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Contro – Estivill di Sara L.

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Questo post fa parte di una serie di post legati alla discussione sul cosiddetto metodo Estivill spiegato nel libro “Fate la nanna” di E.Estivill e S.de Béjar. Un grazie a Andrea ed a Sara per i loro pareri.

Post introduttivo. Pro o contro Estivill (autore del libro “Fate la nanna”)

Pro – Estivill di Andrea M.

Primo Post su Estivill. “FATE LA NANNA” di E.Estivill e S.de Béjar – Istruzioni per l´uso.

Il libro si propone di insegnare un metodo “infallibile” per far dormire i bambini per tutta la notte e senza l´aiuto dei genitori.

Sono evidenti delle carenze nella documentazione scientifica. Confrontiamo quindi, quanto affermato dall’autore, con dati aggiornati e pubblicati in letteratura su “quanto”, “come” e “dove” dovrebbero dormire i bambini.

Cominciamo da pag. 18, per ammissione degli autori, il 35% dei bambini sotto i 5 anni ha problemi di insonnia. Attenzione, secondo gli autori, ha problemi di insonnia un bimbo che fa resistenza per andare a letto e si sveglia da 3 a 5 volte nel corso della nottata, non che “non dorme” per tutta la notte. Ma quando negli articoli scientifici si parla di “dormire tutta la notte” si indica un periodo di sonno di CINQUE ORE in cui non viene richiesto, da parte del bambino, l’intervento dei genitori per potersi riaddormentare (cfr. W.Sears The Baby Book).

Lo stesso Estivill, in una nota, afferma che due risvegli non dovrebbero destare preoccupazione, ma che si può lo stesso intervenire col “trattamento”.

Un bambino sano e normale ha comunque bisogno di una cura, secondo l’autore.

In seguito, contraddicendosi, afferma: “Compiuti i primi sei-sette mesi di vita, il bambino deve essere in grado di dormire da solo, nella sua stanza e al buio, e senza soluzione di continuità (cioè intorno alle undici o dodici ore filate)” (pag. 19).

In letteratura si trova che, a sei mesi, solo il 16% dei bambini dorme tutta la notte. La metà si risveglia occasionalmente, il 9% si risveglia la maggior parte delle notti, il 5% una volta per notte ed un ulteriore 17% si risveglia da due a otto volte per notte. Inoltre, il 61% dei bambini dorme nella sua stanza, ma di questi, il 15% viene portato nella stanza dei genitori se si risveglia, mentre dormono nella stanza dei genitori il 34% dei bambini di sei mesi (saltuariamente) e regolarmente il 28%. (Sadler S. Sleep: what is normal at six months?).

In generale si può dire che il 50% dei bambini a tre anni si risveglia fino a tre volte per notte e necessita del conforto dei genitori per riprendere il sonno. Questo è legato all’immaturità del sistema nervoso del bambino e non a presunti “vizi”.

Sapere che il proprio bambino ha un comportamento normale, in linea con il suo sviluppo emotivo e fisiologico, potrebbe permettere a molti genitori di affrontare più serenamente il “problema” dei risvegli notturni.

Dopo una piccola spiegazione sui ritmi circadiani, gli autori fanno una piccola digressione sui pasti:

Fin dalla nascita il bambino associa pasto e sonno. Con il passare delle settimane riduce le sei poppate giornaliere a cinque o quattro. Contemporaneamente diminuiscono anche i periodi di sonno diurno, poiché la poppata notturna, la più consistente, gli permette di dormire diverse ore di seguito” (pag. 27)

Il numero delle poppate per un neonato allattato non è assolutamente determinato. L´ OMS-UNICEF raccomandano di allattare a richiesta ciò vuol dire, per un neonato allattato esclusivamente al seno, 8-12 volte nelle 24 ore. Inoltre la prolattina (l´ormone che regola la produzione di latte) viene secreta in maggiore quantità durante la notte, le poppate notturne stimolano quindi la produzione di latte. La composizione stessa del latte umano indica che la nostra specie è fatta per poppate frequenti, anche notturne. Il dormire con il bambino, nello stesso letto o accanto, favorisce il successo dell´allattamento. (cfr. L´arte dell´allattamento materno, edito dalla LLL, Tutte le mamme hanno latte di P.Negri ed. Leone Verde, articoli di McKenna.).

