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	<title>una mamma &#187; Televisione</title>
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	<description>Blog di informazioni, consigli, suggerimenti e molto altro...da mamma a mamma...</description>
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		<title>Meno giochi a Natale. Ce la faremo?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 15:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avvicinandoci al Natale, festa sacra, ma anche piuttosto consumistica, ho apprezzato un articolo di qualche giorno fa su La Repubblica scritto da Maria Novella De Luca dove si parlava di quanto i nostri figli stiano riscoprendo la semplicità.
Mentre i media ci ricordano di continuo la quantità di giochi ed inutilità varie da comprare ed i bambini passano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F11%2F24%2Fmeno-giochi-a-natale-ce-la-faremo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/11/download.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3532" title="download" src="http://www.unamamma.it/files/2011/11/download.jpg" alt="" width="213" height="236" /></a>Avvicinandoci al <strong>Natale</strong>, festa sacra, ma anche piuttosto consumistica, ho apprezzato un articolo di qualche giorno fa su <em>La Repubblica</em> scritto da <em>Maria Novella De Luca</em> dove si parlava di <strong>quanto i <strong>nostri figli stiano </strong>riscoprendo la semplicità.</strong></p>
<p>Mentre i media ci ricordano di continuo la quantità di giochi ed inutilità varie da comprare ed i bambini passano il tempo a dire &#8220;<em>Mamma, me lo compri?</em>&#8220;, oltre a scrivere<strong> letterine a Babbo Natale</strong> chiedendo cose che dimenticheranno velocemente, pensiamo a <strong>come far loro apprezzare i giochi &#8220;semplici&#8221;,  liberandoci dall’idea che le privazioni li faranno soffrire.</strong></p>
<p>In effetti, con la crisi finanziaria in corso, non poteva non esserci un cambiamento anche nella vita dei nostri figli. I bambini oggi &#8220;<strong>riscoprono il Lego e affollano gli oratori, ricevono doni, ma con moderazione, hanno paghette dimezzate, astucci riciclati, zaini dell&#8217; anno prima, vestono la moda low cost, ma hanno ottimi computer e buone scarpe.</strong>&#8220;<span id="more-3520"></span></p>
<p>Cresciuti in stanze piene di giochi, stanno iniziando a capire il significato di sobrietà e semplicità: sono i <strong>&#8220;bambini della crisi&#8221;</strong>, i figli del nuovo millennio, e <strong>noi genitori più che tagliare selezioniamo, ponderando mille volte le spese da sostenere, </strong>a partire dalle attività che frequentano (di qualità, ma non troppo costose), i vestiti (spesso di &#8220;ereditano&#8221; da fratelli o parenti e/o si comprano usati), la torta di compleanno è fatta in casa, i libri si prendono in biblioteca e invece di andare alla ludoteca ci si vede all&#8217; oratorio, dove ci sono le altalene, il ping pong, il biliardino, non si paga nulla e nessuno ti chiede se credi in Dio!</p>
<p>«Fino ad ora ce l&#8217; abbiamo fatta &#8211; dice con cautela <em>Paolo Taverna, presidente di Assogiocattoli</em> &#8211; ma tutti guardano con enorme preoccupazione al Natale che si avvicina, momento che per le aziende di giocattoli rappresenta oltre il 30% del fatturato di un anno. <strong>Se il Natale andrà male vuol dire che la crisi ha investito pure il settore dei bambin</strong><strong>i</strong>, che invece ad oggi è ancora protetto, perché per i piccoli si compra meno ma si compra. Ma il vero cambiamento &#8211; aggiunge Paolo Taverna &#8211; riguarda la scelta degli acquisti, sempre più selettiva e mirata.<strong> Si torna verso i giochi della tradizione, la cui &#8220;giocabilità&#8221; dura a lungo,</strong> non passa con le mode, resiste al tempo, le costruzioni, le bambole, i giochi di legno, quelli da tavolo da fare tutti insieme, in famiglia&#8230;».</p>
<p>Spiega il <em>sociologo Enrico Finzi:</em> «Quello che si sta diffondendo è il <strong>concetto del downsizing,</strong> che le aziende conoscono bene e che in questo periodo è molto utilizzato dai grandi marchi della moda &#8220;giovane&#8221;. <strong>Si scende di &#8220;dimensione&#8221; senza perdere in stile e attrattività, </strong>anche a costo di fare prodotti meno pregiati. <strong>Più che rinunciare appunto si sceglie il tono minore</strong>».</p>
<p>Suggerisce <em>Tilde Giani Gallino, professore di Psicologia dello Sviluppo all&#8217; università di Torino </em>«Negli ultimi 10 anni i bambini sono stati drogati di regali, sono stati incasellati in giornate frenetiche, con una <strong>competizione tra gli adulti a chi riusciva a comprare di più.</strong> Con il risultato che<strong> i figli di questa generazione sono stati travolti dagli oggetti, vivono nella perenne attesa del dono che seguirà il giocattolo appena ricevuto, come se non bastasse mai.</strong> Invece selezionare, dosare può riaccendere la loro attenzione, assopita dalle troppe cose.»</p>
<p>Certo, qui si parla di giocattoli, vestiti, libri e quaderni, e non di <strong>quanto il tracollo dell&#8217; Italia rischia di togliere in termini di futuro a questi bambini</strong>. Eppure il cambiamento arriva anche dalle piccole cose. Dal riciclare, riutilizzare, rispettare. Come scrivono gli esperti d&#8217; infanzia <em>Francesco Mele e Sara Marconi</em>, in un piccolo libro &#8220;<strong>Sobrietà felice. Otto incontri per una rivoluzione possibile</strong>&#8221; edito da La Meridiana. «Siamo partiti dall&#8217; idea che questa crisi possa avere anche un risvolto positivo &#8211; racconta Francesco Mele, psicologo &#8211; e che <strong>liberarsi del superfluo non deve essere ad una demonizzazione dei consumi. </strong>No, l&#8217; idea è quella di consumare meglio, di mangiare meglio, di giocare meglio. C&#8217; è un esempio a cui ricorriamo spesso, ed è quello della valigia che portiamo con noi quando andiamo in vacanza. Dentro ci mettiamo solo alcuni vestiti, alcuni oggetti, ma non per questo siamo meno contenti pur avendo meno cose, anzi di solito in vacanza lo siamo di più&#8230;».</p>
<p><em>Irene Tinagli, docente di Economia delle Imprese all&#8217; università Carlos II di Madrid, </em>sposta il tema della &#8220;ricollocazione&#8221; dei consumi alla fascia dei giovani in generale. «Molti amici che erano bambini negli anni &#8216; 70 ricordano i famosi giorni dell&#8217; austerity non come un periodo di privazione, ma come l&#8217; ebbrezza di poter correre in bicicletta in città deserte e senza auto&#8230;<strong>Credo che nelle famiglie oggi la crisi sia uno spartiacque tra chi la vive in modo depressivo, pensando che sia ormai inutile investire sullo studio, e chi prova a raddoppiare gli sforzi e seleziona gli investimenti. </strong>Mi spiego: non ho mai visto tanti ventenni con un&#8217; auto propria come in Italia. In nessuna altra parte del mondo. Ma forse oggi i genitori si rendono che quei 15mila euro spesi per regalare un&#8217; auto ad un figlio &#8211; conclude Tinagli &#8211; sarebbe meglio investirli in tasse universitarie o master all&#8217; estero. I problemi sono gravi, ma <strong>ci stiamo &#8220;depurando&#8221; dallo yuppismo degli anni Ottanta e dal mito dei soldi facili degli anni Novanta. Ed è in parte un percorso virtuoso</strong>».</p>
<p>da <em>La Repubblica</em> <em>(16/11/11 di Maria Novella De Luca)</em></p>
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		<title>SOS Tata è vero o falso?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 22:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando le mie figlie erano in vacanza con i nonni e io, al rientro dall&#8217;ufficio, diventavo parte integrante del divano, guardando la tv e ammazzandomi di patatine, mi imbattevo spesso nel famigerato SOS Tata.
