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I genitori apprensivi

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Stai attento a non prendere freddo“; “Mi raccomando vai piano“; “Fammi uno squillo quando sei arrivato“; “Con chi esci? Dove vai? Cosa fai?“. Lo ammetto, sono una mamma apprensiva e queste sono le frasi che dirò alle mie figlie tra pochi anni, ora mi limito a “Fatti mettere la crema protettiva che ti scotti“; “Non correre che sudi” o robe simili.

Queste raccomandazioni danno l’idea di un genitore che si interessa della vita e della sicurezza di un figlio adolescente, ma spesso le sentiamo pronunciare in modo continuo, quasi ossessivo, anche a chi adolescente non è più! In tal caso rivelano un genitore apprensivo, che vive la crescita del figlio in modo angosciante: vede pericoli ovunque e tenta di anticiparli proteggendolo con domande, consigli e richieste di frequenti contatti telefonici. L’intento è buono, ma i risultati disastrosi.

I figli adolescenti percepiscono una noiosa rottura di scatole e un segno di sfiducia in loro, a cui reagiscono con comportamenti provocatori e gesti di sfida. I più grandi  (25-30 anni), da tempo sottoposti a tale “trattamento ansiogeno“, perdono autostima, faticando a sentirsi adulti e possono a loro volte sviluppare sintomi ansiosi. Ci troviamo di fronte, dunque, a due reazioni: rifiuto di qualsiasi suggerimento, oppure dipendenza dall’approvazione dei genitori. In entrambi la difficoltà a diventare indipendenti.

Suggerimenti per “proteggere” davvero i tuoi figli migliorando la comunicazione:

–   Se vuoi che un tuo suggerimento venga considerato da tuo figlio le regole sono: chiedersi se già non lo segua; dirlo poche volte; dirne uno solo alla volta.

–   I consigli di cui un figlio ha veramente bisogno sono pochi, ma devono essere quelli giusti. Individua bene ciò che ti sembra davvero necessario e punta su quello. Il resto crea solo confusione e malcontento.

–   Ritrova il tuo equilibrio, spostando un po’ della tua attenzione dai figli a te stessa: forse hai bisogno di una vita più appagante o di una maggiore stabilità emotiva. Oppure devi risolvere un trauma del passato. Se ritroverai un po’ di serenità, anche tuo figlio ne trarrà i benefici.

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