Le affermazioni di Estivill non possono riferirsi ad un bambino allattato al seno, possono invece indurre delle madri poco informate a somministrare al bambino la famosa “aggiunta” di latte artificiale pregiudicando così il successo dell´allattamento materno (come consigliato a pag.47: “L´ultima poppata non lo sazia? (In tal caso dovrete modificare le dosi con la consulenza del pediatra)” .

Ma avendo la natura previsto l’allattamento al seno e non il biberon, quale comportamento deve essere ritenuto normale?

Leggiamo anche la nota 6:” I bambini di oltre sei mesi che non hanno acquisito una buona abitudine al sonno restano di solito insonni a vita” (pag. 115) . Abbiamo già visto come i frequenti risvegli notturni siano assolutamente normali nei lattanti di sei mesi, mentre non vi è una percentuale altrettanto alta di adulti insonni (basta guardarsi intorno). Se quest´affermazione basata sul buon senso non bastasse, uno studio recente effettuato in Svizzera mostra come i risvegli notturni a sei mesi non siano affatto correlati con i risvegli notturni ad un anno (Jenni OG et alt. A longitudinal study of bed sharing and sleep problems among Swiss children in the first 10 years of life”, Pediatrics, 2005 Jan.; 115, p.233-240)

A pag. 42 si legge: “E´ essenziale che, per quanto piccolo, il bambino impari a dormire da solo”. Ed a pagina seguente, oltre a sconsigliare il sonno condiviso, viene affermato che: “Al terzo mese al massimo il piccolo deve essere sistemato nella propria cameretta”, per poi continuare a pag. 44: “(…) nulla vi impedisce di sistemarlo subito nella sua cameretta”. L´indicazione quindi è chiara, non c´è nessun motivo per cui un neonato non possa stare subito, da solo, in camera sua durante la notte.

Ma “dove” dovrebbe dormire un neonato? Uno studio recentissimo, del prof. Mc Kenna afferma che i bambini non dovrebbero mai dormire da soli. Infatti, il dormire con la mamma rappresenta il modo biologicamente più appropriato di sistemazione notturna per gli umani, semplicemente perché, altrimenti, l´allattamento al seno non è facilmente gestibile. Inoltre alcuni studi epidemiologici hanno mostrato come dormire nella stessa stanza ma non nello stesso letto, diminuisca i casi di SIDS del 50% (Mc Kenna et alt. “Why babies should never sleep alone: A review of the co-sleeping controversy in relation to SIDS, bedsharing and breast feeding”, Ped. Resp. Rev, 2005, 5, p.134) . Il picco della morte in culla si ha tra i 2 e i 4 mesi di vita, risulta quindi consigliabile dormire nella stessa stanza con il bambino fino all´anno di vita.

Segue la spiegazione del metodo con tabelle ed orari. E´ interessante notare che in uno studio si sono posti a confronto vari metodi per far dormire i bambini, in particolare uno dei metodi prevedeva la tabella degli orari, l´altro, più semplicemente (o più onestamente) il “lasciarli piangere ad esaurimento”. Entrambi i metodi funzionano allo stesso modo ma, veniva esplicitamente dichiarato, i genitori trovano più “sopportabile” il metodo che fa riferimento alle tabelle.

Come si possa poi consolare un bambino che piange disperato facendo “Cucù” dalla porta è un mistero che Estivill non spiega, limitandosi ad elencare una serie di “non” (non prenderlo in braccio, non cullarlo, non accarezzarlo…).

I numerosi risvegli notturni possono avere cause assolutamente diverse tra loro, trattare ogni problema con un’unica soluzione, per di più imposta “ a forza bruta”, quale conseguenza potrà avere sullo sviluppo del bambino?

Esiste una nota pubblicata da alcuni pediatri australiani sugli effetti dannosi del lasciar piangere i bambini. In particolare si afferma che:

-Il pianto dei bambini è sempre un’indicazione di stress o di disagio emotivo. Non rispondere al pianto dei bambini (ovvero evitare di confortarli) insegna ai bambini a non cercare un conforto emotivo quando sono in una situazione di disagio. Questo vuol dire che perdono fiducia nelle figure parentali.