Sarà stata la nostalgia delle due pesti o la voglia di imparare qualche &#8220;nuovo trucco&#8221; per placarle nei momenti più rabbiosi, fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F09%2F15%2Fsos-tata-e-vero-o-falso%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/09/bimbo-spaghetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3191" title="bimbo spaghetti" src="http://www.unamamma.it/files/2011/09/bimbo-spaghetti-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>Quando le mie figlie erano in vacanza con i nonni e io, al rientro dall&#8217;ufficio, diventavo <strong>parte integrante del divano, guardando la tv e ammazzandomi di patatine</strong>, mi imbattevo spesso nel <strong>famigerato SOS Tata</strong>.</p>
<p>Sarà stata la <strong>nostalgia delle due pesti </strong>o la voglia di <strong>imparare qualche &#8220;<em>nuovo trucco</em>&#8221; per placarle nei momenti più rabbiosi,</strong> fatto sta che ho capito come mai non avevo mai seguito la trasmissione per più di 15 minuti.</p>
<p>Anni fa <strong>avevo creduto che potesse migliorarmi come mamma</strong>, ora mi fa solo venire il nervoso. <strong>Guardare SOS Tata ti fa sentire un&#8217;assoluta incompetente, secondo me è controproduttivo! </strong>Ti fa credere che tutti i problemi familiari che non sei riuscito a risolvere in anni di vita possano svanire nel giro di qualche giorno grazie ad una sconosciuta. Voglio vedere cosa succede in quelle case a telecamere spente e quando la tata se ne va!</p>
<p><span id="more-2939"></span></p>
<p>Io trovo Tata Lucia fastidiosa &#8230; quel suo tono da &#8220;<em>le so tutte io</em>&#8221; mi fa girare le balle!</p>
<p>Ho anche provato ad imitarla, lo ammetto, appendendo dei <strong>fogli con le regole a casa</strong>, ma le mie figlie prima sono scoppiate a ridere come delle pazze, poi li hanno stracciati e ci hanno giocato a calcio.</p>
<p>E poi quando la tata se ne va i genitori piangono &#8230; ma sono pazzi? Forse perchè sanno che i figli davanti alle telecamere, grazie all&#8217;effetto Grande Fratello, stavano bravi, ma che <strong>appena spenti i riflettori torneranno pestiferi come prima?</strong></p>
<p>Sarà <strong>invidia</strong>, sarà che <strong>non esiste una regola valida per tutti i bambini </strong>e che quindi trovo complicato &#8220;<em>inquadrarli</em>&#8221; in una sola settimana, dopo che le <a title="baby sitter straniera" href="http://www.unamamma.it/2010/11/28/il-rito-peruviano-delluovo-per-far-dormire-i-bambini/" target="_blank">varie baby sitter </a>che sono <a title="baby sitter ricerca" href="http://www.unamamma.it/2006/03/08/esiste-la-baby-sitter-perfetta/" target="_blank">passate da casa mia </a>non ce l&#8217;hanno fatta per mesi e mesi, ma non ce la faccio a guardare questo programma. Mi insospettisce &#8230; <strong>ma secondo voi è tutto falso, studiato per fare audience e attirare il pubblico oppure è vero?</strong></p>
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		<title>Cars 2</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 19:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamammabis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oramai mi sono abituata a non andare al cinema per vedere film normali, ma solo quelli dedicati ai bimbi. Ed eccomi qua puntuale come un orologio ad andare a vedere l&#8217;ultimo film della Disney,  Cars 2, in quel di Bardonecchia.
A dire la verità ero partita prevenuta. perchè non mi aspettavo un granchè, essendo il sequel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F08%2F04%2Fcars-2%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/08/220px-Cars_2_Poster.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3112" title="220px-Cars_2_Poster" src="http://www.unamamma.it/files/2011/08/220px-Cars_2_Poster-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Oramai mi sono abituata a non andare al <strong>cinema</strong> per vedere <span style="text-decoration: underline;"><strong>film</strong> normali</span>, <strong>ma solo quelli dedicati ai bimbi</strong>. Ed eccomi qua puntuale come un orologio ad andare a vedere l&#8217;ultimo film della <strong>Disney</strong>,  <strong>Cars 2</strong>, in quel di <strong>Bardonecchia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A dire la verità ero partita prevenuta. perchè non mi aspettavo un granchè, essendo il sequel del primo. Ma mi sono davvero ricreduta. Il film è stato ultra divertente e ricco di spunti. Simpaticissimi i personaggi: <strong>Saetta Mc Queen</strong> e soprattutto <strong>Cricchetto</strong>, una vera sorpresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Davvero originale il suo associarlo quasi ad un agente segreto come <strong>James Bond</strong>! Anche mia figlia che era partita diffidente, dato che lo riteneva un film per maschietti, ne è stata super contenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, mi chiedo quando andrò di nuovo a vedere <strong>un film per adulti</strong>? Per noi <strong>mamme</strong> è sempre la solita storia, almeno per me é così: uscire ad es. per fare shopping solo per i miei bambini, con grande costernazione di mio marito che mi dice sempre: &#8221; Ma come, non eri uscita per prenderti qualcosa per te?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3107"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E così lo è anche per i vari tipi di svago. Penso infatti sempre a quello che andrebbe bene per loro, <strong>vedi appunto discorso cinema</strong>. Però ammetto che va meglio ora che le mie pesti stanno crescendo perché comincio a  riprendermi <em>certi divertimenti</em> solo per me stessa. Tipo uscire per un<em><strong> happy hour</strong></em> con le mie amiche mamme della scuola, perchè siamo tutte in fondo sulla stessa barca. Forse allora sono sulla buona strada&#8230;.e magari la prossima volta andrò finalmente a vedere un film che piaccia solo a me!</p>
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		<title>Come insegnare l&#8217;inglese ai bambini?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 18:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamammabis</dc:creator>
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La padronanza dell’inglese è un requisito sempre più importante per i nostri figli. Non si tratta solo di entrare, un domani, nel mondo del lavoro con un’abilità ritenuta ormai indispensabile, ma anche di potersi informare attingendo dalle fonti originarie (l’ultimo esempio del terremoto in Giappone, come molti altri in passato, ci ha dimostrato la rilevanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F04%2F13%2Fcome-insegnare-linglese-ai-bambini%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><div style="text-align: justify;">
<p><strong><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/04/momdo-bambini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2638" title="momdo bambini" src="http://www.unamamma.it/files/2011/04/momdo-bambini.jpg" alt="" width="223" height="226" /></a>La padronanza dell’inglese</strong> è un requisito sempre più importante per i nostri figli. Non si tratta solo di entrare, un domani, nel mondo del lavoro con un’abilità ritenuta ormai indispensabile, ma anche di potersi informare attingendo dalle fonti originarie (l’ultimo esempio del terremoto in Giappone, come molti altri in passato, ci ha dimostrato la rilevanza dell’informazione che, in inglese, si diffonde in tempo reale in tutto il mondo), e perché no anche potersi divertire senza l’intermediazione di una traduzione, dal momento che i film, la musica i videogiochi, i siti internet sono inglese e si rivolgono a tutti i cittadini del mondo che comprendono questo idioma.</p>
<p><span id="more-2628"></span></p>
