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Quando l’albero di Natale non si fa più insieme

La nuova sfida natalizia

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Capita, a un certo punto, che l’albero di Natale condiviso in famiglia diventi un ricordo dolceamaro di tempi passati. Con gli adolescenti, quell’energia magica e genuina si trasforma spesso in un’alzata di spalle o in un “ma perché dobbiamo farlo?” pronunciato con quel tono che solo loro sanno mimare alla perfezione. Lo stesso di quando ti dicono “ma ho già apparecchiato la settimana scorsa“.

Non arrabbiatevi: è del tutto normale. Per un adolescente, l’albero non è più solo addobbo, è un simbolo di legami che cambiano, di emozioni che evolvono, di spazi personalissimi che vanno rispettati. Fare insieme l’albero, insomma, può diventare un passo più difficile perché significa un po’ rinunciare a quell’indipendenza che stanno faticosamente conquistando.

Come affrontare questa nuova realtà? Prima di tutto accettando che non si tratta di un rifiuto del Natale, ma di un modo diverso di viverlo.

Ecco qualche spunto per convivere con questa nuova stagione:

Nessun obbligo: l’albero può essere fatto da chi vuole, in modo semplice o addirittura minimale, magari trasformandolo in una decorazione alternativa (si può fare perfino un albero di libri o di luci!

Spazi personalizzati: perché non lasciare a ogni membro della famiglia una piccola area “sua” da decorare, anche senza l’albero tradizionale.

Nuove tradizioni: inventate riti natalizi che coinvolgano gli adolescenti, come cene coi loro piatti preferiti o un calendario dell’Avvento da “adulto”.

Detto questo, se il cuore ancora vi spinge verso un albero “vecchio stile”, provate a trasformare il momento: meno patemi, più ironia e leggerezza, perché magari il vero regalo è anche imparare a lasciar andare qualche tradizione per far spazio alla magia che cambia insieme ai figli.

In fondo, il Natale con gli adolescenti è un po’ come il loro umore: imprevedibile, a volte silenzioso, ma non meno pieno di vita.

1 COMMENT

  1. Quale conforto nelle tue parole! Passato da un pezzo il fatidico 8 dicembre, mio figlio ha esclamato “…eh ormai l’albero non si fa più!”.
    Mi spiace ammettere uno scarso, quasi inesistente interesse, per quello che per me, per la mia generazione, ha rappresentato un rito da vivere in condivisione. Ma forse è proprio un modo di vivere diversamente il Natale. Buone feste!
    Sabrina

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