-Intorno ai sei mesi di vita i bambini sperimentano l’ansia da separazione. Questo vuol dire che devono elaborare il concetto che se la madre (o altra figura parentale di riferimento) si allontana poi ritornerà e loro non verranno lasciati soli. Questo processo di elaborazione può durare diversi mesi, ma è essenziale per il loro equilibrio.

-I bambini normalmente hanno bisogno dei genitori per essere confortati di notte fin circa ai quattro anni (alcuni prima, altri dopo, dipenderà dal bambino).

-I bambini svilupperanno un attaccamento più sicuro quanto più la loro richiesta di conforto e rassicurazione verrà soddisfatta dai genitori.

Rimando ad un articolo pubblicato su UPPA (Un pediatra per amico) per ulteriori informazioni su dove e quanto dovrebbero dormire i bambini.

http://www.uppa.it/uppa/special_issue/27

Per ulteriori approfondimenti:

“Genitori di giorno e di notte “ W. Sears (edito dalla La Leche Legue)

“Facciamo la nanna” Grazie Honegger Fresco ed. Il Leoneverde

“Besame mucho” C. Gonzales ed. Coleman.

I genitori che avessero bisogno di aiutare il proprio bambino a dormire meglio possono fare riferimento alla mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/estivillnograzie/

31 COMMENTS

  1. Direi: un intervento ben articolato nei ragionamenti e negli argomenti, esaustivo e chiaro. I miei complimenti! Abbasso Estivill!

  2. Ho trovato molto documentato l’articolo e le perplessità che solleva su questo “metodo” sono le stesse che ho avuto io, istintivamente… Per me non esiste un metodo, e dovremmo smetterla di cercare un metodo per tutto, dal sonno dei bambini al modo per farli mangiare. Da genitori dovremmo imparare ad accettare sin da subito le loro esigenze, che sono inevitabilmente diverse da quello che magari ci saremmo aspettati.
    Complimenti a chi l’ha scritto

  3. Articolo interessante, ragionato, attendibile. Una intelligente e colta critica costruttiva nei confronti di un libro, troppo facile, troppo sbrigativo, troppo superficiale. Complimenti all’ autrice.

  4. CIAO MI DISPIACE SOLO NON AVERLO LETTO PER LA MIA PRIMA…CON IL SECONDO SONO STATA ISTINTIVAMENTE UN POCHINO MENO “ESTIVILL”, HO SENTITO, HO CERCATO DI ASCOLTARE DI PIU’ IL MIO CUORE DI MAMMA E POI PER FORTUNA IN CAMERA INSIEME ALLA SORELLINA FORSE HA CREATO MENO DANNI PERO’ CON LA PRIMA…DEVO AVERE QUALCHE SENSO DI COLPA? CHE COSA POSSO AVER PROVOCATO? LA GRANDE SE DEVO DIRLA TUTTA QUALCHE BLOCCO CON LE EMOZIONI, CON GLI ALTRI BIMBI SOPRATTUTTO…SI MA NON SO A QUESTO PUNTO SE DARE TUTTA LA COLPA A QUEL METODO…BACI GRAZIE LO STESSO BARBARA

  5. Ciao Barbara,
    no che non devi avere sensi di colpa! questi sono i peggiori consiglieri che ti possano capitare, scacciali subito! I primi figli scontano un po’ la nostra inesperienza, ma hanno noi genitori al 100% di disponibilità. I secondi si trovano la strada un po’ più spianata, ma hanno la nostra disponibilità un po’ ridotta. Alla fine tutto si compensa… e il nostro diventare genitori migliori (passando anche per quelli che in seguito consideriamo “sbagli”) beneficia tutti i figli allo stesso modo.
    Stai serena, un abbraccio, Sara

  6. Ciao!
    Ho un bimbo di 9 mesi e proprio in questi giorni, esausti da 7 risvegli notturni e spesso senza riaddormentamento, abbiamo comperato il libro fate la nanna…
    Devo dire che istintivamente non mi sono sentita di applicarlo, ma ho preso spunto dal libro di T.Hoggs “il linguaggio segreto dei neonati” in cui spiega come essere meno duri ma comunque incisivi.Lo riassumo brevemente: si imposta una routine con orari sempre fissi,prima di andare a nanna si coccola molto il bimbo, lo si allatta per chi lo fa, si cantano le canzoncine,si accarezza etc.
    poi quando il bambino non è ancora completamente addormentato si mette nel lettino di modo che si renda conto di essere lì…poi si esce. Se il bimbo sialza,cosa che fa le prime volte, si rientra e ci si siede vicino a lui facendolo sdraiare di nuovo tutte le volte finchè no si riaddormenta… stanotte ha funzionato,ma il pomeriggio ci metto tantissimo…Sara,tu cosa ne pensi?…Scusa se non è particolareggiato, ma sarebbe troppo lungo spiegare tutte le fasi!