<p style="display: inline !important;"><strong>La cultura italiana si serve a larghe mani della traduzione</strong>: fruiamo tradotti i film, i cartoni e tutti gli altri “prodotti culturali” che gran parte del mondo vede in lingua originale, magari con il solo aiuto dei sottotitoli. Forse non tutti lo sanno, ma questa consuetudine è radicata nella nostra mentalità sin dai tempi del fascismo, che nel tradurre “filtrava” quanto vi era di sgradito ed inaccettabile per il pubblico ed in particolare ciò aveva la funzione di censurare l’inglese, la lingua del nemico. Naturalmente, moltissime cose sono cambiate da allora, però, per chi ha l’<strong>abitudine di guardare un film in lingua originale</strong>, la percezione del tradimento del significato nascosto dietro alla traduzione è evidente e fastidiosa, a cominciare dai titoli.  Se i nostri ragazzi avessero la possibilità di seguire i film che amano direttamente nella loro versione originale, ne coglierebbero i significati che la traduzione annulla e distorce.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente, <strong>internet e la nuova organizzazione della tv</strong>, sempre più orientata verso il satellitare e la proposta multilingua aperta a tutti, <strong>dovrebbero potere aprire anche ai nostri bambini, come a gran parte dei bambini eur</strong><strong>opei, la possibilità di un’esposizione almeno passiva alla lingua inglese</strong>, che potenzialmente è di grande aiuto nell’apprendimento della lingua in modo naturale. Dico potenzialmente perché l’esposizione passiva non è da sola  sufficiente per ottenere il risultato dell’apprendimento spontaneo della lingua. I popoli del nord Europa, che vivono in una situazione di bilinguismo, di fatto enormemente aiutata dalla televisione in lingua originale, hanno rispetto a noi il vantaggio che l’inglese e la loro lingua madre sono, almeno dal punto di vista del lessico, alquanto vicino: per loro capire l’inglese è molto più intuitivo di quanto non lo sia per noi. Per i nostri bambini, se davvero vogliamo aiutarli ad acquisire una buona padronanza dell’inglese, è necessario che all’interno di ogni famiglia si prepari una strategia per abbinare all’esposizione passiva all’inglese (attraverso la tv o le canzoni) una possibilità di uso attivo della lingua, indispensabile per imparare davvero.</p>
<p>Le occasioni per l’attivazione del bagaglio passivo devono essere scelte con cura dai genitori. I <strong>viaggi all’estero</strong>, se impostati con il fine di esporre i bambini all’inglese, devono dare effettivamente loro una quantità di stimoli ed il tempo necessario per ambientarsi e sentire il bisogno di interagire con i loro coetanei che parlano un’altra lingua. I corsi di lingue durante l’anno devono essere tenuti da insegnanti di madrelingua esperti nell’insegnamento a bambini, utilizzando materiali che stimolino la loro attenzione e curiosità e che siano adatti alla maturazione cognitiva tipica dell’età e di ogni singolo bambino, dosando con attenzione sfida e gratificazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre più famiglie sono oggi motivate ad <strong>avviare i propri figli alla conoscenza precoce dell’inglese</strong>.  Sabato 9 aprile è uscito sul <a title="bilinguismo" href="http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_08/bilinguismo_9d4a3f48-621a-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml" target="_blank">corriere un articolo dedicato all’argomento</a>, segno del crescente interesse verso l’inglese da parte dei genitori, che si interrogano su come sia possibile evitare al proprio figlio ciò che spesso ha afflitto loro: ovvero un’esperienza con l’inglese frustrante, innaturale, dove a fronte di anni di studio della scuola, la lingua non è stata mai parlata fluidamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Io posso parlare in prima persona di questa esperienza e delle sue amarezze: pur provenendo da una famiglia bilingue (addirittura, mio nonno era un trilingue italiano-inglese-romeno, per via della complessa composizione della sua famiglia), nell’infanzia mi è stato insegnato solo l’italiano perchè <strong>negli anni ‘70</strong> quando sono nata <strong>si diceva che esporre i bambini a più lingue contemporaneamente fosse deleterio. </strong>Si trattava di una preoccupazione infondata, che ignorava l’evidenza: quasi tutti i nostri nonni, che gestivano contemporaneamente dialetto e italiano, erano dei perfetti bilingui, eppure sfido chiunque a ricordare che i propri nonni avessero personalità sdoppiate per questo, o problematiche neurologiche di qualsiasi genere.  Ad ogni modo, alle mamme degli anni 70 i pediatri sconsigliavano vivamente di esporre i propri figli a due lingue in contemporanea, quindi mia madre rinunciò ad insegnarmi l’inglese.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi fortunatamente <a title="bilinguismo" href="http://www.corriere.it/salute/11_aprile_09/poliglotti-cervello-demenza-gaviraghi_fbf5f97e-4a3c-11e0-8210-720c80ef41f5.shtml" target="_blank">i pediatri non sconsigliano più la doppia esposizione</a>, che anzi è per tanti versi desiderabile non solo per l’efficacia (fortunatamente si può acquisire una competenza quasi bilingue anche imparando le lingue da grandi), quanto per la <strong>facilità con cui i bambini imparano le lingue,</strong> data soprattutto dalla plasticità del cervello infantile e la libertà dell’apparato fonico, ancora non legato ai suoni della madrelingua ma “aperto” alla ben più ampia gamma di suoni che si ritrovano nella lingua nel mondo ma non nell’italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, <strong>per insegnare le lingua nell’infanzia </strong>è necessario un approccio ben preciso.  In primo luogo, è necessaria <strong>costanza</strong>:  l’impegno dell’insegnamento di una lingua si prolunga per anni, e deve essere portato avanti tutti i giorni, per un numero congruo di ore settimanali. La <strong>stimolazione attiva</strong> (il canto battendo le mani, la lettura insieme, la conversazione se il vostro livello di inglese è alto) deve completare l’esposizione passiva (l’ascolto di musica e tv), in modo da attivare e memorizzare il vocabolario acquisito. <strong>La responsabilità dei genitori </strong>è molto alta: infatti, anche il miglior corso di inglese moltiplica il proprio risultato se viene fatto a casa del rinforzo, attraverso attività gradite al bambino. Mamma e papà, o i nonni, specie nella prima infanzia, sono i migliori interlocutori del bambino. In compagnia di una persona cara, il bimbo impara meglio perchè con lei è abbassato il filtro affettivo ovvero quella barriera fatta di stress e timore di essere giudicati che rende meno efficace l’apprendimento ed è invece alta la motivazione al gioco e alla complicità, i migliori alleati dell’imparare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Autore: Claudia Adamo, fondatrice di <a title="corsi inglese milano" href="http://www.open-minds.it" target="_blank">www.open-minds.it</a> </strong>, scuola di inglese specializzata per bambini che invia le insegnanti madrelingua nelle case, negli asili, enti e associazioni, organizzando una serie di servizi che va dai corsi di inglese personalizzati alle vacanze studio per ragazzi e famiglie, dai summer camps a milano al babysitting in inglese e che ha concepito in <a title="corsi inglese milano" href="www.open-minds.it" target="_blank">tre corsi del tutto innovativ</a><a title="corsi inglese bambini" href="http://www.ilclubdellemamme.com/dal-web-per-le-mamme/il-club-delle-mamme-e-open-minds-insieme-per-le-famiglie/" target="_blank">i</a>, per illustrare ai genitori come insegnare l’inglese ai propri bambini piccoli e fare del bilinguismo una realtà concreta con una spesa a portata di tutti.</p>
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		<title>La festa del papà e il mito del Principe Azzurro</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 22:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mie figlie conoscono oramai a memoria le favole delle Principesse, soprattutto quelle riprese dai cartoni animati della Disney, e credono che queste cose succedano realmente: scarpette, zucche, animali che parlano, fatine, incantesimi&#8230;ma soprattutto l&#8217;arrivo del Principe Azzurro! 
