strong>. Si effettua attraverso un  <strong>primo prelievo del sangue a digiuno per controllare la glicemia</strong>, per poi passare ad un <strong>secondo prelievo un&#8217;ora dopo avere assunto una</strong> <strong>bevanda contenente 50 gr. di glucosio</strong>.  Se il secondo valore risulta uguale o superiore a <strong>135</strong> si effettua un altro test con <strong>100 gr. di glucosio</strong>, sempre a digiuno, ed <strong>altri tre test</strong> ulteriori a distanza di un&#8217;ora l&#8217;uno dall&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta accertato la patologia, bisogna seguire <strong>una dieta</strong> appropriata che sarà fornita dal centro medico dove si è fatto il test, per poi controllare la glicemia prima e dopo i pasti. Se la dieta non basta si ricorre alla somministrazione di <strong>insulina</strong>. Inoltre sarebbe consigliabile anche eseguire del <strong>movimento fisico</strong> regolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il diabete gestazionale si risolve nella stragrande maggioranza dei casi con il parto, che avverrà magari un pò prima del termine sotto naturalmente consiglio del ginecologo</strong>. Comunque è consigliabile eseguire <strong>un altro test 40 giorni dopo</strong> <strong>il parto</strong> con un&#8217;altra somministrazione di glucosio, 75 gr. <strong>Si deve poi ripetere l&#8217;esame annualmente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per riassumere, si tratta quindi di <strong>una patologia</strong> <strong>non grave</strong>, anzi assolutamente <strong>normale</strong> <em>se si aspetta</em> e che <strong>si risolve</strong>, poi, pienamente <strong>una volta che si ha il proprio bambino tra le braccia</strong>.  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/02/4658526686_e8cc0c8e17_t.jpg"></a> </p>
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		<title>Neonato con femore rotto per un cesareo d&#8217;urgenza</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 23:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto le vicissitudini di una mamma assidua frequentatrice del blog per trasmettere a tutte la sua infelice esperienza. Non per spaventarvi e sommare questa disavventura a tutte quelle che vi sentirete raccontare prima di partorire, ma solo per farvi sapere che questo blog può anche essere un luogo dove denunciare la malasanità o anche solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F02%2F17%2Fneonato-con-femore-rotto-per-un-cesareo-durgenza%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/02/cesareo300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2438" title="cesareo300" src="http://www.unamamma.it/files/2011/02/cesareo300.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>Riporto <strong>le vicissitudini di una mamma assidua frequentatrice del blog</strong> per trasmettere a tutte la sua <strong>infelice esperienza</strong>. Non per spaventarvi e sommare questa disavventura a tutte quelle che vi sentirete raccontare prima di partorire, ma solo per farvi sapere che <strong>questo blog può anche essere un luogo dove denunciare la malasanità o anche solo per sfogarsi e scoprire che non siete le uniche ad aver vissuto un situazione simile.</strong></p>
<p>Ho seguito da vicino la sua gravidanza e nessuno (tantomeno lei ) si sarebbe aspettato un parto di questo tipo.</p>
<p>&#8220;Durante la gravidanza sono stata una paziente dal prof. X, andando da lui tutti i mesi e delle volte per più volte al mese. All’inizio mi sono trovata bene, ma poi da circa metà della gravidanza le sue <strong>visite</strong> sono diventate <strong>di al massimo 5 minuti</strong>, aspettando con appuntamento prestabilito da mesi in media di 1 ora e mezza il mio turno, cioè come in ospedale e <strong>pagando sempre 100 euro a visita</strong> anziché 30 euro di ticket.</p>
<p><span id="more-1566"></span></p>
<p>Verso la 32esima settimana mi ha consigliato il <strong>corso pre parto della sua ostetrica di fiducia</strong>, una sua amica, che dopo averla chiamata mi ha detto che lo avrebbe fatto privatamente e non in ospedale, come mi aspettavo e come quasi tutti i corsi pre parto,e <strong>che sarebbe costato 200 euro per 6 incontri</strong>. Sono andata così presso un consultorio, facendo 12 incontri gratuiti e validissimi.</p>
<p>Dopo l’ecografia di accrescimento alla 33esima settimana il <strong>bambino era ancora podalico</strong> ed il prof X mi ha <strong>prenotato un cesareo</strong> <strong>alla 39+4</strong>, calcolando il 21 giugno come data presunta e alla 40esima secondo l’ecografia. Io ho fatto presente che mi sembrava un po’ tardi, tanto non si sarebbe girato più, ricordando che in famiglia hanno sempre partorito TUTTI parecchio prima rispetto alla data presunta e con travagli molto veloci, facendo anche notare che forse non sarebbe valsa la pena rischiare di avere le contrazioni in una situazione di questo genere, ma lui con la sua immancabile faccia consolatoria, che oggi riconosco come presa in giro, mi disse: &#8220;Tranquilla in tal caso si farà prima!!!&#8221; La mia perplessità è rimasta. Perchè rischiare un taglio cesareo di urgenza?</p>