  7. Ciao, io penso che tu faccia benissimo! Ma come mai il pomeriggio
    ci mette tanto? La notte si risveglia meno? In genere ci mettono un po’ a regolarizzarsi… uno o due settimane, ma anche di più, dipende dal bimbo.

    Scusa se rispondo solo ora, ma ero in ferie…cmq se vuoi parlarne meglio puoi farti dare la mia e-mail da unamamma oppure iscriverti a estivillnograzie.
    ciao,

    sara

  8. ciao complimenti per l’articolo esprime tutto quello che istintivamente ho pensato di Estivill ho 2 bambini il primo non è mai stato un dormiglione e mio marito voleva provare il metodo Estivill ma dopo il primo tentativo io mi sono dscisamente opposta ora ha 4 anni dorme nella sua camera e non si sveglia di notte l’altro di 9 mesi invece,di giorno fà ancora 2 riposini di 1 ora e di notte vuole dormire accanto a me e non riesco a metterlo nel suo lettino ho provato anche a farlo addormentare accanto a me e poi spostarlo nel lettino ma lui si sveglia! Io lo allatto ancora e ho allattato anche l’altro per 14 mesi è un’esperienza bellissima. Tornando al mio piccolino come posso abituarlo a stare nel suo lettino di notte?

  9. eccezionale , il commento di Sara
    posso solo aggiungere che estevill dovrebbe essere incriminato con il suo metodo per maltrattamento a bambini e perchè propone un metodo che puo favorire il rischio di SIDS
    é la prima causa per la quale il suo metodo dovrebbe essere condannato
    il sonno solitario é un rischio di Sids
    mi meraviglio che nessuno non abbia già denunciato anche per gli altri motivi , il danno recato al bambino sono immensi e durevoli
    sta arrivando la traduzione italiana di un libro di Willi Maurer : madre e figlio , uno contro l’altro
    poi dopo ne riparliamo dei danni di lasciare un bambino da solo per dormire
    Martine

  10. Care amiche, mi rimetto alla vostra esperienza, perchè io con mia figlia sono troppo poco obiettiva e non riusciamo a trovare la quadra per dormire! Ora vi racconto e chiedo consigli su come comportarci: la mia bimbetta compirà 1 anno tra meno di un mese, è svezzata da quando aveva 7 mesi, mangia normalmente durante il giorno(200 gr latte e 1 biscotto a colazione, pappa con carne/pesce a pranzo, yogurt a merenda, pappa con formaggino o solo verdura a cena, non molta frutta perchè dopo un piattino di pappa è piena), ma di notte fa ancora due “poppate” una verso le 24 e l´altra verso le 5 di 150 gr circa. Ho anche provato a darle la camomilla, ma non funziona. Qualche rara notte è riuscita a fare la seconda verso le 6/6,30, ma non riesco a farle perdere l´abitudine. Alla sera si addormenta beatamente tra le mie braccia e poi sta nel suo lettino in camera con la sorella di 4 anni. Sarà che la mia prima figlia ha iniziato a dormire tutta la notte dai 3 mesi senza più mangiare, ma mi sembra che questa abbia dei ritmi “strani”, cosa ne dite? Baci. Una mamma

