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Riflessioni di un coach sulle mamme tuttofare

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Al posto di andare in letargo, www.unamamma.it è in pieno fermento per soddisfare sempre più le vostre esigenze e rispondere al meglio alle vostre domande.

Dopo la presentazione della logopedista Priscilla Malhamè, abbiamo una nuova collaboratrice che aiuterà le mamme del blog ad affrontare la routine quotidiana, si tratta della Executive e Life Coach torinese Carla Malinverni , che si presenta a tutte voi con questo post.

“Per scelta, nella vita sono anche sono life coach, cioè supporto persone che affrontano problemi di natura personale, lavorativa, familiare.  L’accudimento di un figlio, con tutti gli aspetti emotivi ed organizzativi che ne derivano, è una delle difficoltà che molte mamme mi portano. ‘Mio marito non capisce che non possiamo più uscire a cena, perché io devo preparare il brodo…eppure gliel’ho spiegato mille volte e continua a non capirlo!‘ è l’affermazione di una  giovane mamma in difficoltà che mi ha fatto scattare la curiosità di comprendere meglio questo mondo.

La ricerca della perfezione porta all’estremo controllo

Ho notato in molte mamme una sfinente ricerca di perfezione. Ad esempio, per alcune, tutta la vita è organizzata in innumerevoli liste di cose da fare e da ricordare, scritte su quadernetti che conservano gelosamente nella borsa: che ansia! Io credo che tutto ciò abbia due profonde cause:

  • il ‘controllo totale‘ come forma di rifugio mentale (se io controllo ogni minimo dettaglio, non capiterà mai nulla di male)
  •  la presunzione che tutto debba andare bene, senza alcun intoppo, perché altrimenti non sono una buona madre (l’errore non è visto come fonte di apprendimento per il futuro, ma come fallimento personale).

Se il controllo può aiutare la mamma a sentirsi più tranquilla, ci sono alcuni aspetti da non sottovalutare a mio parere, quali:

  • l’impossibilità di delegare: quando una mamma applica il controllo, riterrà che solo lei possa occuparsi correttamente delle cose che riguardano il figlio e pertanto non potrà delegarle a nessun altro, nemmeno al papà; per ogni mamma che si carica di responsabilità, c’è un papà che si sente estromesso o un papà che, dopo essere stato criticato sul suo modo di aiutare, ha completamente rinunciato alla gestione dei figli (spesso risulta la scappatoia più facile!)
  • il controllo non ha fine: è impossibile pensare di controllare tutto; ci sarà sempre qualche cosa che sfuggirà

Passare dal controllo alla formulazione di richieste

Se vi sentite sovraccariche di responsabilità nella gestione dei figli, credo sia ora di fare una dichiarazione al mondo e a voi stesse: anche voi mamme siete umane e in quanto tali siete ‘vulnerabili‘, cioè avete bisogno di aiuto. Ho una buona notizia per voi: lo potete chiedere! Non sempre lo otterrete. In fin dei conti, se non chiedete aiuto, la vostra possibilità di riceverlo è pari a zero, per cui vale la pena di correre questo terribile rischio. Quando esprimete una richiesta, fate emergere forte e chiaro qual è il vostro bisogno: in questo modo avrete maggiore probabilità di essere comprese e soddisfatte. Al posto che dire ‘fai tu la lavatrice?‘ (il vostro compagno magari dice ‘‘ e poi intende, in buona fede, caricarla fra due ore quando ha finito ciò che sta facendo), è molto più efficace dire ‘ho bisogno che stasera i vestiti siano asciutti per stirarli domattina: puoi fare tu la lavatrice ora, mentre io cucino?‘. Non tutto ciò che sta nella vostra testa è chiaro anche al vostro compagno, umano anche lui.