<p>Inoltre mi sono informata ed ho scoperto che nessun altro ginecologo  avrebbe mai fatto partorire con cesareo programmato così tardi, ma io avevo deciso di fidarmi. Cesareo programmato al Fatebene Fratelli di Roma per il 17 Giugno alle 7.30.</p>
<p>Il venerdì 11 sono andata a fare i monitoraggi e mi hanno rilevato delle <strong>contrazioni sporadiche</strong> rimandandomi a casa. In quella occasione ho fatto una visita in ambulatorio perchè il giorno precedente ho avuto delle <strong>perdite liquide</strong>, ma mi hanno detto che non c’era traccia di liquido amniotico. Appena arrivata a casa mi sono accorta di aver <strong>perso il tappo mucoso con le striature di sangue</strong>. Ho subito chiamato il mio ginecologo, il quale mi ha ripetuto di stare tranquilla ed attendere a casa gli eventi.</p>
<p>La mattina del 14 Giugno 2010, cioè 2 giorni dopo, ho avuto dei dolori simili a mestruazioni che ho riconosciuto come <strong>contrazioni</strong> solo all’alba della mattina. Avevo cominciato il travaglio. Ho cronometrato la vicinanza delle contrazioni ed erano sempre più frequenti, fino ad arrivare, nel tragitto in macchina verso l’ospedale, ad una contrazione ogni minuto e mezzo.</p>
<p>Faccio presente che noi abitiamo leggermente fuori Roma e che questa situazione era stata esposta esplicitamente ed in maniera molto chiara al prof X, che era stato messo al corrente che sarebbe stato un problema correre in ospedale per un urgenza da fuori Roma.</p>
<p>Arrivata in ospedale mi hanno <strong>immediatamente ricoverata con inizio travaglio e dilatazione dell’utero di 3 cm</strong>. <strong>Nel farmi il cesareo di urgenza</strong> non solo hanno avuto difficoltà, date le contrazioni, nel farmi l’anestesia epidurale, ma <strong>nell’estrarre il bambino dalla pancia gli anno fratturato il femore destro</strong>, poiché si era presumibilmente già impegnato con la gamba nell’utero, come ovvio per tutti, tranne che per il prof X.</p>
<p>Il bambino, per fortuna in sanissime condizioni generali, è stato mandato di urgenza al reparto di patologia neonatale, presso il Bambino Gesù di Roma. Nel frattempo mio marito ha tentato di rintracciare il prof X, irreperibile, ma incontrandolo per puro caso in ospedale ha fatto presente il fatto accaduto. La beffa è perdurata ancora nei nostri confronti, da parte del prof X, il quale ci ha rassicurato dicendo che si trattava di una modesta distorsione, in gergo chiamata distorsione a legno verde, recuperabile in 2 /4 giorni.</p>
<p>La situazione invece si rivelata ben diversa, poiché con la lastra effettuata al Bambino Gessù ci siamo tutti resi conto che era <strong>una frattura a tutti glii effetti del femore destro</strong>. Quindi non solo il nostro bambino ci e stato tolto subito, causandoci un enorme dolore, ma è stato <strong>in patologia neonatale, ricoverato per 15 giorni con la gamba in trazione. </strong>Quindi impossibilitati a poterlo prendere in braccio, allattarlo, cambiarlo e godere di tutti i benefici tra genitore e figlio.</p>
<p><strong>Finiti i 15 giorni è stato ingessato dalla vita al piede compreso</strong>, tenuto in osservazione per 2 giorni e dimesso con la prognosi di dover tenere questo gesso altri 21 giorni. <strong>Le difficoltà</strong> a casa sono state enormi nella gestione del fatto e <strong>nel cercare di riabituare il bambino al un allattamento naturale al seno</strong>, poiché in tutto questo periodo ho continuato a tirare il latte per poter offrire il latte materno.</p>
<p>La cosa assurda è che inoltre abbiamo avuto modo di constatare che nel nostro reparto, dove il nostro bambino era in trazione ricoverato, è sopraggiunto 2 giorni dopo dallo stesso ospedale e in cura sempre con il prof X un altro bambino con il femore rotto per le medesime cause. <strong>Ovviamente il prof. non si è degnato nemmeno di fare una telefonata </strong>ne&#8217; a noi ne&#8217; all’altra coppia per sapere le condizioni delle sue pazienti e dei loro neonati.</p>
<p>La nostra storia finirà bene per la salute del bambino che si riprenderà completamente, ma <strong>in causa penalmente, se si arriverà a 40 giorni, altrimenti civilmente nei confronti di chi è responsabile di questo danno causatoci</strong>.&#8221;</p>
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		<title>La sessualità dopo la nascita di un figlio</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 21:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nostra amica psicologa Barbara Colla, anche questa volta, affronta un tema molto delicato: la sessualità dopo la nascita di un figlio.
“Le paure e le insicurezze che possono colpire la dimensione sessuale dopo la nascita di un figlio sono molte e diverse: alcune gestibili direttamente dalle persone stesse, altre affrontabili attraverso l’intervento di un professionista.
Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F02%2F03%2Fla-sessualita-dopo-la-nascita-di-un-figlio%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/02/sessualità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2394" title="sessualità" src="http://www.unamamma.it/files/2011/02/sessualità.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a>La nostra amica <strong>p</strong><strong>sicologa Barbara Colla</strong>, anche questa volta, affronta un tema molto delicato:<strong> la sessualità dopo la nascita di un figlio.</strong></p>
<p>“<strong>Le paure e le insicurezze </strong>che possono colpire la dimensione sessuale dopo la nascita di un figlio sono molte e diverse: alcune gestibili direttamente dalle persone stesse, altre affrontabili attraverso l’intervento di un professionista.</p>
<p>Ma quali sono queste paure?</p>
<p>In primo luogo è indispensabile definire la sessualità, diciamo secondo quattro punti di vista:</p>
<p>a) un punto di vista di tipo <strong>riproduttivo </strong>finalizzato alla sopravvivenza della specie;</p>
<p>b) un punto di vista di tipo <strong>sociale </strong>orientato a favorire la costruzione e il mantenimento del legame di coppia, indispensabile per la specie umana che mette al mondo dei “cuccioli” lenti a crescere, pertanto in tale ottica fare l’amore sembra essere un buon collante per il costituirsi di una coppia stabile;</p>
<p>c) un punto di vista <strong>semantico </strong>per cui la sessualità diventa uno dei modi di fare esperienza di sé e del mondo;</p>
<p>d) un punto di vista di tipo <strong>narrativo </strong>secondo cui l’esperienza sessuale è possibile collocarla nel fluire della storia personale e della narrazione che ognuno di noi propone a se stesso.</p>
<p><span id="more-2391"></span></p>
<p><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/02/no-sex.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2396" title="no sex" src="http://www.unamamma.it/files/2011/02/no-sex.jpg" alt="" width="273" height="185" /></a>Da qui ci si può rendere conto di quanto sia complessa la sessualità dell’essere umano, complessità che se da un lato è l’ingrediente indispensabile per renderla un’esperienza ricca e affascinante, dall’altra la espone ad una serie di problemi che possono presentarsi quando una coppia deve affrontare l&#8217;esperienza di essere genitori.</p>
<p>In particolare, facendo riferimento alla mia esperienza come psicologo, ho potuto individuare alcune<strong> problematiche che toccano la sfera sessuale tipiche di quando un uomo e una donna diventano genitori.</strong></p>
<p>A) <strong>Ci sono donne che dopo aver partorito</strong>, sia con parto naturale sia con parto cesareo, molto spesso donne al primo figlio, continuano a considerarsi, anche a distanza di mesi, delle donne “malate” che pertanto non riescono a considerare nuovamente il proprio apparato genitale come una parte integrante del proprio corpo.</p>
<p>“…sa dottoressa 6 mesi fa ho dovuto subire un cesareo…alla fine mi sono informata è un intervento vero e proprio e quindi devo stare attenta…ho paura di rompere qualcosa dentro;”  “&#8230;sa dottoressa 8 mesi fa ho partorito…un parto veramente brutto e adesso ho difficoltà ad avere rapporti perché ho paura di avere male, visto che mi hanno dovuto tagliare perché mio figlio non usciva…”.</p>
<p>B) Ci sono donne che dopo aver partorito non riescono ad avere un vita sessuale normale in quanto <strong>“terrorizzate” dalla possibilità di poter rimanere di nuovo incinte</strong>, nonostante l&#8217;uso di un’adeguata contraccezione.</p>
<p>“…sa dottoressa non riesco più a fare l’amore con mio marito perché ho paura di poter rimanere incinta…non posso concepire l’idea di avere un secondo figlio ora che l’altro ha solo 6 mesi…; oppure “sono veramente in difficoltà…sarei dovuta venire prima…ma da quando è nata mia figlia, 2 anni fa… non riesco più ad avere una vita sessuale serena perché sono spaventata a morte dal fatto di poter rimanere incinta di nuovo…lo dico a mio marito ma lui dice di non pensarci…”.</p>
<p>C) Una terza categoria di donne, che devono affrontare delle difficoltà nella propria vita sessuale dopo una gravidanza, è quella che racchiude le donne che <strong>perdono completamente interesse verso la sessualità </strong>dichiarando di non avere più desiderio.</p>
<p>A questo riguardo, ricordo di una mamma che venne da me in studio in quanto il marito, stanco della situazione di coppia che stavano vivendo, aveva costretto la moglie ad affrontare la situazione: “&#8230;io non riesco più ad avere una vita sessuale normale perché non desidero più fare l&#8217;amore&#8230;il mio ruolo di madre mi prende completamente&#8230;e poi mi sento anche in colpa nei confronti della mia piccola quando faccio l&#8217;amore&#8230;”.</p>
<p>“&#8230;sa dottoressa la cosa veramente importante per un figlio è la stima e il rispetto fra papà e mamma, la sessualità è un aspetto&#8230;diciamo importante fino ad un certo punto&#8230;”.</p>