Ma, secondo voi, non sarebbe meglio aprire loro gli occhi, anche se non in modo brutale, &#8230; magari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2011%2F03%2F15%2Fla-festa-del-papa-e-il-mito-del-principe-azzurro%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/03/cercasi-principe-azzurro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2529" title="cercasi principe azzurro" src="http://www.unamamma.it/files/2011/03/cercasi-principe-azzurro.jpg" alt="" width="141" height="107" /></a>Le mie figlie conoscono oramai a memoria le<strong> favole delle Principesse</strong>, soprattutto quelle riprese dai cartoni animati della <strong><a title="Eurodisney" href="http://www.unamamma.it/2010/11/18/viaggio-nel-mondo-delle-favole-disneyland-e-walt-disney-studios-paris-2/" target="_blank">Disney</a></strong>, e credono che queste cose succedano realmente: scarpette, zucche, animali che parlano, fatine, incantesimi&#8230;ma soprattutto <strong>l&#8217;arrivo del Principe Azzurro</strong>! </p>
<p>Ma, secondo voi, <strong>non sarebbe meglio aprire loro gli occhi, anche se non in modo brutale</strong>, &#8230; magari gradualmente, per far capire che al posto della carrozza e dei topolini dovranno essere già felici se riceveranno un sms il giorno dopo il primo appuntamento&#8230;?! <strong>Oppure vorreste farle continuare a vivere nel sogno finchè non sbatteranno il muso contro la realtà?</strong></p>
<p>Magari potremmo approfittare dell&#8217;avvicinarsi della <a title="che tipo di papà siete" href="http://www.unamamma.it/2009/03/13/che-tipo-di-papa-siete/" target="_blank"><strong>festa del papà</strong> </a>per intavolare il discorso, visto che <strong>tutte le bambine sognano di sposare il papà</strong> o, quantomeno, <a title="ruolo del papà" href="http://www.unamamma.it/2006/03/19/il-papa-figura-chiave-della-famiglia-oggi-in-crisi-di-identita/" target="_blank">un uomo che sia &#8220;perfetto&#8221; come il loro papà</a>, ovverosia il loro famigerato Principe. Magari spiegando loro che la perfezione non esiste!?</p>
<p>Devo dire che mia figlia ha già capito che <strong>gli uomini hanno bisogno di &#8220;una raddrizzata&#8221;</strong> e che, quindi, cerca di <a title="libro per la festa del papà" href="http://www.unamamma.it/2010/03/18/libro-per-la-festa-del-papa/" target="_blank">migliorare il suo papà</a> suggerendogli come comportarsi in casa:</p>
<p>&#8220;<em>Papà, quando esci dal bagno ricordati di tirare giù l&#8217;asse!</em>&#8221;</p>
<p>&#8230; ieri questa frase mi ha lasciato pietrificata! Non vi dico <strong>la reazione del papà&#8230; che ha grugnito</strong> pensando &#8220;<em>Inizia già a rompere pure lei &#8230; a soli 6 anni!&#8221;</em></p>
<p>Mentre la mia è stata un&#8217;espressione decisamente soddisfatta &#8230; ho pensato <em>&#8220;&#8230;piume delle mie piume, <a title="papà assenti" href="http://www.unamamma.it/2010/03/10/madri-forti-con-papa-che-non-ci-sono/" target="_blank">ha già capito chi comanda in famiglia</a>!!&#8221;</em></p>
<p><span id="more-2524"></span></p>
<p><a href="http://www.unamamma.it/files/2011/03/enchanted_3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2530" title="enchanted_3" src="http://www.unamamma.it/files/2011/03/enchanted_3-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Per iniziare a far capire alle mie bambine che in effetti prima o poi arriverà il loro &#8220;Principe&#8221;, ma di <strong>non aspettarsi cavalli bianchi, serenate o altro</strong>, abbiamo visto (almeno 10 volte) il film &#8220;<em>Come d&#8217;incanto/Enchanted</em>&#8220;, mezzo cartone e mezzo film, dove la storia cambia un po&#8217; rispetto alle solite favole, ironizza certi luoghi comuni e disillude il giusto! C&#8217;è sempre il lieto fine, per carità, ma all&#8217;interno della trama avviene una specie di &#8221;<em>scambio di coppie</em>&#8220;, giusto per far capire che <strong>nella vita tutto è possibile</strong>, che il fine giustifica i mezzi e che non bisogna mai disperare!</p>
<p>Inoltre, dopo aver sentito vari <strong>comici che a Zelig prendevano in giro le vite delle Principesse</strong>, il che è come &#8220;sparare sulla Croce Rossa&#8221;, visto che sono <strong>abbastanza sfigate</strong>: orfane, povere, sempre in fuga per non farsi uccidere, sottoposte ad incantesimi &#8230; ho notato un comico torinese, <strong>Gianpiero Perone</strong>, anche conosciuto come il “<strong>Principe Cacca”,</strong> che a Colorado ha centrato il punto!</p>
<p>Il Principe Cacca è amatissimo dai bimbi, forse perchè c&#8217;è <strong>una fase dell&#8217;infanzia</strong> in cui qualsiasi cosa sia &#8220;<em>trash</em>&#8221; fa ridere e la parola &#8220;<em>cacca</em>&#8221; per le mie figlie <strong>è il massimo della trasgressione</strong>! E&#8217; quasi un cartone animato e gioca sugli <strong>stereotipi delle fiabe</strong> che tutti conoscono, <strong>stravolgendo il concetto che si ha del Principe Azzurro</strong>: bello, aitante, senza macchia e senza paura, invece distrutto nell’ immagine televisiva, dove non gliene va mai bene una.</p>
