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Che fine faranno i nostri figli dopo il 4 maggio?

Quando i genitori torneranno al lavoro

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Il tanto atteso discorso del Presidente del Consiglio è arrivato e la settimana prossima si allenterà il lockdown in Italia per  l’emergenza Covid19. Tuttavia, dal 4 maggio non sarà certamente un “libera tutti“, perché si dovranno seguire le regole seguenti:

1) sarà possibile far visita ai parenti, ma non saranno permesse le riunioni di famiglia. Quindi visite mirate tra familiari, rispettando le distanze e con le mascherine.

2) Ci si potrà muovere all’interno del proprio Comune e della propria Regione, sempre per motivi di lavoro e di salute.

3) Sarà consentito l’accesso ai parchi pubblici, evitando sempre l’assembramento. Sarà permessa l’attività sportiva, si potrà camminare e sostare sulle panchine, sempre mantenendo le distanze. Saranno vietati i giochi nelle aree dei bambini e gli attrezzi delle aree sportive. Si dovranno evitare pic-nic, feste, attività di gioco e tutte le attività ricreative.  

4) L’attività motoria sarà permessa non più solo nei pressi della propria abitazione, ma  sempre individualmente, o a distanza di un metro. Si potranno fare passeggiate con i figli e/o con persone non autosufficienti. Gli atleti singoli potranno riprendere ad allenarsi. Per il momento gli sport a squadre non saranno consentiti fino al 18 maggio.

5) Da lunedì si potrà uscire per andare a comprare il cibo preparato dai ristoranti e dai bar, quindi non più solo consegne a domicilio. Ovviamente, non lo si potrà consumare all’interno del locale, né subito all’esterno. Si dovranno sempre tenere presenti l’osservanza delle distanze e l’uso dei dispositivi di protezione.

6) Si potranno celebrare i funerali, con la presenza degli stretti familiari o con un massimo di 15 persone. Le messe non sono ancora permesse.

7) I cittadini dovranno continuare ad esibire le autocertificazioni per gli spostamenti.

8) Le mascherine dovranno essere indossate all’esterno sempre: sono obbligatorie sui mezzi pubblici, all’interno dei negozi e laddove non si possono mantenere le distanze di sicurezza.

Dopo avere letto tutte queste regole, però, avrete notato che non si è parlato dei bambini e degli adolescenti, che si sono comportati benissimo da quando sono stati chiusi in casa, da fine febbraio, accettando la situazione con delle risorse che noi adulti non abbiamo. Grande protagonista di questa quarantena è stata anche la scuola, che ha fatto tanto per garantire una certa continuità didattica e sta scandendo le loro giornate. Ovviamente, non mancano le difficoltà poiché la “Didattica a Distanza” risulta essere più difficile per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria. Inoltre, a volte l’uso dei “device” non è sempre facile nei luoghi familiari, quando magari c’è solo un pc, se ci sono spazi ristretti e c’è un problema di connessione internet e wifi.

Ora, però, con la quasi oramai totale certezza che si tornerà a scuola a settembre, e con la consapevolezza di rimettere in moto il Paese, in questo “vademecum” del  Governo non si parla di come le famiglie dovranno gestire i bambini che rimarranno a casa da soli. Non dimentichiamo che un genitore è penalmente perseguibile se lascia a casa da solo un minore fino ai 14 anni.

Allora, quali alternative ha una famiglia? Lasciare ai nonni la cura dei piccoli? Non sono loro però ad essere la categoria più a rischio? Il decreto Cura Italia di marzo ha approvato un primo pacchetto di misure per sostenere le famiglie: 15 giorni di congedo parentale straordinario con stipendio al 50%, ma tale congedo è, comunque, scaduto il 13 aprile. Lo smart working certo si prolungherà per tutti quei genitori che lo possono fare, ma la stragrande maggioranza dei lavoratori in Italia è legata  alla produzione manifatturiera, e quindi in certe categorie non si può applicare tale forma di lavoro.

Ci sono le babysitter. A Milano, nel periodo “pre lockdown” c’è stata la corsa sfrenata per la ricerca di tate disponibili. E’ stato inserito il bonus babysitter, ma sinceramente quale famiglia se la sente di accogliere in casa una persona a cui non è stato fatto il tampone diagnostico?

Il prolungamento di questa sosta forzata ha dei risvolti psicologici importanti sui bambini e sugli adolescenti, che non vanno ignorati. Diversi studi scientifici indicano che le persone, dopo una quarantena, sviluppano problemi di insonnia e livelli di stress importanti.

Le giovani generazioni sono maggiormente esposte ai pericoli sopra elencati, dato che in questo periodo non possono svolgere attività all’aperto. Passano molto tempo davanti al computer, hanno orari sregolati ed una dieta non proprio sana. Di conseguenza si sviluppano sensi di frustrazione, di ansia e di noia, che viene tutto amplificato tra le quattro mura domestiche e l’assenza di contatti sociali con i loro coetanei e con gli insegnanti aumentano il loro disagio interiore. Quindi, come  dovranno affrontare questo periodo di post quarantena?

Il Governo deve dare delle risposte chiare a tutte queste problematiche, perché il grado di civiltà di un Paese si misura proprio dalla cura che lo Stato dà ai suoi cittadini più giovani, come avviene del resto in Europa e come sfortunatamente non succede nel nostro Bel Paese.  

 

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