<p>“&#8230;dott.ssa Colla sono talmente stanca che non riesco neppure a pensare di stare con mio marito&#8230;appena tocco il cuscino crollo&#8230;mio marito mi dice che è stanco e che non riesce più a sopportare di avere una moglie straccio.&#8221;</p>
<p>D) Infine ci sono quelle coppie in cui<strong> il marito non riesce minimamente a capire la stanchezza della compagna </strong>appena diventata mamma e  quindi parte con tutta una serie di richieste rispetto alla gestione della casa e del bambino che portano la donna a non sentirsi minimamente compresa con una inevitabile ripercussione sulla vita sessuale della coppia.</p>
<p>“&#8230;il mio compagno torna a casa e pretende di trovare la casa perfetta, il bambino a dormire e la moglie tranquilla&#8230;e quando mi lamento mi dice che sto a casa e che è una questione di organizzazione&#8230;così alla fine quando mi chiede di fare l&#8217;amore io un po&#8217; per ripicca e un po&#8217; perché proprio non mi sento considerata dico di no&#8230;”</p>
<p>Le 4 categorie riportate sicuramente non esauriscono totalmente la realtà delle coppie nell&#8217;affrontare la propria vita sessuale nel momento della maternità, ma sicuramente danno una visione piuttosto ampia.</p>
<p>Sicuramente alcuni aspetti descritti sono normali e con il tempo superabili dalla coppia, ma è anche vero che altri elementi, che io ho potuto ricavare dalla mia esperienza clinica, sono sintomo di una problematica più importante sollecitata dall&#8217;arrivo di un figlio.</p>
<p>Al di là delle motivazioni più o meno profonde e tenendo conto che un articolo non è la sede per risolvere i problemi, ma è uno spazio che invita a riflettere, posso affermare che  <strong>una buona vita sessuale non deve essere considerata un qualcosa di definito e statico, ma è un pezzo dell’esperienza umana che va costruita poco per volta rispetto a sé e all’altro e soprattutto rispetto ai tanti cambiamenti che la vita propone non solo al singolo individuo ma anche alla coppia</strong>, di cui il diventare genitori è forse uno dei momenti di cambiamento più difficile ma allo stesso tempo più affascinante che un uomo e una donna devono affrontare e gestire.</p>
<p>Da qui la necessità di una dimensione sessuale dinamica in cui la coppia uomo-donna affronta consapevolmente le proprie scelte, ponendosi l&#8217;uno di fronte all’altro,  all’interno di una relazione interpersonale, e soprattutto rispettando i  sistemi di valori e di significati dei protagonisti.”</p>
<p><strong>La Dott.ssa Colla sarà felice di poter rispondere alle vostre domande e di leggere i vostri commenti.</strong></p>
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		<title>Cosa non deve succedere in sala parto. Lite tra medici e neomamme spaventate</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 10:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la testimonianza di una delle &#8220;mie&#8221; neomamme, che segue il blog da anni e che ha deciso di condividere con noi la sua esperienza poco fortunata in sala parto.
&#8220;Negli ultimi tempi rabbrividisco ogni volta che ascolto i titoli del tg: &#8220;lite in sala parto&#8220;, &#8220;neonato morto&#8220;, &#8220;dopo lite in sala parto neonato con complicanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F09%2F24%2Fcosa-non-dovrebbe-succedere-in-sala-parto-lite-tra-medici-e-neomamme-spaventate%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/09/neonato-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1732" title="neonato 2" src="http://www.unamamma.it/files/2010/09/neonato-2.jpg" alt="" width="277" height="200" /></a>Ecco <strong>la testimonianza di una delle &#8220;mie&#8221; neomamme</strong>, che segue il blog da anni e che ha deciso di condividere con noi la<strong> sua esperienza poco fortunata in sala parto</strong>.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi tempi rabbrividisco ogni volta che ascolto i titoli del tg: &#8220;<strong>lite in sala parto</strong>&#8220;, &#8220;<strong>neonato morto</strong>&#8220;, &#8220;<strong>dopo lite in sala parto neonato con complicanze cerebrali</strong>&#8220;.</p>
<p>Un evento cosi&#8217; speciale per ogni famiglia comincia a diventare <strong>uno spauracchio</strong> e le future mamme, oltre a tutte le ansie che hanno durante i 9 mesi, devono anche affidarsi a qualcuno per uscire vive insieme al loro piccolo dalla sala parto.</p>
<p><strong>Sale parto come ring</strong> &#8230;. basta!</p>
<p><span id="more-1729"></span></p>
<p>Purtroppo io sono una delle tante ormai che l&#8217;ha provato sulla sua pelle, ma, a differenza di quello che si sente sui giornali, <strong>io e il mio bimbo possiamo raccontarla perche&#8217; stiamo entrambi bene.</strong></p>
<p>Racconto in breve cosa ci è successo: martedi&#8217; 20 luglio vado a fare il <strong>monitoraggio</strong> di fine termine, ero a 40 + 1. Tutto pare proceda bene e decidono di mandarmi a casa e di farmi ritornare dopo 7 giorni. Il mio istinto mi dice che c&#8217;è qualcosa che non va ed esprimo i miei timori al ginecologo di turno.</p>