<p>Ho scoperto, oltretutto, che <strong>Gianpiero Perone ha due figli</strong> , mentre nel suo spettacolo &#8220;<em>Pentapadre</em>&#8220;, dove racconta di averne cinque, dice &#8221;<em>Io sono pentapadre! Penta, nel senso che sono pentito! Ci sono sere che c’è più gente a casa mia che ai miei spettacoli, è un disastro!”</em> E proprio lui, un uomo circondato da una marea di figli (veri ed immaginari), chiedendogli <strong>come fa a sopravvivere </strong>tra la scuola, l’apparecchio per i denti, la vita condominiale, il programma da guardare in tv, i vestitini per tutti…senza considerare <a title="rapporti sessuali dopo nascita figlio" href="http://www.unamamma.it/2011/02/03/la-sessualita-dopo-la-nascita-di-un-figlio/" target="_blank">le difficoltà del rapporto di coppia</a>, ha risposto che la sola via di fuga resta &#8220;<em>la fantasia, unico rifugio in cui cercare riparo quando la realtà diventa troppo impegnativa. Solo nei sogni si trova riscatto trasformandosi, di volta in volta, in uno dei grandi personaggi che hanno accompagnato la nostra infanzia e la nostra vita da adulti e che tutti abbiamo sperato di essere almeno una volta: il principe azzurro, il cow boy, l’astronauta, Diabolik, il grande latin lover, un immenso genio creativo, un incredibile investigatore e molto altro.&#8221;</em></p>
<p>Quindi <strong>si ritorna alle favole, via di fuga anche per i papà!</strong> E come si fa a criticare le favole con le figlie se i papà vivono di fantasia? Allora,<a title="magia di essere papà" href="http://www.unamamma.it/2010/10/11/la-magia-dei-figli-per-un-papa/" target="_blank"> <strong>cari papà</strong></a>, come vorreste <strong>trascorrere </strong>la vostra festa? E cosa ne pensate del <strong>mito del Principe Azzurro</strong>? Ve la sentite di far credere alle vostre figlie che esiste? E, più che altro, <strong>come spiegherete loro che da grandi potrebbero trovare più folletti dispettosi che Principi</strong>?</p>
<p>E voi mamme, <strong>cosa organizzerete per la festa del papà?</strong> &#8230; una fuga col Principe Azzurro <img src='http://www.unamamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ??</p>
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		<title>A che età far vedere il tg ai bambini?</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 10:04:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F11%2F20%2Fa-che-eta-far-vedere-i-tg-ai-bimbi%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/11/908969666_6713cf4c62_t.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2139" title="908969666_6713cf4c62_t" src="http://www.unamamma.it/files/2010/11/908969666_6713cf4c62_t.jpg" alt="" width="100" height="99" /></a>L&#8217;altra sera a cena,  mia figlia di 9 anni mi ha fatto saltare sulla sedia quando tra la pasta al pesto e il prosciutto cotto mi è venuta a dire che in classe avevano parlato di<em> Sara Scazzi</em>. Naturalmente il fratello subito ha chiesto: &#8220;chi, chi?&#8221; Ed io imbarazzatissima non sapevo cosa rispondere. Piano piano si è svelato l&#8217;arcano: <strong>a scuola avevano affrontato il tema delle paure</strong> ed una compagna di mia figlia era venuta fuori con la storia della povera ragazza pugliese. Io allora ho cercato di capire soprattutto che cosa avevano raccontato le maestre, anche perchè é una tragedia dai risvolti molto inquietanti&#8230;Per fortuna però certi particolari non erano emersi&#8230; Però il discorso era continuato circa la necessità di vedere più o meno il <strong>telegiornale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2071"></span>Pochi compagni di mia figlia, infatti, lo guardano. Ed io ammetto di essere una di quelle mamme che non glielo fa vedere. Anche perchè io e mio marito non abbiamo messo <strong>la tele</strong> in cucina proprio perchè a cena si deve parlare della giornata e non guardare i <strong>programmi tv</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma é&#8217; sbagliata questa mia paura? O meglio a che età si deve fare vedere il <strong>telegiornale</strong>? Una volta i <strong>tg,</strong> per me, però non erano così &#8230;Tutte queste notizie tragiche erano più filtrate o meglio c&#8217;era forse meno  globalizzazione nella informazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso è un continuo &#8220;sguazzare&#8221; in certi <strong>immagini trash,</strong> dove sinceramente io non mi ritrovo . Forse sarebbe meglio fare conoscere certe notizie in un&#8217;altra<span style="text-decoration: underline;"> maniera meno morbosa</span>.  Ed è lì che la <strong>scuola</strong> potrebbe effettivamente esercitare <em>un ruolo educativo</em>. Da parte di noi genitori sarebbe il caso senz&#8217;altro di parlare di certe cose solo nel momento in cui il proprio figlio lo chiede espressamente, attraverso messaggi filtrati e certo valutandone sempre l&#8217;età.  Potrebbe anche essere l&#8217;inizio per introdurre la <strong>lettura di un quotidiano</strong>,  forse più verso la 5 elementare, ma certo potrebbe essere un&#8217;occasione per introdurre i nostri bimbi ad <strong>approcciarsi al mondo</strong> in <strong>maniera più soft</strong>.</p>
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		<title>Mamma, dove mi lasci? La vicenda dell&#8217;asilo di Pinerolo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 20:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 17 novembre dalle ore 20.30 alle ore 22.30 andrà in onda in diretta su Quartarete TV la puntata del programma Balon diretto da Patrizia Corgnati &#8220;Mamma, dove mi lasci?&#8221; dove si tratterà della vicenda dell&#8217;asilo di Pinerolo e dei presunti maltrattamenti.
