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Mai usato Facebook per “controllare” i vostri figli?

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Facebook è un sito di social networking nato nel 2004 per mettere in contatto tra loro gli studenti universitari, grazie alla mente di Mark Zuckerberg, che all’epoca aveva solo diciannove anni, e che mai più avrebbe pensato di creare uno “strumento investigativo” che consentisse ai genitori di “supervisionare” la vita dei propri figli?

Fino a non molto tempo fa i siti come Facebook erano popolati unicamente da giovani e giovanissimi, ma nell’ultimo anno molti genitori di adolescenti si sono registrati, hanno creato il loro profilo ed hanno mandato la richiesta di “amicizia” ai propri figli e ai loro amici. Tuttociò per comunicare meglio con la prole, ma anche per “tenerla sotto controllo” o per proteggerla dai tentativi di adescamento di eventuali persone sospette. Negli ultimi 12 mesi il numero degli iscritti tra i 35 ed i 54 anni è più che triplicato. Gli utenti creano profili con foto ed interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici e fanno parte di gruppi di amici. Così i genitori iscritti riescono a sapere di cosa parlano i figli con i loro amici, a vedere le foto delle feste alle quali partecipano, le immagini delle loro vacanze, ma parecchi ragazzi non sanno come reagire quando ricevono la richiesta di “amicizia” di padri e madri. Molti la considerano un’intrusione nella privacy, invece per tanti altri si tratta di un modo come un altro per rimanere in contatto: tutto dipende dalla qualità dei rapporti tra genitori e figli. Esistono, infatti, anche i figli che invitano i genitori su Facebook, che spiegano loro come costruire le loro pagine personali, come inserire le foto ed aggiungere commenti. Molti genitori sostengono di avere spesso conversazioni telematiche con i propri figli e ne sono convinta perchè anche a me succede con mio marito: capita di riuscire a comunicare molto più facilmente via mail o sms piuttosto che a voce, visto che quando ci vediamo le nostre bimbe hanno sempre la precedenza, e non nego di “controllare” la lista dei suoi amici su Facebook e di bacchettarlo se il numero delle donne presenti supera quello degli uomini….Facebook resta sicuramente il mezzo migliore per restare in contatto con persone che vivono lontano da noi, ideale per chi ha i figli che studiano in altri paesi.Il consiglio che dò alle mamme ed ai papà ( … e a volte anche alle mogli o ai mariti) è di tenere a freno la curiosità e, nonostante al giorno d’oggi ci siano molti modi per intrufolarsi nella vita dei propri figli (… o coniugi), cerchiamo di non violare la loro privacy, perchè se no la fiducia reciproca finirà e peggioreremo solo il dialogo che è fondamentale !!

4 COMMENTS

  1. Potrebbe essere invece anche un modo per colmare il vuoto tecnologico tra genitori e figli dato che i giovani sentono enormemente qs. distacco. Perché allora non cercare di avvicinarci al loro mondo usando le loro stesse cose per creare quell’empatia che a volte, spesso, manca?

  2. L’ho fatto. E, credetemi, mi sento molto giù di morale. In primo luogo, non conosco mio figlio. Con lui si è interrotto il già precario dialogo tre mesi fa. Ora lui è andato a vivere fuori, all’università. Guardandolo su facebook ritrovo una persona diversa. E non so a chi chiedere aiuto perchè non so davvero come fare per ritrovarlo.
    Fra un po’ compirà 19 anni.

  3. Devo farti i complimenti, invece, Stefania perché dimostri di essere una mamma che non demorde e vuole recuperare il discorso interrotto! Quindi continua così, ridiventa amica tramite Facebook. Chatta con lui senza essere naturalmente troppo invadente, relazionandoti naturalmente e, a poco poco, vedrai che tuo figlio si sentirà di nuovo vicino a te perchè si renderà conto che sua mamma non è poi così male! Anzi! In bocca al lupo! Un bacio

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