<p>Dopo vari battibecchi e l&#8217;iniziale rifiuto del medico di farmi <strong>un&#8217;ecografia</strong> perche&#8217; &#8220;non ne avevo diritto&#8221;, alla fine io mi spazientisco e lei decide di eseguire l&#8217;esame ecografico. Risultato: <strong>il mio piccolo era quasi senza liquido amniotico</strong>. Decidono di <strong>indurmi il parto</strong>, sono le 12 del 20 luglio.</p>
<p>Tramite <strong>fettuccia imbevuta di prostaglandine</strong> mi partono le prime contrazioni alle 19 della stessa sera e durante la notte verso le 3.00 comincio a sentire dolore. Chiedo un monitoraggio per controllare lo stato vitale del mio bimbo e mi ripetono che ho a disposizione un monitoraggio al giorno e che il prossimo l&#8217;avrei fatto solo il giorno successivo alle 12. Chiamo mio marito, lo faccio precipitare in ospedale di notte e insistendo mi eseguono il monitoraggio. Durante l&#8217;esame si accorgono che <strong>il battito del mio bimbo è cambiato e mi tengono per 4 ore sotto monitoraggio. </strong></p>
<p>Alle 12 del 21 luglio tolgono la fettuccia e decidono di <strong>indurmi il parto tentando con la flebo di ossitocina</strong>&#8230;.sperando che qualcosa si muova. Nulla si muove, anche perche&#8217; <strong>non ero dilatata</strong> nemmeno di mezzo centimetro. Alle 16 il battito del bimbo cambia ancora, ma l&#8217;ostetrica vuole proseguire con l&#8217;induzione tramite flebo e tramite la rotellina di dosaggio che mi induce una contrazione ogni 40 secondi che durano ognuna dai 3 ai 5 minuti.</p>
<p>Io ero stremata e mio marito cominciava ad agitarsi. Alle 17.45 (gli orari li ricordo perfettamente perche&#8217; ogni minuto guardavo l&#8217;orologio sperando che il tempo passasse in fretta) <strong>cambio turno dei ginecologi</strong>. Appena vengo visitata la ginecologa si gira verso l&#8217;ostetrica e dice <em>&#8220;ma questa è ancora qui? E&#8217; ricoverata per scarsita&#8217; di liquido, non è dilatata e tu non dici nulla?&#8221;</em> L&#8217;ostetrica si arrabbia dicendo che non solo alle 18 finiva la mia <strong>flebo</strong>, ma che me ne avrebbe messa una nuova di altre 6 ore &#8230; a quel punto, piegata dal dolore, mi metto a piangere.</p>
<p>La ginecologa e l&#8217;ostetrica si assentano per andare nella sala parto adiacente, dove la mia compagna di stanza era in travaglio. E&#8217; proprio lei che mi racconta a parto avvenuto che <strong>la ginecologa e l&#8217;ostretrica litigavano, la prima voleva farmi il cesareo e l&#8217;altra voleva continuare ad indurre.</strong></p>
<p>La conclusione è stata che la ginecologa ha detto<em> &#8220;io una responsabilita&#8217; cosi&#8217; non me la prendo. Io faccio un cesareo d&#8217;urgenza, il bambino rischia di andare!&#8221;</em> A quel punto tornano da me e <strong>mi chiedono se ho qualcosa in contrario al cesareo</strong>, io dico di no e anzi, chiedo mi si faccia in tempi brevi perche&#8217; sto malissimo.</p>
<p>Alle 18.10 entro in sala operatoria e <strong>alle 18.19 Andrea nasce con un pianto che scioglie le mie tensioni.</strong></p>
<p>Ma non era ancora finita. Tornando dalla sala operatoria entro in sala parto e mio marito ha in braccio il nostro piccolo. Noto con enorme dispiacere che aveva <strong>piedi e mani neri e completamente rugosi e pieni di pelle secca</strong> che saltava via. Ed in piu&#8217; <strong><em>un taglio da bisturi sulla tempia destra.</em></strong></p>
<p>Dentro di me si fa il buio ed in preda ad urla sguaiate <strong>chiedo spiegazione ai medici</strong>. <strong>Mi dicono</strong> che in casi come il mio, cioe&#8217; in ormai quasi assenza di liquido, il bimbo è appoggiato sulla parete dell&#8217;utero perche&#8217; tra il mio utero e il bambino non c&#8217;è piu&#8217; quella barriera naturale costituita dal liquido amniotico e <strong>che quindi puo&#8217; capitare!</strong></p>
<p>Io tra dolore e rabbia comincio a sentirmi male e non mi arrabbio piu&#8217;, la cosa che volevo era andarmene in camera col mio bimbo e con mio marito. La beffa piu&#8217; grande è stata che il giorno dopo il medico che ha eseguito il taglio cesareo mi ha chiesto scusa per la frettolosita&#8217; e la poca grazia con la quale mi avevano preparato all&#8217;intervento dicendo che <em>&#8220;se avessimo tardato un&#8217;altra mezz&#8217;oretta forse il bimbo non ce l&#8217;avrebbe fatta&#8221;!</em></p>
<p>Questa esperienza mi ha lasciato un amaro in bocca e una tensione talmente grande che <strong>non avevo il latte</strong>. <strong>Fortunatamente con un po&#8217; di tranquillità</strong>, trovata tornando a casa mia col mio cucciolo tra le braccia, <strong>il latte è arrivato</strong> con mia buona pace e per il bene del mio bambino. &#8221;</p>
<p>Per fortuna <strong>questa volta è andata tutto per il meglio</strong>, ma <strong>possibile che una donna per diventare madre debba passare le pene dell&#8217;inferno? Di chi è la colpa?</strong> Dei dottori poco preparati, dell&#8217;alternarsi del personale medico, di cosa? Io non me ne faccio una ragione!</p>
