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Perduto amore di una mamma

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Quasi tutte le mamme sono apprensive riguardo i loro bambini, soprattutto quando non li possono seguire personalmente, ma devono lasciarli nelle mani di nonni, baby-sitter, insegnanti, catechisti, ecc.

Nonostante le raccomandazioni fatte ai nostri “sostituti”, viviamo ugualmente con una preoccupazione spesso alimentata dalle notizie che leggiamo quotidianamente sui giornali: bambini rapiti per il commercio di organi, venduti alle coppie che non possono avere figli, pedofilia o bimbi che spariscono col familiare che li aveva in affido. I casi ancora aperti di bambini scomparsi in Italia sono più di 1500!

La morte del piccolo Andrea Loris, bimbo di 8 anni di Ragusa ucciso da un presunto pedofilo,  ha riproposto in questi giorni l’ennesima storia di un bambino che si fida di un conoscente senza sapere che si tratta di un mostro. Non credo si possa capire cosa stia provando la famiglia di Andrea in questo momento, ma come mamma mi sento vicino a loro e mi chiedo se sia giusto “mettere in piazza” la loro vita nei minimi particolari, trasformando i lettori e gli spettatori dei telegiornali in giudici. Siamo oramai vittime dei reality, lo spettatore medio è avido di particolari ed i media non vedono l’ora di darglieli! Non sarebbe più delicato mantenere il silenzio stampa per aiutare le indagini?

Questa mattina davanti alla scuola elementare era pieno di mamme che, reduci dalla notizia, non perdevano di vista i loro piccoli. E immagino anche l’apprensione fuori dalla scuola al momento di recuperarli. E pensate che in tanti altri Paesi i bambini vanno quasi tutti a scuola da soli.

Quando esco con mia figlia cerco di farla stare il più possibile vicino a me, ma è l’età delle scoperte e della curiosità e non voglio trasmetterle le mie paure, come si fa? Vicino a casa mia c’è un parco bellissimo, ma non ci vado più da sola per timore di maniaci, spacciatori, drogati, ecc. Privarli della possibilità di sbagliare e di allontanarsi troppo, così come hanno fatto da sempre tutti i bambini, vuol dire privarli della possibilità di diventare ogni giorno più responsabili. Rassicurati dalla nostra fiducia. Ma quello che manca al giorno d’oggi è la fiducia in chi vive intorno a noi, non credete??

Mi è tornato in mente l’articolo di qualche anno fa scritto da Massimo Gramellini su La Stampa  “Perduto amore di una mamma” dove, parlando della mamma di Vito, ragazzo ucciso dal crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli, aveva detto:

Siamo inadeguati a reggere l´evento più innaturale che esista: la morte di un figlio, che è morire in due rimanendo vivi, e rimanendolo in mezzo ad altre persone che soffriranno con noi solo per un po´ – gli amici, il parentado – oppure per sempre, ma in modo diverso. Mi riferisco ai figli sopravvissuti, che si ritrovano senza un fratello e orfani di genitori che non saranno mai più quelli di prima.

Anche chi è assolutamente convinto che la vita abbia un senso ammutolisce di fronte al dolore di una madre o di un padre. E non può non interrogarsi sulla potenza selvaggia di quel legame di carne che ogni giorno, giustamente, viene messo in discussione dai conflitti generazionali.

Nel libro «Una madre lo sa» di Concita De Gregorio, un’ostetrica racconta che, appena nasce un bambino, le persone in attesa fuori dalla sala-parto le chiedono subito come sta il figlio. Solo una chiede prima come sta la mamma. Sua mamma.

4 COMMENTS

  1. per quanto insignificante è quello che sto dicendo volevo dire alla mamma dell’articolo che non è sola
    aVenezia c’è un’associazione: figli in cielo.Si tengono in contatto si trovano si appoggiano non è molto ma tutto aiuta.
    Io ho perso mia nipote di quasi 18 anni e fortunatamento mi ha mandato una bimba subito dopo e sono sicura che è un segno perchè ci sono un sacco di coincidenze

    ciao susy

  2. Bell’articolo, profondo e giusto. Essere mamma significa essere sempre in apprensione anche quando crescono. Però appaga. Certo non bisogna mai farci sfuggire la situazione. Occorre seguirli, amarli e proteggerli sempre. Brava!!

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