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La scabbia

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Ora che abbiamo superato il “momentaccio“, posso parlarne a cuor leggero.

A settembre, al rientro dalle vacanze estive, nella scuola elementare delle mie figlie sono stati riscontrati dei casi di scabbia. Si, scabbia! Non solo i semplici pidocchi, molto ma molto peggio!

I Responsabili ASL (Azienda Sanitaria Locale), dopo aver allontanato gli interessati per un breve periodo, assicurandosi che facessero i trattamenti necessari, hanno iniziato le visite mediche, con ispezione della cute, direttamente nella scuola, in tutte le classi, una volta ogni 15 giorni. Finché hanno deciso di prescrivere, per sicurezza, il trattamento a tutti i bambini e, sicuri che non ci fosse più “pericolo“, l’ultimo controllo è stato fatto a dicembre. Non vi dico la paura ad ogni rossore della cute o dermatite!

Se volete saperne di più sulla scabbia vi consiglio di leggere quanto segue:

CHE COS’È: è una malattia infettiva contagiosa che colpisce la pelle. E’ una parassitosi di modesta contagiosità e di scarsa gravità. Il serbatoio d’infezione è l’uomo. Un tempo legata a situazioni di povertà e scarsa igiene, la scabbia può colpire oggi persone di ogni ceto sociale, indipendentemente dall’igiene personale.

DA CHE COSA È PROVOCATA: è provocata da un parassita (Sarcoptes scabiei), un acaro invisibile ad occhio nudo, che scava cunicoli sotto la cute umana, dove depone le sue uova, da cui in alcuni giorni si sviluppano i parassiti adulti.

COME SI MANIFESTA: il sintomo principale della scabbia è il PRURITO, che inizia dopo un periodo variabile da 2 a 6 settimane dal contatto con l’acaro. Il prurito aumenta di intensità la notte, in quanto il calore del letto incrementa l’attività degli acari. Sulla cute compaiono lesioni di vario tipo, come papule (piccole chiazze rosse in rilievo), vescicole e lesioni lineari, corrispondenti ai cunicoli scavati dall’acaro. Possono essere presenti croste o infezioni della pelle conseguenti al trattamento. Le zone più frequentemente colpite sono: gli spazi fra le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ascelle, le regioni sottomammarie, l’addome, i genitali maschili e le natiche.

COME SI TRASMETTE: per contatto diretto cute – cute. Meno frequente è la trasmissione indiretta, ad esempio attraverso la biancheria e le lenzuola contaminate da poco tempo dalla persona infetta o anche attraverso oggetti. La probabilità che si sviluppino casi secondari, conseguenti a contatti occasionali, è molto bassa. Eventuali epidemie causate da soggetti malati presuppongono un contatto prolungato e si hanno, in genere, solo tra soggetti conviventi o contatti sessuali (epidemie intrafamiliari).

COME SI CURA: non guarisce senza adeguato trattamento. La cura consiste nell’applicazione sulla cute di farmaci antiparassitari: sono in commercio prodotti sottoforma di lozione o crema scabbiacida. Lo Scabianil, a base di permetrina, uno dei prodotti più utilizzati, si usa secondo le seguenti indicazioni:

  • PRIMA DELL’APPLICAZIONE: è consigliabile, anche se non indispensabile, fare un bagno o la doccia. Sostituire la biancheria personale e del letto.
  • MODALITA’ DI APPLICAZIONE Età inferiore a 2 anni: applicare su tutto il corpo escluso testa e viso. Particolare attenzione a fra le dita di mani e piedi, sotto le unghie, ascelle, genitali esterni, seni, natiche. Età superiore a 2 anni: applicare su tutto il corpo compresi collo, viso e cuoio capelluto. Particolare attenzione a fra le dita di mani e piedi, sotto le unghie, polsi, ascelle, genitali esterni, natiche. Lasciare agire la crema per almeno 8-12 ore poi lavare accuratamente il corpo
  • NUMERO DI APPLICAZIONI. Nel 90% dei casi è sufficiente una unica applicazione; se necessario ripetere comunque l’applicazione dopo 7 giorni
  • PRURITO. Il prurito può continuare anche per 4 settimane dopo il trattamento, nonostante la morte degli acari. Per diminuire il prurito si usano comunemente antistaminici
  • GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. In caso di necessità si può utilizzare in gravidanza e durante l’allattamento
  • NOTE. In caso di ingestione: lavaggio gastrico entro 2 ore dall’assunzione

PROVVEDIMENTI SU ABITI E BIANCHERIA 

  • Quando si esegue il trattamento sulle persone con l’apposita pomata, sostituire la biancheria personale, gli abiti, le lenzuola, le federe e gli asciugamani.
  • Lavare la biancheria in lavatrice a temperatura superiore ai 60° poiché a questa temperatura l’acaro muore. Gli indumenti che non si possono lavare in questo modo (es. calzature, cappelli, coperte, cuscini, capi in lana, ecc.) devono essere puliti secondo le specifiche istruzioni per tipo di capo e successivamente chiusi in sacchetti di nylon per almeno 48 ore e poi esporlo all’aria. L’acaro non può sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana.

PROVVEDIMENTI SULL’AMBIENTE 

  • La pulizia della casa avviene come di norma prestando però maggior attenzione alla rimozione dello sporco da angoli e intercapedini e dagli oggetti che possono essere toccati direttamente dalla pelle di più persone, come il WC e il bidet.
  • La disinfestazione ambientale vera e propria di solito non è indicata perché l’acaro sopravvive non più di qualche giorno se non a contatto con la pelle.

Quindi, d’ora in poi, se vi prenderete i pidocchi non lamentatevi troppo…c’è di peggio!

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