<p><strong>Raccontatemi la vostra esperienza in sala parto.</strong> Sarà di sicuro utile e preziosa per le altre aspiranti mamme.</p>
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		<title>Il parto cesareo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 10:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamammabis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Parto]]></category>
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		<description><![CDATA[In tutto il mondo si registra un aumento esponenziale della percentuale dei tagli cesarei. L&#8217;Oms attesta come percentuale auspicabile per eseguire il taglio cesareo il 15%,  ma la realtà parla diversamente. In Italia si raggiunge il 32,2% con dei picchi decisamente più alti al sud, soprattutto nelle strutture private. Ed è decisamente la nazione europea ad avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F09%2F23%2Fil-parto-cesareo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify"><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/09/3293135583_e28232b904_t.jpg"></a><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/09/3293135719_226e88d19e_t.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1716" title="3293135719_226e88d19e_t" src="http://www.unamamma.it/files/2010/09/3293135719_226e88d19e_t.jpg" alt="" width="100" height="67" /></a>In tutto il mondo si registra un aumento esponenziale della percentuale dei<strong> tagli cesarei</strong>. L&#8217;<strong><span style="text-decoration: underline">Oms</span></strong> attesta come percentuale auspicabile per eseguire il taglio cesareo <strong>il 15%</strong>,  ma la realtà parla diversamente. In <strong>Italia si raggiunge il 32,2% con dei picchi decisamente più alti al sud, soprattutto nelle strutture private</strong>. <em>Ed è</em> <em>decisamente la nazione europea ad avere la più alta percentuale di parti cesarei.</em> </p>
<p style="text-align: justify">Questo tipo di intervento si esegue o in <strong>modo programmato, taglio cesareo elettivo</strong>, <strong>oppure si effettua se si è costretti a farlo, taglio cesareo d&#8217;urgenza.<span id="more-1695"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">Il <strong>taglio cesareo è necessario</strong> se</span>:</p>
<p style="text-align: justify">- <em>il feto si presenta in posizione podalica o se la testina del bimbo non è inclinata nella posizione giusta per incanalarsi nel canale dell&#8217;utero</em></p>
<p style="text-align: justify">-<em> se vi è stato precedentemente un primo parto cesareo</em></p>
<p style="text-align: justify">- <em>vi è una sofferenza fetale acuta</em></p>
<p style="text-align: justify">- <em>se il bimbo è di dimensioni troppo grosse</em></p>
<p style="text-align: justify">- <em>mancato avanzamento del travaglio</em></p>
<p style="text-align: justify">-<em> distacco della placenta</em></p>
<p style="text-align: justify">- <em>gravidanza gemellare</em></p>
<p style="text-align: justify">- <em>rifiuto da parte della madre di sottoporsi ad un parto naturale per diversi ragioni e motivazioni psicologiche, legate alla paura di sottoporsi ad un parto vaginale</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Parto cesareo programmato</strong>:</p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda il <strong>TC programmato</strong> la futura mamma dovrà sottoporsi a vari tipi di <strong>esami del sangue, dell&#8217;urina e all&#8217;elettrocardiogramma</strong> per considerare quale tipo di<strong> anestesia</strong> le sia più idonea. Dì solito avviene ormai quella <strong>spinale</strong> e rarissime volte quella totale. </p>
<p style="text-align: justify">La preparazione all&#8217;operazione avviene tramite la rasatura dei peli pubici e l&#8217;inserimento del <strong>catetere in vescica</strong> per tenerla vuota durante l&#8217;intervento. Inoltre si svuota allo stesso modo l&#8217;intestino tramite un <strong>clistere</strong>.  Dopo avere disinfettato l&#8217;addome della paziente, si procede con l&#8217;operazione vera e propria. Naturalmente la &#8221;partoriente&#8221; viene costantemente<strong> monitorata a livello della pressione arteriosa ed a livello cardiaco</strong>. </p>
<p style="text-align: justify">Di solito la parete addominale viene aperta con un <strong>taglio trasversale</strong> sopra pubico e poi si procede con l&#8217;incisione della cute e dei grassi sottocutanei. Si tagliano le <strong>fasce dei muscoli retti</strong> e si apre il peritoneo per accedere alla cavità dell&#8217;addome. Si incide l&#8217;utero per estrarre il feto. In questa fase si deve agire in fretta perchè si verifica un discreto sanguinamento. Si procede con il <strong>taglio delle membrane amniotiche</strong> e  si estrae il bimbo. Poi il chirurgo <strong>rimuove la placenta e si inizia la sutura</strong>, dopo avere controllato la cavità addominale, le tube e le ovaie.</p>
