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Archivio di Novembre 2006

30/11/06

Troppe medicine ai bambini!

borsa medicoSu La Repubblica di qualche giorno fa ho letto che, malgrado i consigli del padre della pediatria americana Abraham Jacobi, che ribadiva la grande differenza tra adulti e bambini e l’importanza di avere farmaci studiati esclusivamente per i più piccoli, ogni anno ai bimbi italiani viene prescritta una mole di medicinali per curare disturbi spesso risolvibili spontaneamente.

Si tratta, quindi, di abuso o di uso non appropriato di farmaci che porta, come conseguenze, reazioni allergiche, diarrea, nausea, vomito, tremore, ma anche effetti più preoccupanti.

Sono pochi in realtà i farmaci sperimentati nei bambini: circa il 30 per cento di quelli normalmente in uso in pediatria e di molti farmaci, inoltre, si potrebbe anche fare a meno, perché le malattie che curano guarirebbero da sole.

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20/11/06

Il cordone ombelicale

mamma bimboIn sala parto, dopo i primi vagiti, al neonato viene reciso il cordone ombelicale. L´ostetrica lo annoda a pochi centimetri dalla sua pancia (circa 3-5 cm) e lo taglia con forbici speciali. Con il taglio del cordone cessa la dipendenza totale del piccolo dalla madre e d´ora in poi dovrà andare avanti da solo: respirare, succhiare, deglutire.

Ciò che rimane del cordone è detto moncone ombelicale e subisce da subito un processo di disseccamento iniziando ad assumere un colore nero ed un aspetto avvizzito, per arrivare poi al definitivo distaccamento.

In genere il moncone cade spontaneamente fra il 7° e il 14° giorno di vita, ma può cadere già in ospedale o dopo un mese, per esempio quello della mia bimba è durato solo 4 giorni. Dopo la caduta del cordone,al suo posto rimane una cicatrice che prende il nome di ombelico e che impiega dai due agli otto giorni a cicatrizzarsi completamente.

Durante questo processo è molto importante praticare un´adeguata medicazione del moncone ombelicale per accelerare i tempi di caduta ed evitare la comparsa di infiammazioni o di infezioni.

Sembra un’operazione complicata e può provocare il pianto del bambino, ma non è difficile, basta seguire le istruzioni:

# Preparate sul fasciatoio tutto l´occorrente: garze sterili, retine tubolari e disinfettante. Come disinfettante consiglio le comode confezioni spray che contengono principi attivi che favoriscono la cicatrizzazione.

# Dopo aver lavato le mani con acqua e sapone, usare una garza sterile imbevuta di disinfettante per pulire l´attaccatura del moncone ombelicale. E´ sconsigliato l´uso di cotone idrofilo per non lasciare qualche residuo attaccato alla ferita. Con una mano alzare il cordone e con l´altra passare la garza su tutto il moncone, quindi asciugare accuratamente con una garza pulita.

# Con una nuova garza avvolgere il cordone compiendo più giri, in modo da assicurare la massima protezione al moncone. Prendere un´altra garza e, senza piegarla, porla con cura sopra il cordone avvolto.

# Per fissare la medicazione all´addome del piccolo, utilizzare una retina elastica tubolare, tagliata precedentemente all´altezza di circa 5 centimetri, facendola passare dalle gambe del neonato e allargandola poi con le mani per tenere fermo il tutto fino alla prossima medicazione.

# Mettere il pannolino, facendo attenzione che non stringa troppo sulla medicazione e rivestire il piccolo.

# Una volta caduto il moncone ombelicale, per quanto riguarda la cura della ferita ombelicale, sarà sufficiente passarvi sopra una garza imbevuta di disinfettante e, dopo che si è asciugata, coprirla con una garza asciutta che la separi dal pannolino.

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15/11/06

Come si fa ad ottenere la maternità anticipata?

maternità anticipata burocraziaSono alla 14esima settimana di gravidanza e, dopo la quinta settimana di mutua, causa distacco parziale della placenta e minaccia d’aborto in corso, il mio ufficio del personale mi ha consigliato di richiedere la maternità anticipata, per non far risultare troppi giorni di mutua consecutivi.