Saranno presenti in studio:
Dario Mongiello, direttore &#8220;Voce Pinerolese&#8221;
Patrizia Mangani, Pres. Apinfanzia
Dott.ssa Callegaris, psicoterapeuta età [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F11%2F15%2Fmamma-dove-mi-lasci-la-vicenda-dellasilo-di-pinerolo%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><strong><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/11/asilo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2080" title="asilo" src="http://www.unamamma.it/files/2010/11/asilo.jpg" alt="" width="112" height="112" /></a>Mercoledì 17 novembre dalle ore 20.30 alle ore 22.30</strong> andrà in onda <strong>in diretta su Quartarete TV</strong> la puntata del <strong>programma Balon diretto da Patrizia Corgnati &#8220;Mamma, dove mi lasci?&#8221; </strong>dove si tratterà della vicenda <strong>dell&#8217;asilo di Pinerolo e dei presunti maltrattamenti.</strong></p>
<p><strong>Saranno presenti in studio:</strong></p>
<p><em>Dario Mongiello</em>, direttore &#8220;Voce Pinerolese&#8221;</p>
<p><em>Patrizia Mangani</em>, Pres. Apinfanzia</p>
<p><em>Dott.ssa Callegaris</em>, psicoterapeuta età evolutiva</p>
<p><em>Giuliana Girino</em>, mamma, blogger e scrittrice</p>
<p><em>Tiziana Alchera</em>, Ass. all&#8217;Istruzione Comune di Pinerolo   </p>
<p>Siete <strong><a title="video youtube asilo pinerolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=gItnnlCX2cU" target="_blank">innocentisti o colpevolisti</a>?</strong> La preoccupazione oramai assale quasi tutti i genitori che lasciano i propri figli al nido o alla materna, ma <strong>basta la fiducia o ci vorrebbero telecamere in ogni struttura?</strong> E a chi affidiamo i nostri figli? </p>
<p><span id="more-2074"></span></p>
<p>Non è il caso di condannare le maestre di Pinerolo senza un processo adeguato, anche perchè i <strong>filmati</strong> non sono come quelli del famigerato Cip e Ciop, però da quello che ci hanno fatto vedere alcuni bambini che dormivano in <strong>luoghi non adatti per la nanna</strong>, il che potrebbe far pensare a maltrattamento oppure a <strong>mancanza di professionalità</strong>. Oltretutto <strong>12 bambini ritirati dalla scuola</strong> è comunque indice che qualcosa nella relazione con i bambini e con i genitori non andasse per niente bene! </p>
<p>Le cose che stupiscono sono due: da un lato il fatto che <strong>gli operatori abbiano accettato queste modalita&#8217; perverse e distruttive</strong>, dall&#8217;altra il fatto che il <strong>personale degli asili taccia per piu&#8217; tempo e che alla fine queste situazioni emergano quasi per caso.</strong></p>
<p>Per prima cosa, se si hanno dei dubbi circa la serietà degli insegnanti, bisognerebbe <strong>individuare certi segnali</strong> per capire se tutto va bene: i genitori devono imparare ad <strong>ascoltare i propri figli</strong>, soprattutto quando sono piccoli. Ascoltare <strong>con le orecchie, ma anche con gli occhi</strong>: osservandoli. Ascoltare <strong>sempre</strong> e non solo quando fa loro comodo, perché <strong>i bambini piccoli comunicano nei momenti più incredibili</strong> e non solo nei momenti canonici, magari quando vanno a dormire, quando meno te lo aspetti, magari <strong>a monosillabi</strong> o attraverso un linguaggio che non sempre è quello delle parole e il genitore deve essere sempre attento a questi attimi. </p>
<p><!--more--></p>
<p>Cerchiamo di <strong>stare attenti a comportamenti strani o particolari che nostro figlio mette in atto</strong>: oltre ai comportamenti patologici, esiste una serie di comportamenti che possono essere dei segnali per alcuni bambini e non per altri. Infatti un comportamento deve essere inserito all&#8217;interno del comportamento generale di quel bambino. Per esempio, se un bambino molto vivace e brillante comincia ad essere taciturno o molto riflessivo un genitore deve fare attenzione ed osservare questo cambiamento, magari andando alla ricerca di eventuali altri segnali per spiegarsi la variante.</p>
<p>Oppure un bambino che dorme poco in quanto attento al mondo che comincia ad usare il canale del sonno come comportamento preferenziale, o comportamenti di regressione con il bambino che comincia ad essere autonomo ed improvvisamente torna indietro (non aveva più il pannolino e lo rimette, non aveva più il ciuccio o il dito e lo rivuole, andava volentieri all&#8217;asilo e non ci vuole più andare).</p>
<p><strong>Potrebbero anche esserci altre ragioni per questi comportamenti anomali e dobbiamo conoscere bene il nostro piccolo</strong> per capire se sono dovuti alla nascita di un fratellino, a un trasloco, al decesso di un parente, alla separazione dei genitori oppure davvero a problematiche legate alla scuola. Per non dimenticare, purtroppo, i casi di <strong>pedofilia</strong> che avvengono all&#8217;interno non solo delle scuole, delle chiese, ma anche delle famiglie.</p>
<p>Bisogna riuscire ad <strong>avere una mappa di lettura non solo quando i comportamenti sono palesemente patologici</strong> (es. la bambina che imita attraverso il gioco delle bambole atti di violenza), ma che colga anche elementi anticipatori apparentemente nella norma.</p>
<p><strong>Esempio della bambina dell’asilo “Cip e Ciop”</strong> che quando tornava a casa chiudeva a chiave la sua bambola nell’armadio. La mamma, insospettita da questo comportamento, aveva chiesto chiarimenti al fratellino e lui le aveva riferito che la maestra all’asilo lo faceva con lei. E’ questa una delle segnalazioni cardine da cui è scattata l’ indagine della questura. “Le due maestre lo facevano con lei, e per la piccola, dunque, questo era un comportamento giustificato“, spiegano i poliziotti. </p>
<p><strong>I genitori sono disattenti e spesso i bambini non sono ritenuti credibili,</strong> quindi se è scarsa l&#8217;attendibilitaà, si tende a squalificare le loro testimonianze. </p>
<p>Mia figlia, da quando ha iniziato la materna, ha abbandonato il ciuccio e si comporta come se fosse più grande, ma solo a scuola! Invece a casa tiene spesso il ciuccio e dorme solo se le dò la manina. Tuttavia va volentieri a scuola e, nonostante abbia finito l&#8217;inserimento solo da due mesi, ho una <strong>buona confidenza con gli altri genitori, con la capo classe e con le maestre.</strong></p>
<p><strong>Il genitore deve sempre avere un contatto con gli altri genitori dell&#8217;asilo per creare una rete di informazione e di condivisione, oltre ad un buon rapporto con l’insegnante</strong>. Non bisognerebbe lasciare i figli all&#8217;asilo senza neppure dire una parola alla maestra, non frequentare riunioni/feste  di classe, ma cercare di essere il più presenti possibile&#8230;piuttosto delegare a nonni/tate. </p>
<p>L’inserimento di 1/2 settimane dovrebbe già fare nascere un <strong>rapporto genitori/ insegnanti</strong>, anche se messi in quel contesto ci si rende conto di quanto sia difficile per 2/3 maestre stare dietro a 25 bambini della materna e viene qualche dubbio che siano realmente in grado di seguirli bene e tutti nello stesso modo, ma è solo la mia opinione di mamma apprensiva!</p>
<p>E’ normale se all’inizio piangono, non bisogna allarmarsi subito! Magari con delle telecamere si vedrebbe che dopo poco tempo smettono di piangere &#8230; io qualche volta ho telefonato per chiedere. </p>
<p>Ma, a tal proposito, <strong>mettereste le telecamere nelle scuole?</strong></p>
<p>C&#8217;è chi pensa che non fidarsi voglia dire non riuscire a delegare alla scuola l&#8217;educazione di tuo figlio, però le mamme dei bimbi di Pinerolo o dell&#8217;ancor più famoso &#8220;Cip e Ciop&#8221; avevano fiducia nelle insegnanti quando hanno affidato loro i bambini. <strong>Questi casi sono davvero l&#8217;eccezione, per fortuna, ma se ci fosse il modo di prevenire anche questi non sarebbe meglio?</strong></p>
<p><strong>Si potrebbero installare delle telecamere a circuito chiuso</strong> in tutti gli asili, pubblici e privati, ma perchè no anche nei centri di riposo per anziani non autosufficienti o per persone diversamente abili con <strong>filmati che potrebbero controllare solo le autorità una tantum,</strong> in modo da disincentivare alcuni atteggiamenti. </p>
<p>Ma secondo voi <strong>come mai nelle scuole pubbliche è molto più difficile che accadano queste cose?</strong> Forse c&#8217;è più controllo del personale, che non teme di perdere il lavoro denunciando quello che accade, come nelle private dove se la scuola chiude tutto il personale rimane a casa? Se un genitore sceglie una struttura privata, su che tipo di controlli può contare per scongiurare questi fatti?</p>