  11. Ho letto il libro un po’ di tempo fa e ieri ho deciso che era ora di cominciare ad applicarlo, anche se non alla lettera, per raggiunti limiti fisici di sopportazione. Oggi ho curiosato in rete e sono stupita dalla violenza delle reazioni di molte mamme e papà, non solo qui ma in altri siti. Io sono in linea di massima favorevole, ma ben vengano critiche serie e ragionevoli come quella di Sara. Ma l’incriminazione per maltrattamenti non sarà forse un filino eccessiva? C’è chi ti accusa di essere una madre snaturata che considera il proprio bimbo un robot o un animale senza sentimenti, c’è chi profetizza orribili traumi insanabili e una generazione di futuri repressi che avranno perso ogni guizzo si spontaneità… Non so se Mein Kampf possa vantare detrattori così entusiasti.
    So che questi sono i commenti contro, ma era per rispondere per esempio a Martine. Io non sono un’autorità in materia, ma dico tre cose:
    1) in quanto psicologa dell’età evolutiva credo che i traumi siano ben altri, e non ha nessun senso far venire i sensi di colpa a mamme distrutte dal sonno. Se tu sistematicamente ignori i bisogni di tuo figlio, è vero che ci saranno effetti negativi sullo sviluppo, ma non si sta parlando di questo. Il metodo non prevede di IGNORARE i bisogni, se leggete bene.
    2) come maestra, vedo che spesso il malessere di bambini nervosi, arrabbiati e agitati è legato più facilmente a educazioni molto lassiste. Non voglio generalizzare, ma la mia percezione è spesso questa.
    3) come mamma, tutta la mia ammirazione va a quelle mamme che per anni non dormono e riescono a vivere lo stesso, ma io non ce la faccio. E’logico che vorrei che il sonno regolare venisse spontaneamente, senza addestramenti, ma non viene. Sto provando anche questa, e non mi sento un mostro.
    Scusate la lunghezza e complimenti a Sara.
    Susanna

  12. Ciao Susanna, ti ringrazio per il tuo messaggio. Perchè non ci viene a trovare su estivillnograzie prima di applicare estivill? magari insieme troviamo una soluzione (non prometto miracoli però).
    Ciao,
    sara

  13. ciao a tutte, io personalmente non sapevo nulla di questo estivill fino ad oggi. il mio bambino ha 19 mesi e io non riesco a metterlo a nanna se non con il biberon! premetto che durante il giono usa bicchiere tazza o bottiglia per bere ma per fare la nanna sente la necessità del biberon. io sono stufa perchè vorrei che il piccolo iniziasse a dormire senza. il ciuccio non lo prende da quando aveva 3 mesi lho allattato al seno fino ai 7mesi!mangia da solo e di tutto non è molto capriccioso che altro devo dirvi…è proprio bravo il mio riccardo!ah!ho quasi 22 anni quindi molti potranno pensare che io non sia brava a fare la mamma nonostante lui sia sano robusto intelligente sveglio e persino educato!ricevo un sacco di complimenti. non sono una mamma apprensiva. riccardo sà che c’è un momento per giocare per mangiare per dormire. è sveglio e perciò lo tratto da tale. lo sgrido lo abbraccio lo coccolo.che altro dire cosa devo fare!????grazie della disponibilità virginia

  14. Ciao Virginia,
    perchè pensi che metterlo a nanna con il biberon sia un “problema”? Lui si sveglia di notte o fa tutta una tirata?
    Un saluto,
    sara

  15. cara sara il mio piccolo non sempre dorme filato tutta la notte dipende! molto spesso però io o mio marito ci dobbiamo alzare per dargli il biberon che magari ha perso o rifarlo quando succhia a vuoto!capisci che diventa snervante!io personalmente non voglio che mio figlio stia in camera nostra e tantomeno nel nostro letto quindi riccardo è in camera sua da quando aveva 3,4 mesi!l ho allattato al seno fino al 7°mese quando mi sono resa conto che aveva solo bisogno della tetta per dormire visto che per quanto riguardava il mangiare è sempre stato, e lo è ancora, una buona forchetta!

  16. ti chiedo scusa se non rispondo subito ma il computer con internet ce l ho solo da mia suocera!ti ringrazio comunque per avermi risposto. attendo con impaziena una tua risposta grazia ancora

  17. Ciao Virginia,
    volevo chiederti se hai mai provato ad addormentare (o riaddormentare) tuo figlio senza biberon, magari cullandolo un po’ e stando vicino a lui…
    Un’altra cosa che potresti fare è diluire o diminuire gradualmente la quantità di latte e/o camomilla nell’arco di 10-15 giorni dovresti eliminarla del tutto.
    Però non è detto che questo risolva il problema dei risvegli, perchè è normale che i bimbi si risveglino qualche vlta durante la notte (e se non sbaglio tua figlia non si sveglia tutte le notti, quindi siete sulla buona strada!).
    Io credo che così come stiamo vicini a loro quando imparano a camminare, mangiare da soli o a stare senza pannolino dovremmo mettere in conto anche il fatto di confortarli di notte quando si risvegliano. Magari bada di creare le condizioni perchè lui sia rilassato e sereno prima di addormentarsi, questo lo aiuterà senz’altro a riposare meglio.
    ciao,
    sara

  18. grazie dei consigli sicuramente li metterò in pratica!vi farò sapere come vanno le cose al più preto!un bacio grande !

