Un libro dedicato ai bambini che non amano scrivere

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La mia bimba grande frequenta la quinta elementare ed ha i compiti a casa da fare quasi tutti i giorni, quindi la più piccola, che fa seconda elementare, si annoia e, per non farla rimbambire di fronte alla tv, le ho proposto di “far finta di fare i compiti come i grandi” anche lei, facendole provare un nuovo volume che si intitola “Storie e attività per scrittori pulcini. Laboratorio di scrittura per la scuola primaria” della pedagogista Monica Colli e dell’illustratore Saviem Mari.

Leggere e scrivere non sono capacità innate. Non è “madre natura” che decide chi diventerà un grande scrittore o un bravo giornalista. Creativi non si nasce, ma si diventa, nel senso che la mente creativa si coltiva con esperienze e insegnamenti fin dai primi anni di vita e la didattica della lingua può fare moltissimo in questa direzione. Proprio con questo obiettivo è nato questo libro, dedicato a tutti i bambini che non amano scrivere. Partendo dal grido della gallina Alex «SCRIVERE? Non se ne parla nemmeno! No, no e no! SCRIVERE? Ma che, scherziamo? Già vi sento… Vedo le vostre facce da polli impallidire dallo spavento… SCRIVERE?! Che attività terrificante!» hanno sviluppato un vero e proprio laboratorio di scrittura per la scuola primaria per mettere in moto i «muscoli» dell’immaginazione e prendere il volo in un’avventura alla scoperta dello «scrittore» che c’è in ogni bambino. Così come la gallina Alex cambierà presto idea, anche i bambini grazie a giochi ed esercizi originali potranno divertirsi tra anagrammi, fiabe, filastrocche e passare dalla scrittura di semplici pensierini alla composizione di testi fantastici.

Il libro, inframmezzato da attività di scrittura creativa e non, promuove nei bambini la voglia di mettersi in gioco, sperimentando nuovi approcci nei confronti di un’attività vissuta molto spesso come noiosa e faticosa, che però costituisce il fondamento dell’intero percorso di studi. La mia piccola si è affezionata a questo libro e lo porta dappertutto, anche a scuola e devo ammettere che ha fatto un figurone con la maestra che l’ha voluto analizzare per stimolare i bambini che non riescono tanto ad esporre i propri pensieri nero su bianco.

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