<p>Per lavorare anche solo in un call center sottopongono a <strong>test attitudinali e psicologici</strong>, possibile che non succeda anche per la selezione degli insegnanti? Ci vorrebbe una specie di patentino di idoneità, soprattutto per chi insegna in asili e alle elementari, ma anche in ospedali o a contatto con persone non autosufficienti. Dovrebbe avere <strong>un bagaglio di equilibrio e di pazienza superiore a chi fa qualsiasi altro mestiere</strong>. Proporrei un organo di vigilanza perché queste persone siano seguite ed indirizzate a fare nel &#8220;bene&#8221; e al &#8220;meglio&#8221; il loro delicatissimo lavoro a contatto con persone indifese che necessitano di essere supportate, chi nella crescita (scuola) e chi nel dolore (ospedali o affini). </p>
<p>E <strong>che qualifiche sono richieste per aprire un asilo privato</strong>?</p>
<p>Resto, comunque, dell&#8217;idea che il nido e la materna diano molte più possibilità ai bambini, rispetto a quelli che restano a casa a contatto unicamente con degli adulti (tate, nonni). Se si può, suggerisco di iscriverli all’anno compiuto, quando socializzano tra loro e possono comunicare con noi. Nella scuola pubblica, oltretutto, si impara anche la <strong>multiculturalità</strong> entrando in contatto con bambini di nazionalità e cultura diversa.</p>
<p>Ma spesso <strong>la scelta della scuola privata è forzata perchè per entrare nelle scuole pubbliche, siano statali o comunali, bisogna superare delle graduatorie terribili</strong> che danno la precedenza (a ragione) a chi ha problemi di disagio sociale o di salute, a chi è separato o un solo genitore, a chi ha tanti figli, chi è disoccupato, così spesso ci si ritrova a mandare i figli nelle scuole private per non sapere a chi lasciarli! Praticamente se siete sposati regolarmente, lavorate in due e siete al primo figlio &#8230; non vedo grandi possibilità! </p>
<p>Ma, per concludere, torniamo indietro nel tempo e ricordiamo <strong>dove sono le maestre degli altri asili incriminati</strong>: le due <strong>maestre dell’asilo Stella di Loano</strong> sono state condannate a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i maltrattamenti a una decina di piccini al di sotto dei 3 anni. Le <strong>maestre dell&#8217;asilo Cip e Ciop di Pistoia</strong>, accusate di maltrattamenti ai bambini che accudivano e arrestate il 2 dicembre scorso, sconteranno la loro pena ai domiciliari. La difesa delle due donne ha proposto un risarcimento di 23 mila euro ai genitori dei 24 bambini maltrattati, costituiti parte civile.</p>
<p><strong>E queste maestre che fine faranno?</strong></p>
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		<title>&#8220;Il primo libro di Una Mamma&#8221; di Giuliana Girino (Morellini Editore)</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 21:38:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con grande emozione annuncio la nascita del mio primo libro: l’ho chiamato “Il primo libro di Una Mamma”, pesa meno di mezzo chilo, è lungo 160 pagine (comprensive di mie foto impresentabili, con delle pance impressionanti), è tutto la mamma e per vederlo potrete recarvi nella libreria più vicina dal 16 settembre (2010)!
Si tratta delle mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F09%2F16%2Fil-primo-libro-di-una-mamma-di-giuliana-girino-morellini-editore%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/08/copertina-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1613" title="copertina libro" src="http://www.unamamma.it/files/2010/08/copertina-libro-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Con grande emozione annuncio la <strong>nascita del mio primo libro</strong>: l’ho chiamato <a title="La Feltrinelli" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1224078&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788862981118/Il_primo_libro_di_una_mamma/Girino_Giuliana.html?prkw=il%20primo%20libro%20di%20una%20mamma&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=" target="_blank">“</a><strong><a title="La Feltrinelli" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1224078&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788862981118/Il_primo_libro_di_una_mamma/Girino_Giuliana.html?prkw=il%20primo%20libro%20di%20una%20mamma&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=" target="_blank">Il primo libro di Una Mamma</a></strong><a title="La Feltrinelli" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1224078&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788862981118/Il_primo_libro_di_una_mamma/Girino_Giuliana.html?prkw=il%20primo%20libro%20di%20una%20mamma&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=" target="_blank">”</a>, pesa meno di mezzo chilo, è lungo 160 pagine (comprensive di mie foto impresentabili, con delle pance impressionanti), è tutto la mamma e per vederlo potrete recarvi <strong>nella libreria più vicina dal 16 settembre (2010)!</strong></p>
<p>Si tratta delle mia prima opera, ma anche della <strong>prima lettura che dovrebbe avere a portata di mano ogni mamma o aspirante tale</strong>, visto che non parlo solo di bambini, ma anche di ricerca della gravidanza. Dopo le mie figlie, è la mia terza creatura: ha avuto una lunga incubazione ed un parto relativamente facile.</p>
<p><strong>La (prima) presentazione al pubblico sarà il 23 ottobre (2010) alle 18 circa nella Libreria Coop di Piazza Castello a Torino</strong> (la mia città) ed avrà più di una mamma (sono ancora da definirsi le “fortunate”) seduta vicino a me per raccontarvelo, visto che il libro non parla solo della mia maternità, ma anche della vostra: di chi ha commentato i miei post, di chi mi ha scritto in privato, di chi conosco di persona, di tutte le mamme (e i papà) che si riconosceranno nei miei racconti.</p>
<p><span id="more-1607"></span></p>
<p>Non è un manuale con i segreti per diventare “la mamma perfetta”, perché la perfezione non esiste e nessun bambino è uguale all’altro: non credo siano “catalogabili”, come non lo sono le mamme. Ma vi farà rendere conto che <strong>tante altre mamme hanno vissuto ed affrontato situazioni critiche come le difficoltà del restare incinta, i problemi di salute in gravidanza, la depressione post-parto, la gelosia dei primogeniti, le notti insonni, il duro ma inevitabile rientro al lavoro e tanti altri momenti che una donna prima o poi affronterà nella vita.</strong></p>
<p>Perché <strong>quando nasce un bambino nasce anche una mamma</strong> e, nonostante i corsi pre-parto, non si arriva mai abbastanza preparati a quel momento.</p>
<p><strong>E’</strong> <strong>un libro da consultare “in caso di necessità”</strong> per trovare risposte pratiche alle vostre incertezze, viverle con più serenità ed allegria, sdrammatizzando la figura della mamma che si prende troppo sul serio. <strong>Riprende i post migliori di questo sito, seguiti dai vostri commenti (anonimi) più emozionanti e significativi (quindi potreste essere tra i protagonisti del libro),</strong> arricchiti dalle citazioni delle letture che mi hanno maggiormente colpito negli ultimi anni.</p>
<p><strong>Dedicato a tutte le donne che non si chiudono in se’</strong>, ma che cercano in chi hanno vicino, on line o nei libri delle risposte ai propri dubbi, che non si lasciano intimidire dalle difficoltà, che non permettono a mariti o a suoceri di metterle in disparte, perché ho imparato che <strong>bisogna saper ascoltare, confrontarsi con gli altri, condividere quello che si impara ed essere solidali … soprattutto tra mamme!</strong></p>
<p>Scriverei pagine e pagine per parlarvi de “<strong><a title="LaFeltrinelli" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1224078&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788862981118/Il_primo_libro_di_una_mamma/Girino_Giuliana.html?prkw=il%20primo%20libro%20di%20una%20mamma&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=" target="_blank">Il primo libro di Una Mamma</a></strong>”, perché ci tengo tantissimo, ma mi fermo, sperando di ricevere presto qualche commento di chi lo avrà letto. <strong>Ringrazio tutti, perché senza di voi questo libro non esisterebbe!</strong></p>
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		<title>Cercasi neo-papà per trasmissione su RAI 1</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:33:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per un nuovo programma tv su RAI 1, gli autori sono alla ricerca di papà alle prese con il loro &#8220;nuovo arrivato”.