  19. Ciao sono una mamma 40enne di Emma che ha quasi 9 mesi, solare e serena tanto da lasciare tutti stupiti dai sorrisi che regala.il libro di Estivill mi è stato presentato subito da altre mamme di mia conoscenza come un metodo infallibile messo in pratica con successo. Come è normale io me lo sono letto tutto d’un fiato cercando di riproporre seppur non alla lettera i consigli riportati.Come i secondi/minuti che via via dovevano aumentare prima di entrare in camera per confortare la piccola mi avevano dato l’impressione di una tabella di marcia così rigida priva di qualsiasi elemento emozionale che mi ha fatto desistere dal praticarlo. Così piano piano ho cominciato a fare tutto ciò che nel libro è sconsigliato compreso cullare Emma prima di dormire, per la felicità mia di saperla vicino e spero anche sua. Ma negli ultimi tempi, la notte che prima trascorreva piuttosto tranquilla ora non lo è più, non so se sono i denti, il caldo, la sua normale evoluzione nella crescita, ma Emma spesso si agita, non si sveglia,quindi non c’è bisogno di cullarla di nuovo, ma sembra piangere, lamentarsi nel sonno. Che già sogni?? Mah! io accorro e spesso basta farmi sentire mentre le sussurro frasi per calmarla eppure mi resta il pensiero che sia “triste”;oppure sono solo i loro normali versetti??.Grazie intanto per avermi letto e per il lavoro che fai. Ciao

  20. Ciao lori,
    i bambini hanno spesso un sonno un po’ agitato, e fanno dei versetti senza che questo voglia dire che sono svegli ed hanno bisogno di noi, però se si calma quando vai forse vuol dire che effettivamente aveva bisogno di te…Insomma, bisogna mettersi un po’ in ascolto… Certo, avere caldo e dentini che spuntano non aiuta a stare rilassati di notte, ma sono fasi che passano presto… magari adesso va già meglio 😉
    ciao!
    sara

  21. Ciao,
    sto leggendo “Facciamo la nanna” dopo aver partecipato ad una serie di incontri sulla genitorialità ed averne scoperto l’esistenza. Così, dopo essere stata una grande sostenitrice di “Fate la nanna”, ora vivo un profondo senso di colpa, ma sento anche il bisogno di dirvi che c’è dell’altro. Ho applicato il metodo al 7° mese di Anna, quando avevo ripreso il lavoro e lei ormai non solo dormiva nel lettone ma si svegliava ad ogni mio minimo movimento, perciò dovevo tenerla in braccio tutta la notte. Aggiungo che non potevo contare sulla tetta consolatoria perché il latte, oltre a non essere nutriente fin da subito mi è andato via del tutto al 3° mese e Anna non ha il papà quindi me la gestivo io per tutta la notte. A me è servito fare ordine, usare la tabella e non provare più la “nausea da sonno”, riuscendo così ad avere giornate più serene sia al lavoro che con lei e non mi sono sentita snaturata. La cosa che non mi piace di “Facciamo la nanna” è il tono denigratorio, quello che poi si rifiuta verso i bambini. Ho letto solo fino a pag. 57, ma ciò che vorrei trasparisse è: quando nasce un bambino, nasce anche una coppia di genitori con i loro bisogni (per non parlare di ansie e insicurezze)… forse Estevill ha visto solo questi ultimi… Ma io no, anche se tra le righe mi pare di cogliere questo verso che applica il “trattamento”.
    Miriam

