Home GRAVIDANZA Il parto cesareo

Il parto cesareo

285
4

In tutto il mondo si registra un aumento esponenziale della percentuale dei tagli cesarei. L’Oms attesta come percentuale auspicabile per eseguire il taglio cesareo il 15%,  ma la realtà parla diversamente. In Italia si raggiunge il 32,2% con dei picchi decisamente più alti al sud, soprattutto nelle strutture privateEd è decisamente la nazione europea ad avere la più alta percentuale di parti cesarei.

Questo tipo di intervento si esegue o in modo programmato, taglio cesareo elettivo, oppure si effettua se si è costretti a farlo, taglio cesareo d’urgenza.

Il taglio cesareo è necessario se:

il feto si presenta in posizione podalica o se la testina del bimbo non è inclinata nella posizione giusta per incanalarsi nel canale dell’utero

se vi è stato precedentemente un primo parto cesareo

vi è una sofferenza fetale acuta

se il bimbo è di dimensioni troppo grosse

mancato avanzamento del travaglio

distacco della placenta

gravidanza gemellare

rifiuto da parte della madre di sottoporsi ad un parto naturale per diversi ragioni e motivazioni psicologiche, legate alla paura di sottoporsi ad un parto vaginale.

Parto cesareo programmato:

Per quanto riguarda il TC programmato la futura mamma dovrà sottoporsi a vari tipi di esami del sangue, dell’urina e all’elettrocardiogramma per considerare quale tipo di anestesia le sia più idonea. Dì solito avviene ormai quella spinale e rarissime volte quella totale.

La preparazione all’operazione avviene tramite la rasatura dei peli pubici e l’inserimento del catetere in vescica per tenerla vuota durante l’intervento. Inoltre si svuota allo stesso modo l’intestino tramite un clistere.  Dopo avere disinfettato l’addome della paziente, si procede con l’operazione vera e propria. Naturalmente la “partoriente” viene costantemente monitorata a livello della pressione arteriosa ed a livello cardiaco.

Di solito la parete addominale viene aperta con un taglio trasversale sopra pubico e poi si procede con l’incisione della cute e dei grassi sottocutanei. Si tagliano le fasce dei muscoli retti e si apre il peritoneo per accedere alla cavità dell’addome. Si incide l’utero per estrarre il feto. In questa fase si deve agire in fretta perchè si verifica un discreto sanguinamento. Si procede con il taglio delle membrane amniotiche e  si estrae il bimbo. Poi il chirurgo rimuove la placenta e si inizia la sutura, dopo avere controllato la cavità addominale, le tube e le ovaie.

Per legge, la puerpera deve stare almeno 2 ore in un locale vicino alla sala operatoria per tenere sotto controllo:

le perdite ematiche

la pressione arteriosa

la frequenza cardiaca

l’eventuale comparsa di vomito

Nel nostro Paese vi è la più alta percentuale europea di parti cesarei. La maggior parte di questi rientra per casi dovuti ad una sofferenza fetale acuta. Troppo spesso però vi si ricorre per non correre rischi e al minimo allungamento dei tempi del travaglio. Inoltre in Italia anche la mancata diffusione dell’anestesia epidurale innalza negativamente questa percentuale.

Anche la continua e sempre più diffusa propensione per indurre a tutti i costi il parto dolce senza garanzie e controlli dovrebbe fare propendere  ad investire di più nell’educazione dello staff medico ed ostetrico per affrontare in modo sempre più aggiornato e consapevole il parto.

Purtroppo l’uso indiscriminato della cardiotocografia (i tracciati) ha fatto lievitare i falsi positivi e la percentuale dei cesarei effettuati per paura. Il travaglio soprattutto per una primipara può durare più a lungo” –dice la nostra ginecologa, Dott.ssa Maria Pandolfo – “Per questo forse basta solo sapere aspettare! Molti medici ed ostetriche invece hanno fretta di fare presto quando assistono ad un parto”. 

E’ stato scritto un bellissimo libro su questo argomento: “Il parto cesareo. Solo se indispensabile, sempre con rispetto” Ibone Olza e  Librero Martinez,  ed. Leone Verde, che spiega ed illustra la pratica e ne chiarisce molti dubbi.

Forse quindi si dovrebbe ritornare ad un approccio della gravidanza e del parto meno medicalizzato, dove si vengano ad ascoltare non solo le esigenze cliniche ma anche quelle della madre per poi decidere in maniera consapevole come partorire,  perchè  è nel pieno diritto di ogni donna essere libera di scegliere come mettere al mondo i propri figli.  

4 COMMENTS

  1. l’8 settembre scorso ho dovuto subire un parto cesareo con 5 settimane d’anticipo per garantire la sopravvivenza alla nostra rebecca.
    se avessi potuto scegliere l’avrei evitato!
    è stata un’esperienza orrenda, nonostante l’equipe medica sia stata eccellente, professionalmente ed umanamente..le sensazioni però restano ed erano terribili, ed anche il post operatorio non lo auguro a nessuno. ora, dopo 15 giorni comincio a sentire meno dolore, ma non sono ancora senza.

    se potete scegliere come mettere al mondo i vostri figli, scegliete il parto naturale (il mio primo bimbo, riccardo, è nato così), soffrirete più o meno a seconda della vostra fibra e della vostra fortuna, ma dopo, nell’istante in cui avrete vostro figlio tra le braccia, sarà solo passato 😉

    • Ciao Bomba, non lo sapevo!!! Complimenti per la piccola Rebecca. Mi dispiace per la circostanza in cui è nata, ma spero che lei stia bene adesso.

      Il dolore passa, te lo dice Una Mamma che ha fatto due cesarei a distanza di tre anni uno dall’altro per via del distacco di placenta di tutte e due…fortunata eh! E pensa che per i sensi di colpa che avevo nei confronti della più grande e per non farla ingelosire, appena rientrata dal secondo cesareo, con ferita che stava iniziando a cicatrizzare ho passato un pomeriggio con lei in un centro commerciale, così la mia ferita si è chiusa (con infezioni varie) due mesi dopo!!

      Un abbraccio forte a tutta la famiglia!

  2. Ciao Bombamagagna! Prima di tutto volevo farti gli auguri per la piccolina!
    L’esperienza del parto è proprio soggettiva ed ogni donna dovrebbe avere la possibilità di scegliere anche come partorire, se si opta per il parto naturale, ovviamente se non si hanno complicazioni. Molti ospedali ad es. impongono la posizione supina, incidendo negativamente sulla piena consapevolezza della partoriente nel gestire il dolore, le spinte, ecc. ecc. Il parto è un evento dinamico ed assolutamente naturale che deve essere vissuto in piena consapevolezza e senza troppo medicalizzazioni.

  3. Anche sul corsera di oggi si parla di dati preoccupanti in merito alla crescita esponenziale di tagli cesarei in Italia. Non si riesce più adeguatamente a gestire il parto naturale. Fondamentale rimane la formazione dello staff medico e delle ostetriche per affrontare il lieto evento non in modo medicalizzato come è invece apllicato ora. Bisogna ritornare a figure amiche della donna che la assistano nel modo più naturale possibile durante il travaglio, come ad es. la doula. https://www.unamamma.it/2009/06/18/che-cosa-e-la-%e2%80%9cdoula%e2%80%9d/trackback/

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here