<p style="text-align: justify">Per legge, <span style="text-decoration: underline">la puerpera deve stare almeno 2 ore in un locale vicino alla sala operatoria per tenere sotto controllo</span>:</p>
<p style="text-align: justify">- <strong>le perdite ematiche</strong></p>
<p style="text-align: justify">- <strong>la pressione arteriosa</strong></p>
<p style="text-align: justify">- <strong>la frequenza cardiaca</strong></p>
<p style="text-align: justify">- <strong>l&#8217;eventuale comparsa di vomito</strong></p>
<p style="text-align: justify">Nel nostro <strong>Paese</strong> vi è <strong>la più alta percentuale europea di parti cesarei</strong>. La maggior parte di questi rientra per casi dovuti ad una <strong>sofferenza fetale acuta</strong>. Troppo spesso però vi si ricorre per <span style="text-decoration: underline">non correre rischi e al minimo allungamento dei tempi del travaglio</span>. Inoltre in Italia anche la mancata diffusione dell&#8217;<strong>anestesia epidurale</strong> innalza negativamente questa percentuale. </p>
<p style="text-align: justify">Anche la continua e sempre più diffusa propensione <strong>per indurre a tutti i costi il parto dolce</strong> <span style="text-decoration: underline">senza garanzie e controlli</span> dovrebbe fare propendere  ad investire di più <strong>nell&#8217;educazione dello staff medico ed ostetrico per affrontare in modo sempre più aggiornato e consapevole il parto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">&#8220;<em>Purtroppo l&#8217;uso indiscriminato della <strong>cardiotocografia</strong> (i tracciati) ha fatto lievitare i falsi positivi e la percentuale dei cesarei effettuati per</em> <em>paura</em>. <em>Il travaglio soprattutto per una primipara può durare più a lungo&#8221; -</em>dice la nostra ginecologa, <strong>Dott.ssa Maria Pandolfo &#8211; &#8220;</strong><em>Per questo forse</em> <em>basta solo sapere aspettare! Molti medici ed ostetriche invece hanno fretta di fare presto quando assistono ad un parto&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; stato scritto un bellissimo libro su questo argomento: <span style="text-decoration: underline">&#8220;Il parto cesareo. Solo se indispensabile, sempre con rispetto&#8221; Ibone Olza e  Librero Martinez,  ed. Leone Verde, che spiega ed illustra la pratica e ne chiarisce molti dubbi.</span></p>
<p style="text-align: justify">Forse quindi si dovrebbe ritornare ad un <strong>approccio della gravidanza e del parto meno medicalizzato</strong>, dove si vengano ad ascoltare non solo le <strong>esigenze cliniche ma anche quelle della madre</strong> per poi <strong>decidere in maniera consapevole come partorire,  </strong>perchè  <strong>è nel pieno</strong> <strong>diritto di ogni donna essere libera di scegliere come mettere al mondo i propri figli.  </strong></p>
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		<title>Le &#8220;manovre&#8221; per fare girare un bimbo podalico</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 21:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamammabis</dc:creator>
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La leggendaria &#8220;capriola&#8220;, per essere finalmente pronto sulla rampa di lancio, a volte però non accade per vari motivi. 4 bambini su 100, difatti, non si incanalano nella posizione giusta, anche se le cause sono per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F05%2F25%2Fle-manovre-per-fare-girare-un-bimbo-podalico%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify"><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/05/breechbabs1_250x251.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1306" title="breechbabs1_250x251" src="http://www.unamamma.it/files/2010/05/breechbabs1_250x251.jpg" alt="" width="250" height="251" /></a>Il<strong> bimbo</strong>, nella pancia della mamma, <strong>si dovrebbe girare a testa in giù, verso la 32/ 33 settimana</strong> e comunque, di solito, <strong>entro la 36</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La leggendaria &#8220;<span style="text-decoration: underline">capriola</span>&#8220;, per essere finalmente pronto sulla<em> rampa di lancio, </em>a volte però non accade per vari motivi. 4 bambini su 100, difatti, non si incanalano nella posizione giusta, anche se le cause sono per lo più sconosciute. </p>
<p style="text-align: justify">Può incidere sovente la conformazione fisica della mamma e del suo bacino, oppure se si tratta di gemelli, se si ha la placenta previa o troppo liquido amniotico. Inoltre non tutti i bambini podalici sono posizionati allo stesso modo: molti infatti si presentano con il sederino, altri con le ginocchia, altri hanno posizioni composite, con culetto e piede annesso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Allora che cosa devono fare i futuri genitori per avere un parto privo di rischi e non sottoporsi ad un taglio cesareo?</strong></p>
<p><span id="more-1271"></span></p>