Mi è sembrata una pensata gentile da parte loro, quindi ho chiesto cos’avrei dovuto fare per avere i documenti ed ho subito capito che non ne avevano idea, anzi, qualche vaga idea ce l’avevano ma ho ricevuto risposte tipo “Quando sono andata in maternità io…” che, per carità, ben vengano le esperienze personali, ma ero in linea con una signora vicina alla pensione…magari le leggi sono cambiate nel frattempo?! O no??

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08/11/06

Una mamma è una donna realizzata?

un posto nel mondoHo appena finito di leggere “Un posto nel mondo” di Fabio Volo, il suo terzo libro. Attore, conduttore de “Il volo del mattino” su Radio Deejay, ex Iena su Italia 1. Una capacità di descrivere i sentimenti in modo schietto ed altrettanto profondo.
Secondo il mio giudizio è un bel libro che ha il pregio di guidarti in un percorso di introspezione verso e dentro te stesso.

“Tu hai un sogno (…) una cosa che vuoi o volevi fare?” le ha chiesto Federico.
“Si, uno ce l’ho. E’ quello di farmi un giorno una famiglia.” risponde Francesca.
“Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno. Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono. Come ha fatto mia madre: non mi ha mai visto come una persona con i suoi desideri, i suoi tempi, i suoi gusti. Spesso la famiglia diventa il rifugio di chi non è riuscito a fare altro.”
Questo è uno dei tanti dialoghi che intrecciano due dei tre protagonisti del libro.

Questa risposta lascia Francesca decisamente spiazzata: di solito quando c’è di mezzo l’argomento famiglia/figli nessuno ribatte, perchè la famiglia è importante per tutti. Con questa risposta non si era mai trovata impreparata ed era sempre riuscita a zittire i più curiosi. E, tra l’altro, è la risposta che ho sempre adottato anch’io…! Pensate come ci sono rimasta!!

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05/11/06

Primi freddi. Cosa fare per il raffreddore del vostro bambino.

raffreddoreIl naso costituisce un importante filtro naturale per l’organismo: consente, infatti, a differenza di quando respiriamo con la bocca, di filtrare l’aria, trattenendo nel muco nasale le impurità, i virus ed i batteri presenti nell’ambiente. Nello stesso tempo, le cavità nasali permettono all´aria inalata di riscaldarsi ed umidificarsi raggiungendo un’umidità ed una temperatura ottimale, soprattutto quando fuori il clima è freddo e secco.

Un’infezione delle vie nasali può, nel lattante e nel bambino piccolo, non ancora capaci di soffiarsi il naso, causare problemi più o meno seri.

Il classico raffreddore
è una malattia di origine virale che colpisce le vie respiratorie superiori, provocando un’infiammazione della mucosa nasale. Esistono almeno 200 virus responsabili del problema ed è normale che un bimbo che frequenti l’asilo nido o la scuola materna possa avere il naso che cola o il naso chiuso molto frequentemente.

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03/11/06

Convegno “Non solo madre. Non sola.”

melograno

Ogni volta che appare la notizia di una madre che compie un gesto di violenza estrema sul proprio bambino ci troviamo di fronte al dolore di una donna che stentiamo a comprendere.

Non è solo la tragica fine del bambino ad impressionarci, ma la contraddizione rispetto alla rappresentazione oggi predominante della maternità: un evento felice, dolce, molto idealizzato, in cui non risultano visibili fragilità, sofferenze, fatiche e conflitti.

Sono le madri, che in qualche modo riconoscono il senso di disperazione che ha guidato il terribile gesto, a rimanere più spaventate di fronte a queste notizie di cronaca. Uno spavento che nasce dal sentirsi per un attimo vicine a quella donna, dal riaffiorare di sentimenti ed emozioni provate dopo la nascita del proprio figlio, non ascoltate, non riconosciute, soffocate, ma mai del tutto dimenticate.

Rimane una parte nascosta ed inconfessata della maternità, che non ha spazio in una società in cui sono prevalenti approcci medicalizzati al parto e sono sottaciuti altri aspetti, legati alle emozioni, ai vissuti, alle contraddizioni, alle paure.

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