Esplicitare richieste, oltre a dichiarare che siamo bisognose di aiuto, ci espone anche ad un’altra prova da superare: la fiducia che riponiamo nella persona a cui ci rivolgiamo. Siamo pronte a fidarci? Quali sono le condizioni per cui ragionevolmente possiamo dare fiducia ad una persona e delegarle un compito? Prendete la vostra lista o riflettete su quante cose fate voi oggi per la gestione dei figli: quante di queste cose sono veramente indispensabili? Quante possono essere pian piano delegate ad altri, liberandovi di qualche peso? Quante possono anche essere eliminate, perché non necessarie?”

Aspettiamo le vostre domande ed i vostri racconti.

 

4 COMMENTS

  1. ciao a tutte, 44 anni, lavoro part-time con due figli: viola 8 anni e marco 5 anni. Mi riconosco in tutto quello che ho letto riguardo alle mamme che pensano di dover fare tutto in autonomia in quanto “come so gestire io la cosa non sa gestirla nessuno e poi faccio più veloce”. Ero così fino a quando non ho fatto “il botto”….una sera dopo aver discusso con mio marito che da tre anni ha sempre un motivo (nostro malgrado) per dover essere coccolato e non rimproverato ed aver esagerato con la sgridata al più piccolo ho capito che così non andava più bene. Allora? Che fare? Ho deciso di mollare sulla mania di essere “in pari” su tutto….pazienza se non ho le persiane pulite, basta che sia pulito in casa….pazienza se al lavoro non sono in pari….quando ci sarà il periodo di calma mi sistemerò tutte le carte…pazienza se ogni tanto dico NO ad avere la casa con tutti gli amichetti che vogliono i bimbi, solo perché ho bisogno di stare serena. Ora va meglio ma c’è ancora tanto da migliorare in me….però sapere di aver intrapreso un percorso che sembra giusto PRIMA di aver bisogno di uno psicologo o di farmi venire la gastrite mi fa stare bene e sicura.

    • Cara Isabella, ti capisco benissimo. Io ho due figlie di 7 e 10 anni, un lavoro, la famiglia comunque da gestire tramite tata/nonni/maestre ecc. Troppe cose!
      Potrebbe sembrare la normalità per tante, ma per un’aspirante alla perfezione come me no 🙁
      Spesso mi rendo conto di esagerare ed avere troppe pretese dagli altri, ma soprattutto da me stessa. Altre no e vado a sbattere contro a un muro!
      E’ molto difficile rendersi conto di essere arrivata ad un limite.
      L’obiettivo che dovremmo avere tutte noi mamme ogni giorno è: fare del nostro meglio senza per forza stravolgerci e cercare un equilibrio che ci faccia galleggiare sopra le brutture della giornata, godendo delle cose positive.
      Ce la faremo?
      Riconoscerlo è già un buon inizio.
      Un abbraccio da Una Mamma

  2. ciao isabella,
    sono contenta che tu abbia intrapreso la tua via verso la serenità personale e familiare. non ci sono regole valide per tutti, per questo non si parla di scelte ‘giuste’ o ‘sbagliate’ in senso assoluto: sta ad ognuno di noi trovare ciò che ci avvicina ai nostri obiettivi e anche gli obiettivi variano da persona a persona! mi sembra che tu abbia fatto delle scelte importanti, mettendo il tuo ‘bisogno di stare serena’ come traguardo da raggiungere e dichiarando anche i tuoi ‘no’, per il benessere non solo tuo, ma di tutta la famiglia. non posso che incitarti a continuare, chiedendoti sempre: che cosa posso fare per sentirmi bene con me stessa, verso i figli e nella coppia?
    un abbraccio!

  3. Ciao carla m e unamamma. Non ho mai particolarmente amato lo “scambio epistolare moderno” (mi piace dare un nome antico alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia!!!) ma aver letto i vostri commenti mi ha fatto tanto piacere e mi ha fatto sentire compresa. Non sapevo nemmeno di avere questo bisogno di essere capita…… Ho vicine realtà di altre mamme con una vita più semplice dal punto di vista pratico (un figlio solo, pranzi e cene da mamme o suocere, persone che puliscono la loro casa…) ma che purtroppo hanno altri problemi ben più gravi….per cui evito sempre di fare la lamentona……. Insomma volevo solo dire GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

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