Il disagio dei ragazzi durante la pandemia

Riaprite le scuole!

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Nonostante la confusione riguardo la SARS-CoV-2, anche i bambini e i ragazzi si infettano: non sono immuni, anche se per fortuna rappresentano solo l’1-5% dei casi diagnosticati di infezione da Coronavirus. Onde evitare l’aumento del numero di casi, la scuola è stata sostituita con la didattica a distanza e in quel momento preciso è iniziata la caduta della motivazione allo studio.

Particolarmente penalizzati sono stati gli studenti con disabilità che non hanno potuto ricorrere ai sostegni dovuti, per non parlare degli adolescenti, colpiti nel profondo da questo isolamento, negando loro il contatto con i compagni di classe.

Le relazioni online creano un senso di disorientamento e di disagio, sia tra ragazzi, sia tra docente e studente. All’interno del nostro cervello ci sono i neuroni specchio, che si attivano sia quando facciamo un’azione, sia quando vediamo le altre persone fare un’azione e sono fondamentali per generare l’empatia, essenziale per qualunque relazione.
Ma anche i neuroni GPS hanno un ruolo fondamentale: noi ricordiamo i luoghi e gli eventi e per questo le esperienze fatte si fissano nella memoria autobiografica. Con la DAD invece non vengono attivati e il rischio è quello di passare le giornate ad ascoltare cose che dimenticheremo molto in fretta.

COME CAPIRE SE VOSTRO FIGLIO MANIFESTA UN DISAGIO?

I comportamenti che ci possono segnalare che siamo davanti ad una situazione di disagio sono tipicamente tre:

1. L’isolamento sociale: molto spesso l’adolescente si rifiuta di uscire e incontrare gli amici, che contatta unicamente via chat;

2. L’elevato numero di ore passate ad interagire con la tecnologia: davanti a una situazione di difficoltà, l’adolescente preferisce chiudersi nella propria individualità piuttosto che uscire nel mondo reale ed accettare le sfide della vita quotidiana.

3. Un segnale di depressione è che nostro figlio rimanga seduto sul divano per gran parte della giornata senza fare nessuna attività.

COME POSSIAMO AIUTARE I NOSTRI FIGLI AD AFFRONTARE MEGLIO LA DIDATTICA A DISTANZA?

Possiamo aiutarli ad affrontare la didattica a distanza grazie ad alcuni consigli pratici, il primo è ricordare loro che nonostante la didattica sia a distanza, si devono preparare come se dovessero andare a scuola.
Fare DAD in pigiama non è un segno di rispetto nei confronti dei compagni e dei docenti. Bisogna ricordarsi di accendere la telecamera per permettere ai docenti e ai compagni di creare una relazione.
Altro elemento importante è avere un luogo stabile in cui fare la formazione a distanza.

Quando l’esperienza del Coronavirus sarà terminata, i giovani, come gli adulti, dovranno affrontare un ritorno alla quotidianità che passerà necessariamente dalla capacità di uscire dalla zona di comfort che in questi momenti ci siamo costruiti per sopravvivere. Il modo migliore per affrontare il ritorno alla “normalità” sarà ricominciare a svolgere attività in compagnia di altre persone, tornare a scuola, al lavoro. Per questo è importante non abbandonare mai del tutto le relazioni e mantenere sempre i contatti.

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