  22. Ciao, volevo innanzitutto ringraziare Sara per avermi risposto e dirle che ora va decisamente meglio con Emma, ma volevo anche rispondere e rincuorare MIRIAM perchè anch’io sono stata colta dal senso di colpa, non solo per la nanna, ma anche per la pappa, i giochi le carezze…, e da fervente sostenitrice del metodo Estivill e di altri metodi affini, messi peraltro in pratica con fatica, ma con successo, mi sono convertita all’istinto mio e soprattutto di mia figlia. Ti dirò di più. Lasciando la bimba ai miei genitori prestissimo, 4 mesi, perchè obbligata al rientro lavorativo puntulmente litigavo perchè la tenevano troppo in braccio e la cullavano per farla dormire. Che stress!! Dopo aver incontrato questo sito, letto tutte le opinioni di pro e contro-estivill ho capito che per quanto stanche e rincoglionite il giorno dopo, e credimi ne ho passati di giorni no,il loro bisogno di averci vicine è primordiale, necessario, atavico. Visto che come me sei una divoratrice di libri di puericultura ti consiglio con tutto il cuore di leggere il testo di Carlos Gonzales “Besame mucho”. Un libro illuminante,in difesa del bambino,non propone metodi, ma mi ha fatto capire tante cose di mia figlia e del perchè a volte si comporta in un certo modo. Il senso di colpa per come mi sono comportata nei primi mesi è rimasto , ma la strada per poter riparare a questi errori fatti in buona fede è ancora lunga, ma meno tortuosa.Ciao. Lori

  23. ciao
    io ho sempre tenuto la mia bimba prima nel lettone e poi a partire dai 10 mesi nel suo letto accanto al mio. Ora ha quasi tre anni e si muove molto la notte disturbandomi, cosi’ ho deciso di metterle il letto in cameretta, lei ha reagito benissimo, vuole solo le carezze per addormentarsi e poi non mi hai mai chiamata (ho provato ieri notte), ma il problema ce l’ho io!!!Mi sono pentita della mia decisione, mi manca tanto e vorrei averla vicino a me, da ieri non riesco piu’ a dormire senza averla accanto….Secondo voi come posso risolvere questa situazione?Qualcuna c’è passata?

  24. Paola, penso che sia normalissimo quello che provi, in fondo il tuo cuore di mamma batte forte forte! Non devi fare altro che aspettare un pò di tempo e vedere soprattutto che la tua bimba dorme tranquilla nel suo lettino! Ciaooo

  25. li ho letti tutti, ultimo non ancora applicato quello di sara. estivill l’ho provato ma non fa per me lasciar piangere alice alla disperazione quando i suoi occhi implorano un abbraccio. in braccio dorme benissimo, nel lettino no, nel lettone abbastanza bene. il problema credo di essere io, poco autoritaria (solo con lei!), presa dai sensi di colpa per aver ripreso dopo 20 giorni a lavorare, incline a crescerla a baci e coccole, tanto che con me è un’autentica “cozza” mentre con la nonna che la cura durante il giorno le sue abitudini sono radicalmente diverse! cosa fare??? barcollo ma non mollo ma ogni tanto “sclero” e poi i sensi di colpa perchè me la prendo con lei per colpe mie aumentano…
    forse davvero devo fare un piano d’azione e obiettivi raggiungibili, ma non so da che parte iniziare, c’è talmente tanto lavoro da fare (di notte e di giorno purtroppo…)

  26. Paola, calma!!! Pensa a come comportari tu con la tua bimba, deve capire che con i nonni è “un mondo a se'”! Sei tu a doverla educare, anche per quanto riguarda la nanna! I sensi di colpa esistono, soprattutto nelle mamme lavoratrici, ma non le lasciamo tutto il giorno per andare a fare shopping!!! Ci vuole fermezza e dolcezza nello stesso tempo, provaci!!!

  27. Paola, se posso darti un consiglio inizia cercando di mettere a tacere, per quanto possibile, i tuoi sensi di colpa. Non sono mai dei buoni consiglieri 😉
    Tua figlia con te è “cozza”.. tua figlia è sana! evviva!! vuole la mamma perchè la mamma è VITA. Vedrai che riuscirai a trovare anche la tua strada per una nanna serena… te lo auguro di cuore! ciao, sara

  28. Ciao sono Elisa,
    mamma di Mattia 13 mesi e incinta del secondo che arriverà i primi di settembre. Da un paio di gg si sveglia la notte piangendo,vuole essere preso in braccio, si calma solo con me e non con il papà e vuole essere portato nel lettone. Premetto ha sempre dormito e addormentato da solo da quando aveva quattro mesi, non sentirà l’arrivo del fratellino? Non so cosa fare… ciao ciao!!!!

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