<p style="text-align: justify">Ci sono diversi modi per gestire la presentazione podalica. Alcuni ospedali, non molti però, praticano la <strong>manovra di rivolgimento</strong> esterna per fare girare il bambino. Il movimento viene eseguito di solito da un ginecologo. Prima si esegue l<span style="text-decoration: underline">&#8216;ecografia</span> per vedere le condizioni del bambino e per controllare se c&#8217;è abbastanza liquido amniotico. Poi viene somministrato  un <span style="text-decoration: underline">farmaco per evitare contrazioni</span>. Dopodichè il medico esegue una <span style="text-decoration: underline">pressione sulla pancia</span> con le braccia e con il proprio corpo per aiutare il feto a girarsi. La manovra deve durare non più di 3 minuti ed ha un <strong>successo del 70%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il feto poi viene messo sotto controllo per un&#8217;ora e, se tutto va bene, rimandano a casa la futura mamma. Questo tipo di sistema risulta essere<em> un pò doloroso</em> per la donna ed in certi casi si può avere la <em>lussazione della spalla</em> del bimbo. Raramente poi si sono registrati casi di <em>rottura anticipata delle acque</em>. Ma sicuramente se si può avere così un parto naturale, val la pena almeno provarci&#8230;  </p>
<p style="text-align: justify">Un altro metodo meno invasivo e sicuramente più naturale è la <strong>moxa</strong>. E&#8217; <em>una terapia alternativa</em> che in giapponese significa <em>&#8220;bruciare una pallina di erbe&#8221;.</em> In questo caso si tratta dell&#8221;<strong>artemisia,</strong> che viene venduta sotto forma di<strong> coni o palline</strong>, anche in farmacia. Questi sono appoggiati direttamente sulla pelle, in particolare vengono applicati sul <strong>mignolo del piede</strong>, 15 minuti su quello destro e 15 minuti su quello sinistro, per <strong>2 volte al giorno</strong>. Si brucia l&#8217;estremità superiore fino al completo esaurimento del materiale. <span style="text-decoration: underline">Si può fare anche nelle ultime settimane, non ha controindicazioni e viene eseguita per un minimo di 15 giorni</span>.  Certo non è facile trovare chi possa attuare questa terapia naturale, ma esistono oramai molte ostetriche che si sono avvicinate a queste pratiche. </p>
<p style="text-align: justify">Lo stesso discorso e con una buona percentuale di successo vale nel sottoporsi ad  <strong>agopuntura, che in certi ospedali viene passata anche dalla mutua ed a volte basta una seduta o due perchè il bimbo si giri. </strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/05/4011292681_87e5632d8a_t2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1309" title="4011292681_87e5632d8a_t" src="http://www.unamamma.it/files/2010/05/4011292681_87e5632d8a_t2.jpg" alt="" width="66" height="100" /></a>Se si rimane scettici di fronte a questi metodi, però, esistono altre alternative, come ad es.<strong> nuotare</strong> ed eseguire alcune <strong>posizioni ginniche</strong>: mettersi a <strong>candela, o supina con 4 cuscini sotto il bacino</strong>, sollevandolo per facilitare così l&#8217;apertura dello stesso.  Bisognerebbe fare questi esercizi per 10-15 minuti al giorno. Mettersi anche a &#8220;<strong>4 zampe</strong>&#8220;, nella classica posizione <em>yoga</em> del &#8220;<strong>gatto</strong>&#8220;, per poi muoversi così per la stanza, in modo da facilitare l&#8217;apertura del bacino.</p>
<p style="text-align: justify">Un&#8217;altra manovra che la mamma può fare da sola è quella di <strong>stimolare la parte interna dell&#8217;ultimo dito del piede destro, proprio la punta del &#8220;mignolino&#8221;, nel suo lato interno. La sera quando è già a letto ed è più rilassata, cosi lascia al bimbo più spazio per muoversi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Dal punto di vista omeopatico</strong> si può assumere anche la <strong>Pulsatilla 200 CH,</strong> dalla 35 settimana. Essa agisce globalmente sulla persona, andando a sciogliere i blocchi energetici in maniera profonda.  </p>
<p style="text-align: justify">Ma quello che è emerso comunque dalle mie ricerche, in merito al diverso tipo di manovre, è quella di rispettare &#8221;la volontà&#8221; del bambino. Sia la <strong>Dr. ssa Pandolfo</strong>, il ginecologo dello <strong>Sportello d&#8217;Ascolto di Unamamma</strong> e sia la <strong>Dr.ssa Puglisi</strong>, la <strong>doula</strong> che collabora con il nostro blog, hanno evidenziato questo aspetto. Molte volte, quindi, il<em> troppo accanimento</em> sul volere girare a tutti i costi il bambino può essere controproducente <strong>ed andare contro la natura stessa del feto</strong>. Per questo è importante, per la futura mamma, <strong>parlare dolcemente con il proprio bambino, massaggiando la pancia,  </strong>per<strong> </strong>trovare la soluzione più adatta, perchè lui sicuramente l&#8217;ascolterà ed indicherà il modo più consono per nascere.    </p>
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