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Come prevenire e combattere l’obesità infantile

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Il 40% dei bambini ed il 60% degli adolescenti obesi rimarranno tali anche in età adulta.

L’obesità infantile è il risultato di un’eccessiva/cattiva alimentazione, legata ad una ridotta attività fisica: si introducono più calorie di quante se ne consumano.

Ci sono mamme che trascorrono giornate intere in palestra, che fanno di tutto per essere in forma e dimostrare meno anni, ricorrendo in casi estremi anche alla chirurgia plastica, ma paradossalmente non si accorgono dei chili di troppo dei loro figli.

Secondo delle recenti indagini, che non condivido, sarebbe proprio la mamma ricca e in carriera quella più attenta all’alimentazione dei propri bambini, mentre la casalinga (ancor più se di classe medio-bassa), vivendo la preparazione dei pasti come un modo atttraverso il quale esprimere l’amore e l’impegno nei confronti della famiglia, si interesserebbe meno alla qualità e più alla quantità del cibo offerto ai figli.

Io non credo sia una questione di classe sociale e soprattutto non si dovrebbe generalizzare in modo semplicistico un concetto simile. Penso, anzi, che chi ha la possibilità di stare a casa abbia più tempo da dedicare ad una spesa ragionata e ad un’alimentazione equilibrata, chi lavora, invece, cerca di arrabattarsi in qualche modo per mettere su una cena decente (almeno, questo è quanto accade a casa mia, calcolando che faccio parte delle lavoratrici che annaspano).

Spesso ci preoccupiamo quando il bambino mangia poco, raramente quando mangia troppo, anzi appetito e voracità vengono talvolta interpretati come un segnali di benessere da incentivare e non da limitare, illudendosi che i chili di troppo scompariranno con lo sviluppo. Bisognerebbe, invece, farsi aiutare da un pediatra a risolvere il problema.

L’obesità può avere anche natura ereditaria: il 25% dei bambini in sovrappeso ha un genitore obeso o in sovrappeso e la percentuale sale al 34% quando sono sovrappeso entrambi i genitori. Sono mamma e papà che dovrebbero dare un’educazione alimentare, iniziando per primi a seguire una dieta equilibrata.

L’obesità, purtroppo, può incidere sulla salute con problemi di tipo respiratorio, articolare, della digestione, per non dimenticare i problemi di carattere psicologico: disagio, rifiuto del proprio fisico, perdita dell’autostima, senso di insicurezza.

Consigli pratici:

– dare al bambino tre pasti regolari intervallati da uno spuntino a metà mattina e una merenda al pomeriggio, onde evitare di mangiare fuori orario,

–  cucinare in modo semplice, senza troppi condimenti, dare tanta frutta e verdura (se non piace proporre frullati e centrifugati), moderare le quantità, mangiare con calma,

–  svuotare cucina e frigorifero dai cibi tentatori e dalle bevande zuccherine,

–  non accendere televisione/videogiochi o simili durante il pasto,

–  favorire una regolare attività sportiva assecondando le preferenze del bambino, camminare di più, fare le scale,

non colpevolizzare il piccolo se qualche volta cede alle tentazioni e non fare del peso un’ossessione.

Iniziano ad esserci anche delle iniziative concrete che partono dai Comuni delle città italiane, per esempio a Torino alle famiglie con un bambino sovrappeso viene fornito un kit che include l’accesso gratuito a palestre e piscine pubbliche, un decalogo per dimagrire (elaborato da pediatri e dietologi) e un contapassi.

Purtroppo, però, ci si imbatte in varie contraddizioni perchè, per esempio, mi è capitato di chiedere il permesso alla scuola materna che frequenta mia figlia per uscire due volte alla settimana 15 minuti prima in modo da raggiungere per tempo la sede della scuola di danza che frequenta e non mi è stato concesso “per non creare precedenti”!

Bisognerebbe, a questo punto capire se il Comune e le scuole vogliono davvero incentivare i bambini a svolgere un’attività fisica o no!

Una notizia di oggi è che in Scozia è in atto un grave caso di persecuzione degli obesi da parte dei servizi sociali, che hanno portato via ben sei figli a due genitori obesi, ritenuti non degni di dare loro un’educazione, essendo anche i figli sovrappeso! Un chiaro caso di razzismo.

Ma oramai (come dice Renato Farina su Ilgiornale.it) come distinguiamo un Paese ricco da uno povero? Nel Paese ricco i poveri sono grassi ed i ricchi sono magri (costa molto essere magri!), invece in quello povero i poveri sono magri ed i ricchi grassi!

2 COMMENTS

  1. Anche qui da noi, nella provincia di Forli’ si era fatta una promozione sugli abbonamenti degli scuolabus.Se ti abbonavi per un anno ti davano tipo 50 euro da spendere in una notissima catena di fast food.
    La provincia e le associazioni dei consumatori,insieme a quelle che tutelano i ragazzi, si sono opposte a questa promo che avrebbe danneggiato i ragazzi in un modo esagerato…portandoli tutti i giorni ad ingozzarsi di hamburger e patatine.
    Allora si è pensato di fare dei buoni per ricevere direttamente sui banchi di scuola delle ciotoline di frutta e verdura gia’ pulite, in collaborazione con un famoso frutta e verdura del posto.
    E devo dire che se serve a migliorare la salute dei nostri cuccioli…ben venga!

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