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Mangiocando

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Mangiocando (Salani Ed. 164 pag – 11,00 euro) è un vero manuale sull´alimentazione (spero che l’autrice sia d’accordo con questa definizione!) che insegna che non siamo quello che mangiamo, ma soprattutto che siamo il risultato di come mangiamo, perché l´approccio al cibo, ovvero i nostri comportamenti alimentari, parlano di noi.

Il gioco è una faccenda seria per i bambini, giocare è crescere, per loro il gioco non è passatempo, ma un lavoro, piacevole ma impegnativo e giocando in cucina con loro possiamo guidarli in modo naturale verso una dieta sana e serena.

La cucina di casa è un punto di riferimento sensoriale: come il neonato riconosce l´odore della sua mamma tra mille, così l´adulto riconosce l´odore della cucina di casa tra mille. Cucinando si celebrano i momenti di gioia e si possono attutire quelli di angoscia: quando non si ha la forza di parlare, per la stanchezza o per la disperazione, con un piatto si può infondere amore, fiducia, coraggio.

Lo scopo di Mangiocandoconsiste nello sfruttare il gioco per far esplorare il mondo degli alimenti, far divertire i bimbi con il cibo per rendere piacevole e coinvolgente il pasto. Gli obiettivi sono: stare insieme, condividere compiti, trasmettere valori per avviare i bimbi ad avere un rapporto sano col cibo.

Cucinare facendoci aiutare dai nostri figli potremo passare più tempo insieme, chiedendo loro di collaborare alla preparazione del pasto, assegnando mansioni adeguate all´età. Bisognerà conquistarli inventando storie riguardo gli alimenti, insegnare che il cibo e chi l´ha cucinato meritano rispetto, portandoli dall´avere rispetto del cibo ad avere rispetto delle persone.

Questo libro mette una gran voglia di stare tutti insieme intorno ad una tavola, cosa che oramai è quasi fantascienza nelle famiglie di oggi, visto che gli orari di lavoro portano spesso le famiglie a mangiare “a turni” come sulle navi da crociera.

A casa mia ho imparato a mangiare al primo turno, quello delle 19, con le mie bambine: prima di tutto perché mi fa piacere mangiare insieme a loro e voglio che abbiano l´abitudine di riunirsi alla sera per condividere del tempo insieme, secondo perché se dovessi aspettare mio marito finirei spesso per saltare la cena, visto che rientra dall´ufficio a degli orari assurdi!

Nel primo capitolo Patrizia Bollo dà fondamentali consigli per scegliere le materie prime migliori, per cucinarle nel modo più sano, per strutturare i pasti, per prevenire o arginare le cattive abitudini alimentari.

Da segnarsi “le fantastiche quattro”: regole indispensabili per tutelare la salute. Prendi un 5: ogni giorno consumare 5 porzioni di frutta e verdura; salta la corda: è consigliata almeno un´ora di attività fisica 5 giorni alla settimana (sport o gioco); non saltare i pasti: farne 4 al giorno; cambia sempre: mangiare cibi diversi.

Nel secondo capitolo troviamo i consigli dietetici, dove la Bollo ci insegna che tutti i bambini vorrebbero dettare le regole, ma che nello stesso tempo cercano un adulto che dia loro dei limiti; quindi i genitori che amano i propri figli ed hanno a cuore la loro salute devono imparare a dire di no, ma anche saper concedere qualche eccezione che verrà sicuramente gradita.

La scrittrice ricorda di non usare il cibo per zittire, punire o ricompensare e fa notare come, dopo otto ore di scuola i bambini siano stanchi ed irritabili e che, a seconda del carattere, hanno bisogno di scaricarsi con un pianto liberatorio, con un capriccio o basterebbe anche solo un abbraccio, non hanno la necessità di essere imbottiti di cibo/merenda spazzatura per alleggerire i genitori dai sensi di colpa, magari i nostri figli hanno solo voglia di correre per sfogarsi, o di rilassarsi leggendo un libretto o facendo un bel bagno…

Il capitolo più “prezioso” è sicuramente quello dedicato ai bambini più impegnativi, suddivisi in categoria a seconda dell´approccio al cibo e con un vademecum di consigli sugli errori da evitare ed i trucchi da utilizzare. I mangioni non destinati a diventare obesi, ma forse più predisposti; gli inappetenti, da nutrire con tanti piccoli spuntini; gli schizzinosi, che imparano ad esserlo “grazie” ai genitori; quelli che odiano le verdure; quelli da aperitivo, in perenne movimento che mangerebbero in piedi, con le mani, velocemente; per concludere con quelli da digestivo, che non si alzerebbero mai da tavola, continuando ad ingurgitare di tutto.

Molto divertente il capitolo sui luoghi del cibo: mi sono ritrovata nella figura della mamma al supermercato il cui obiettivo è di terminare la spesa riportando a casa tutta la discendenza! Anche dei buffet il quadro è grottesco, con l’immagine dell´uomo che ritorna all´istinto primordiale che lo portava in condizione di abbondanza di cibo ad assumerne più che poteva per sopportare poi lunghi giorni di penuria.

La dietista suggerisce di coinvolgere i bambini nella spesa, che, oltretutto, vedendo frutta e verdura così ben esposta, potrebbero tornare a casa incuriositi ed invogliati a mangiarla.

Per quanto riguarda la mensa scolastica, sia i genitori sia le maestre dovrebbero avere un atteggiamento positivo nei confronti del servizio per invogliare i bambini a mangiare volentieri.

