Come affrontare con diplomazia i giudizi (universali) della mamma perfetta e della suocera

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La nostra collaboratrice Carla Malinverni, Executive e Life Coach, ci dà delle dritte per diventare più “diplomatiche” quando qualcuno ci giudica, facendoci sentire inadeguate.

“Quando nasce un bambino, è molto frequente che altre mamme, suocere, amiche, colleghe si sentano autorizzate a esprimere i loro pareri su ‘questo si fa così’, ‘faresti meglio a comportarti in questo modo’, ‘così ti sbagli: ti insegno io’ ecc. Insomma, le altre mamme vogliono assolutamente darvi dei consigli, no – scusate – degli imperativi categorici: loro detengono la verità suprema e smaniano per evangelizzarvi! Queste persone confondono le proprie opinioni personali con fatti oggettivi. Spesso un’evangelizzatrice vi dirà una cosa estremamente diversa da quanto vi ha appena specificato il pediatra e pertanto resterete confuse. Bene, sono sicura che, respirando profondamente 4 o 5 volte, potrete poi porvi la fatidica domanda:

  • di quale opinione mi fido di più?

e, di conseguenza,

  • che cosa voglio fare?

E la risposta potrà essere la più varia, a seconda della situazione: del mio buon senso, della mia amica, di mia sorella, del pediatra, vado a farmi un giro sul web in cerca di informazioni ecc. Nessuno è stato dotato di libretto d’istruzioni, per cui a me parrebbe saggio ascoltare le varie voci (compresa la propria) e prendere il meglio che ne viene.

Spesso le coachee mi portano come problema l’ingerenza delle mamme e delle suocere, che, in presenza del neonato si sentono nuovamente investite del ruolo di mamme in luogo di quello di nonne. Una mamma mi ha dichiarato con sofferenza ‘Quando siamo con i nonni, i miei figli cessano di essere miei figli. E’ come se me li portassero via!’. Credo che sia estremamente importante definire precisamente i ruoli in questi contesti, per la serenità di tutti.

Esprimere, ricevere e richiedere opinioni, ci apre all’apprendimento e a nuove possibilità di pensiero (le opinioni, dette ‘feedback’ in coaching, sono equiparabili a regali). I feedback sono punti di vista personali e riceverne può stimolare in noi nuove riflessioni: gli altri vedono le stesse situazioni in modo differente e quindi lo scambio di opinioni è pur sempre arricchente. Ricordiamoci che un’opinione parla molto di chi la riceve e anche di chi la esprime, proprio come un regalo. Per questo, non dobbiamo necessariamente fare nostre le opinioni altrui, soprattutto se, dopo un’attenta riflessione, non le condividiamo affatto: così come un regalo che non ci piace, in questo caso potremo dire ‘grazie’ per il gesto e poi non indossare mai quel maglione troppo colorato che non è di nostro gusto! Se invece scopriamo che, inaspettatamente, i colori ci stanno benissimo addosso, indossiamo subito quel pullover (ovvero prendiamo spunto dall’opinione che ci hanno regalato).

Come comportarci quando vogliamo esprimere un’opinione, soprattutto se  negativa?

Seguiamo queste tre semplici regole, che in genere aiutano a farci ascoltare e a scongiurare un conflitto:

  1. cominciamo con ‘secondo me’, ‘io penso che’, ‘il mio punto di vista è’: abbiamo detto che i feedback sono nostri modi di interpretare, per cui non porgiamoli come fatti o verità assolute;
  2. spieghiamo contestualmente l’episodio che ha scatenato in noi questa opinione: per l’altro sarà più semplice comprenderci;
  3. non giudichiamo mai ‘l’essere’ dell’altra persona, quanto ‘il suo fare’.

Secondo me oggi hai vestito Chiara con una giacca troppo leggera: l’ho sentita dire che aveva freddo mentre la accompagnavo a scuola’ è un feedback negativo ben espresso.

Sei un genitore inaffidabile: mandi fuori tua figlia troppo poco vestita e manco ti accorgi che patisce freddo!’ non è un feedback negativo ben espresso.

E voi: come accogliete le opinioni altrui? Come reagite se non siete d’accordo con quello che vi viene detto?  

 

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