Cerchiamo giovani papà alla prima esperienza e papà sui 50 anni che si ritrovano ad affrontare questo eccezionale momento (anche se per la seconda volta). Possibilmente di Roma o del Lazio.
I papà scelti dal casting dovranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F07%2F02%2Fcercasi-neo-papa-per-trasmissione-su-rai-1%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/07/luca-lulù-bacetto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1467" title="luca lulù bacetto" src="http://www.unamamma.it/files/2010/07/luca-lulù-bacetto-225x300.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a>Per un <strong>nuovo programma tv su RAI 1</strong>, gli autori sono alla ricerca di <strong>papà alle prese con il loro &#8220;nuovo arrivato”.</strong></p>
<p>Cerchiamo <strong>giovani papà alla prima esperienza</strong> e <strong>papà sui 50 anni</strong> che si ritrovano ad affrontare questo eccezionale momento (anche se per la seconda volta). Possibilmente di <strong>Roma o del Lazio</strong>.</p>
<p>I papà scelti dal casting dovranno dare la <strong>disponibilità</strong> (e verranno retribuiti) <strong>per otto puntate</strong>.</p>
<p>Se siete interessati potete scrivere a me <a href="mailto:unamamma@gmail.com">unamamma@gmail.com</a> o contattare <em>Tiziana Orsini</em> alla mail <a href="mailto:o.tiziana@alice.it">o.tiziana@alice.it</a></p>
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		<title>Selezioni Zecchino d&#8217;Oro 2010!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 13:09:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi ricordate il criceto arrivato nella mia famiglia qualche tempo fa? Beh, grazie a lui è stata presa finalmente l&#8217;occasione per  partecipare alle Selezioni dello Zecchino d&#8217;Oro, stamattina a Milano. E&#8217; da un pò che ci frulla in testa questa idea&#8230; mia figlia è molto brava a cantare, l&#8217;anno scorso infatti è stata selezionata per fare da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.unamamma.it%2F2010%2F05%2F28%2Fselezioni-zecchino-doro-2010%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;height:30px;margin-top:5px;"></iframe><p style="text-align: justify"><a href="http://www.unamamma.it/files/2010/05/2908995211_245cf25ee6_t.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1328" title="2908995211_245cf25ee6_t" src="http://www.unamamma.it/files/2010/05/2908995211_245cf25ee6_t.jpg" alt="" width="100" height="78" /></a>Vi ricordate il <strong>criceto</strong> arrivato nella mia famiglia qualche tempo fa? Beh, grazie a lui è stata presa finalmente l&#8217;occasione per  partecipare alle <strong>Selezioni dello Zecchino d&#8217;Oro</strong>, stamattina a <strong>Milano</strong>. E&#8217; da un pò che ci frulla in testa questa idea&#8230; mia figlia è <em>molto brava a cantare</em>, l&#8217;anno scorso infatti è stata selezionata per fare da accompagnamento ad un esperimento musicale legato alla sua scuola. E lo <strong>Zecchino d&#8217;Oro</strong>  è sempre stato uno dei suoi programmi preferiti&#8230; <span id="more-1322"></span></p>
<p style="text-align: justify">Quest&#8217;anno si è buttata, dicendomi lei stessa che voleva parteciparvi&#8230; Che cosa c&#8217;entra però il <strong>criceto</strong>? Tra le canzoni che bisognava decidere di eseguire c&#8217;era proprio la mitica canzone &#8220;<strong>Radio criceto 33</strong>&#8221; di qualche edizione fa e quindi la scelta è stata facile! Ci siamo preparati in fretta e furia, in neanche un mese. E le iscrizioni sono state on line&#8230; Devo dire che non ho mai voluto spingere la cosa, difatti si è preparata velocemente con una insegnante di canto della sua scuola di musica, dove lei suona pianoforte, ma è stato tutto super &#8220;easy&#8221;!</p>
<p style="text-align: justify">Tra l&#8217;altro stamane è andata pure a scuola, proprio per non farle pesare la cosa, perchè in effetti, ieri sera era un pò agitata, e lo ero anch&#8217;io, come ho confessato anche a Giuliana&#8230;. Poi di gran carriera e sempre in ritardo ci siamo recati in <strong>zona Papiniano</strong>, presso la <strong>Parrocchia San Vincenzo in Prato</strong>. Mi aspettavo confusione e caos, ma in realtà non ho trovato nulla di tutto ciò! C&#8217;erano le persone dell&#8217;<strong>Antoniano</strong> e dopo la registrazione abbiamo aspettato il nostro turno&#8230; Devo dire tutto in piena calma con un&#8217; <strong>atmosfera rilassata</strong>. I bambini erano carinissimi. Divisi in piccoli gruppi. E ce ne erano di piccolissimi! Non sembrava di essere neanche ad una <strong>selezione</strong>! La prova è stata fatta a porte chiuse proprio per lo spirito stesso dello <strong>Zecchino</strong> e cioè una <em>trasmissione</em> <em>dedicata esclusivamente ai bambini e senza la presenza &#8220;contaminante&#8221; degli adulti</em>! </p>
<p style="text-align: justify">Mia figlia è uscita tutta sorridente, dicendo che era stato divertente: le hanno dato anche un attestato della sua partecipazione, insieme ad altri piccoli gadgets,  il che l&#8217;ha resa davvero felice! Adesso è a scuola ed è come se avesse fatto una piccola gita &#8220;fuori programma&#8221;! Non so sinceramente come è andata, lo saprò solo domani, ma non ha molto importanza&#8230;Quello che conta è che è stata davvero una bellissima esperienza che mi ha fatto ancora più apprezzare <strong>l&#8217;Antoniano e la bella trasmissione dello Zeccchino</strong>!</p>
<p style="text-align: justify">Ps= naturalmente  vi terrò aggiornati se passerà le selezioni, quindi alla prossima puntata&#8230;!</p>
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