La dietista sconsiglia assolutamente di mangiare davanti alla tv, che ipnotizza, favorisce sovrappeso e obesità ed induce a mangiare senza rendersene conto tutto quello che capita e dedica l´ultima parte del libro ad una serie di giochi molto coinvolgenti che aiuteranno i nostri figli ad interessarsi a quello che mangiano.

Credo che Mangiocando sia un libro da leggere con grande attenzione per memorizzare tutti gli insegnamenti che Patrizia Bollo sintetizza in 160 pagine, con molti esempi e non risparmiando qualche battuta qua e là per alleggerire il tono del “racconto”. Io li sto mettendo in atto con le mie bimbe e devo dire che stanno funzionando, … quindi buona lettura!

7 COMMENTS

  1. sono una mamma di tre bambine delle quali, due sono intolleranti a una miriade di alimenti:pomodoro, formaggi freschi, coloranti e conservanti, albume dell’uovo,cioccolata,pesce,legumi e tante altre cosette. La situazione e’ molto complicata per me che confeziono biscotti, dolci,sughi e quant’altro possa far loro cambiare sapore e rallegrare l’ora dei pasti gia’ di per se un po’ triste. La situazione a scuola e’ catastrofica perche’ la mensa si limita ad eliminare la quantita’ di cibi che non gli vanno bene, fermo restando il menu’ base. Risultato: pasta all’olio e carne ai ferri tutti i giorni. Non e’ sinceramente facile, e a volte sono un po’ demoralizzata.Cosa potrei fare per rendere i menu’ piu’ appetitosi? E soprattutto con cosa si puo’ sostituire il pomodoro? Passeranno mai queste intolleranze? Vorrei tanto una risposta, grazie fin da ora a chi mi dara’ un consiglio. Ciao, Claudia

  2. Ciao Claudia, ho diverse amiche con bimbi che hanno problemi di intolleranza. Quello che so, é che i medici hanno detto che qs. problemi potrebbero attenuarsi se non addirittura sparire con il passare degli anni… So che non é facile ma sono diventate bravissime a cucinare cibi alternativi! Inoltre hanno molto appoggio dai medici che seguono i loro figli! Le tue bimbe che età hanno? Sono seguite da un allergologo, vero? Potresti chiedere a lui se conosce, nella tua città, un’associazione che tratta casi come questi per confrontarsi anche con altre famiglie nella tua situazione. Fammi sapere. Ciao

  3. Cara Claudia, mi inserisco volentieri in questo scambio di consigli, tra l’altro si tratta di un argomento che mi sta particolarmente a cuore, tanto da essere il tema del mio ultimo libro. Le allergie e le intolleranze alimentari sono uno dei campi della medicina più a “rischio di confusione” per i pazienti e i loro familiari, sia nel senso che intorno a questi temi si è sviluppata una vera giungla di cattiva informazione entro la quale è difficile per tutti districarsi, sia perchè una volta che si è giunti a una diagnosi certa della patologia non è per nulla semplice gestire la relativa dietoterapia, specie quando si tratta di bambini. Questa premessa per arrivare a dire che comprendo bene le tue difficoltà e il tuo sconforto. L’aspetto più delicato della dietorapia delle allergie e intolleranze alimentari è proprio quello di riuscire a elaborare dei menu bilanciati che escludano gli alimenti causa di reazione, ma che al tempo stesso siano gradevoli, vari e apportino tutti i principi nutritivi di cui l’organismo necessita, e nel caso di un organismo in crescita la definizione di tali fabbisogni deve essere ancor più precisa e accurata, per favorirne il regolare sviluppo.
    Per questo motivo la dieta per un bambino allergico o intollerante deve essere stabilita in modo estremamente personalizzato, conoscendo tutto il quadro clinico nonchè i gusti e le preferenze del piccolo. Chi può fare questo è solo un dietista, esperto, sulla base della diagnosi e della prescrizione dietoterapeutica espresse dal medico allergologo che, sottolineo, è l’unico specialista che può formulare una autentica diagnosi di allergia o intolleranza alimentari. Entrando nel merito del caso delle tue bimbe, ti consiglio dunque di chiedere all’allergologo che le segue di indicarti un dietista di sua fiducia che possa aiutarti a migliorare la qualità della dieta delle piccole, dopo un’attenta anamnesi alimentare e dopo averne approfondito direttamente i gusti e i “disgusti”. Le intolleranze alimentari col tempo potrebbero anche risolversi, ma anche su questo aspetto è solo l’allergologo che conosce i casi specifici e i quadri clinici a poter esprimere un parere autorevole. Per quel che riguarda invece il menu scolastico, in tutte le scuole, pubbliche e private, è possibile richiedere un menu dietetico personalizzato e bilanciato sulla base, anche qui, del certificato del medico specialista recante la diagnosi e la dietoterapia prevista. Potresti rivolgerti agli uffici competenti della ASL che vigilano sulla refezione scolastica qualora questo diritto delle tue bimbe non venisse rispettato e soddisfatto.
    Spero di esserti stata utile e, mi raccomando, non ti demoralizzare, ché una mamma pimpante è l’ingrediente principale per ottenere pasti appetitosi e allegri. Parola di mamma.

  4. come mamma apprensiva sull’alimentazione dei figli ho di recente scoperto un modo sano per uscire ed essere certi che anche i bimbi possano nutrirsi in modo nutriente. Le Cesarine. Cucina tipica preparata secondo ricette tradizionali..

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